Gli ultimi mesi dell’anno sono sempre la giusta occasione per fare progetti per il futuro e definire i buoni propositi per il nuovo anno. Per gli investitori, però, si tratta di un compito complesso, considerando il contesto macroeconomico incerto e quelli che gli esperti prevedono saranno i protagonisti, sui mercati, per il 2026.
L’intelligenza artificiale e il settore tech saranno presenze importanti anche nel nuovo anno, così come le incognite sul fronte geopolitico e le politiche probabilmente più accomodanti delle Banche centrali. Ma il contesto economico del 2026 sarà caratterizzato da un altro aspetto: una spinta dell’azionario globale che secondo alcuni report di settore potrebbe raggiungere un +15%.
Uno scenario che impone agli investitori azionari un makeover del proprio portafoglio. Serve un approccio capace di proteggere dalle turbolenze e cogliere il potenziale di crescita, come spiega Tristan Purcell, portfolio manager del Global Equity Income Fund di Fidelity International.
Geopolitica, volatilità e mercati guidati dal sentiment
Il 2025 ha subito vari scossoni a livello geopolitico ed economico. Le guerre, più o meno commerciali, le divergenze politiche tra le potenze mondiali e i mutevoli atteggiamenti hanno creato un contesto di crescita disomogenea. Un quadro che ha pesato anche sulle scelte degli investitori.
“L’annuncio di nuovi dazi e il continuo cambiamento delle politiche commerciali hanno creato scosse nelle catene di approvvigionamento. Allo stesso modo, i costi di finanziamento più elevati stanno mettendo in difficoltà le aziende che per anni hanno fatto affidamento su capitali a basso costo e su programmi aggressivi di buyback.
Anche i mercati, ormai, rispondono più alle narrazioni che ai dati. Abbiamo visto il sentiment spostarsi velocemente dall’eccezionalismo americano alla supremazia dell’intelligenza artificiale, per poi tornare a mettere in discussione quello stesso eccezionalismo. Queste inversioni di narrativa amplificano la volatilità e rendono i mercati molto più reattivi agli umori di breve periodo”, osserva Purcell.
Anche la leadership del mercato è cambiata più volte, aumentando i rischi di concentrazione. Oggi, infatti “le azioni statunitensi rappresentano circa i due terzi degli indici globali. In particolare, negli Usa, il settore tech e le Mag 7 costituiscono circa la metà del mercato interno. Tutto questo lascia gli investitori esposti a un gruppo ristretto di aziende”, aggiunge.
Restare ancorati ai fondamentali in un mercato instabile
Per questo quando il mercato sembra dominato dai rumors e dalle narrazioni del momento, rimanere ancorati ai fondamentali – utili, solidità del bilancio e valutazioni – torna ad essere essenziale.
“Un approccio globale e difensivo basato sui dividendi rappresenta una soluzione interessante per chi cerca rendimenti equilibrati. Permette di esporsi a diversi driver di crescita, evitando le aree di mercato più costose e concentrandosi su aziende che generano flussi di cassa e dividendi costanti lungo i cicli economici”, spiega Purcell.
La strategia azionaria di Fidelity è stata progettata proprio con l’intento di offrire un giusto equilibrio tra reddito e apprezzamento del capitale.
“Quando il mercato è in condizioni ‘normali’, puntiamo alla sovraperformance tramite una selezione più disciplinata dei titoli e una crescita costante del reddito. Al contrario, in contesti in cui il mercato è più debole, tendiamo a sovraperformare in modo più consistente. In questi casi preferiamo non focalizzarci sulla ricerca di momentum a breve termine, ma su una capitalizzazione del valore nel tempo. Per fare un esempio, ad aprile, durante l’ultima correzione di mercato, la nostra strategia ha perso più o meno il 9%, rispetto al calo del 16% dell’MSCI ACWI. E ha recuperato altrettanto velocemente le perdite: solo 9 giorni, contro i 59 per l’indice”, aggiunge.
I vantaggi di una strategia “all weather”
Purcell individua tre pilastri della resilienza dell’azionario globale:
- Solidità del modello di business
- Solidità finanziaria e allocazione prudente del capitale
- Disciplina di valutazione
Esempi di resilienza in portafoglio
“Il nostro approccio difensivo non consiste nel sovrappesare i settori tradizionalmente considerati difensivi, come i beni di prima necessità o i servizi pubblici, ma nel costruire una vera diversificazione. In genere, manteniamo tra 35 e 45 titoli con un orizzonte medio di detenzione di circa cinque anni, perché il nostro è un approccio di lungo periodo in cui il posizionamento nasce da opportunità specifiche su singoli titoli e non da temi top-down.
Anche la bassa esposizione agli Stati Uniti – circa un terzo del portafoglio rispetto ai due terzi dell’indice globale – non è una scommessa macro, ma il risultato della selezione. Molti dei grandi nomi tecnologici americani non rientrano nel nostro universo: nessuna delle cosiddette Magnifiche Sette offre rendimenti da dividendi superiori all’1%. Microsoft, per esempio, rende appena lo 0,7%. Poiché la strategia è progettata per generare reddito come parte sostanziale del rendimento totale, ogni posizione deve contribuire a questo obiettivo”, osserva Purcell.
Munich Re e Tesco: casi emblematici
«Munich Re è un esempio emblematico del tipo di business resiliente e generatore di cassa che cerchiamo: ha aumentato il dividendo ogni anno per oltre vent’anni e ha sovraperformato il mercato di oltre il 100% dall’inizio del portafoglio, grazie a una gestione prudente del rischio e a un uso disciplinato del capitale.
Un altro esempio è Tesco, uscita da un lungo processo di ristrutturazione con un modello più snello e competitivo. Il suo rendimento da dividendi del 3,5%, rafforzato dai buyback, la posiziona per rendimenti totali vicini alle doppie cifre.
Questa ampiezza di partecipazioni crea un mix equilibrato di reddito e crescita che sostiene le performance in diverse condizioni di mercato», aggiunge.
Guardare oltre il 2026
Proiettando lo sguardo già al 2026 e oltre, la storia insegna che gli squilibri a livello di leadership o di valutazione di mercato tendono a normalizzarsi nel tempo, favorendo strategie più diversificate e attente alle valutazioni.
«Il nostro obiettivo non cambia: puntiamo a rendimenti solidi e corretti per il rischio investendo in realtà resilienti, che uniscono crescita degli utili, disciplina di bilancio e valutazioni sostenibili. In un’epoca segnata da incertezze geopolitiche, crescita irregolare e costi del capitale più elevati, queste caratteristiche diventano decisive per il successo a lungo termine», conclude Purcell.

