Azionario globale: strategie resilienti per il 2026

Un globo stilizzato che mostra l'Europa, l'Africa e parte dell'Asia. Linee e punti arancioni luminosi collegano le varie località, simboleggiando la comunicazione globale o il collegamento in rete attraverso i continenti. Lo sfondo è scuro per contrasto.

Un mercato dominato da volatilità, concentrazione e narrazioni mutevoli richiede portafogli azionari più resilienti, guidati da fondamentali solidi, dividendi e una selezione disciplinata. Come prepararsi al 2026

Gli ultimi mesi dell’anno sono sempre la giusta occasione per fare progetti per il futuro e definire i buoni propositi per il nuovo anno. Per gli investitori, però, si tratta di un compito complesso, considerando il contesto macroeconomico incerto e quelli che gli esperti prevedono saranno i protagonisti, sui mercati, per il 2026. 

L’intelligenza artificiale e il settore tech saranno presenze importanti anche nel nuovo anno, così come le incognite sul fronte geopolitico e le politiche probabilmente più accomodanti delle Banche centrali. Ma il contesto economico del 2026 sarà caratterizzato da un altro aspetto: una spinta dell’azionario globale che secondo alcuni report di settore potrebbe raggiungere un +15%

Uno scenario che impone agli investitori azionari un makeover del proprio portafoglio. Serve un approccio capace di proteggere dalle turbolenze e cogliere il potenziale di crescita, come spiega Tristan Purcell, portfolio manager del Global Equity Income Fund di Fidelity International.  

Geopolitica, volatilità e mercati guidati dal sentiment

Il 2025 ha subito vari scossoni a livello geopolitico ed economico. Le guerre, più o meno commerciali, le divergenze politiche tra le potenze mondiali e i mutevoli atteggiamenti hanno creato un contesto di crescita disomogenea. Un quadro che ha pesato anche sulle scelte degli investitori.

“L’annuncio di nuovi dazi e il continuo cambiamento delle politiche commerciali hanno creato scosse nelle catene di approvvigionamento. Allo stesso modo, i costi di finanziamento più elevati stanno mettendo in difficoltà le aziende che per anni hanno fatto affidamento su capitali a basso costo e su programmi aggressivi di buyback.

Anche i mercati, ormai, rispondono più alle narrazioni che ai dati. Abbiamo visto il sentiment spostarsi velocemente dall’eccezionalismo americano alla supremazia dell’intelligenza artificiale, per poi tornare a mettere in discussione quello stesso eccezionalismo. Queste inversioni di narrativa amplificano la volatilità e rendono i mercati molto più reattivi agli umori di breve periodo”, osserva Purcell.

Anche la leadership del mercato è cambiata più volte, aumentando i rischi di concentrazione. Oggi, infatti “le azioni statunitensi rappresentano circa i due terzi degli indici globali. In particolare, negli Usa, il settore tech e le Mag 7 costituiscono circa la metà del mercato interno. Tutto questo lascia gli investitori esposti a un gruppo ristretto di aziende”, aggiunge. 

Restare ancorati ai fondamentali in un mercato instabile

Per questo quando il mercato sembra dominato dai rumors e dalle narrazioni del momento, rimanere ancorati ai fondamentali – utili, solidità del bilancio e valutazioni – torna ad essere essenziale.

“Un approccio globale e difensivo basato sui dividendi rappresenta una soluzione interessante per chi cerca rendimenti equilibrati. Permette di esporsi a diversi driver di crescita, evitando le aree di mercato più costose e concentrandosi su aziende che generano flussi di cassa e dividendi costanti lungo i cicli economici”, spiega Purcell. 

La strategia azionaria di Fidelity è stata progettata proprio con l’intento di offrire un giusto equilibrio tra reddito e apprezzamento del capitale.

“Quando il mercato è in condizioni ‘normali’, puntiamo alla sovraperformance tramite una selezione più disciplinata dei titoli e una crescita costante del reddito. Al contrario, in contesti in cui il mercato è più debole, tendiamo a sovraperformare in modo più consistente. In questi casi preferiamo non focalizzarci sulla ricerca di momentum a breve termine, ma su una capitalizzazione del valore nel tempo. Per fare un esempio, ad aprile, durante l’ultima correzione di mercato, la nostra strategia ha perso più o meno il 9%, rispetto al calo del 16% dell’MSCI ACWI. E ha recuperato altrettanto velocemente le perdite: solo 9 giorni, contro i 59 per l’indice”, aggiunge. 

I vantaggi di una strategia “all weather” 

Purcell individua tre pilastri della resilienza dell’azionario globale:

  1. Solidità del modello di business
  2. Solidità finanziaria e allocazione prudente del capitale
  3. Disciplina di valutazione

Esempi di resilienza in portafoglio 

“Il nostro approccio difensivo non consiste nel sovrappesare i settori tradizionalmente considerati difensivi, come i beni di prima necessità o i servizi pubblici, ma nel costruire una vera diversificazione. In genere, manteniamo tra 35 e 45 titoli con un orizzonte medio di detenzione di circa cinque anni, perché il nostro è un approccio di lungo periodo in cui il posizionamento nasce da opportunità specifiche su singoli titoli e non da temi top-down.

Anche la bassa esposizione agli Stati Uniti – circa un terzo del portafoglio rispetto ai due terzi dell’indice globale – non è una scommessa macro, ma il risultato della selezione. Molti dei grandi nomi tecnologici americani non rientrano nel nostro universo: nessuna delle cosiddette Magnifiche Sette offre rendimenti da dividendi superiori all’1%. Microsoft, per esempio, rende appena lo 0,7%. Poiché la strategia è progettata per generare reddito come parte sostanziale del rendimento totale, ogni posizione deve contribuire a questo obiettivo”, osserva Purcell.

Munich Re e Tesco: casi emblematici

«Munich Re è un esempio emblematico del tipo di business resiliente e generatore di cassa che cerchiamo: ha aumentato il dividendo ogni anno per oltre vent’anni e ha sovraperformato il mercato di oltre il 100% dall’inizio del portafoglio, grazie a una gestione prudente del rischio e a un uso disciplinato del capitale.

Un altro esempio è Tesco, uscita da un lungo processo di ristrutturazione con un modello più snello e competitivo. Il suo rendimento da dividendi del 3,5%, rafforzato dai buyback, la posiziona per rendimenti totali vicini alle doppie cifre.

Questa ampiezza di partecipazioni crea un mix equilibrato di reddito e crescita che sostiene le performance in diverse condizioni di mercato», aggiunge.

Guardare oltre il 2026 

Proiettando lo sguardo già al 2026 e oltre, la storia insegna che gli squilibri a livello di leadership o di valutazione di mercato tendono a normalizzarsi nel tempo, favorendo strategie più diversificate e attente alle valutazioni.

«Il nostro obiettivo non cambia: puntiamo a rendimenti solidi e corretti per il rischio investendo in realtà resilienti, che uniscono crescita degli utili, disciplina di bilancio e valutazioni sostenibili. In un’epoca segnata da incertezze geopolitiche, crescita irregolare e costi del capitale più elevati, queste caratteristiche diventano decisive per il successo a lungo termine», conclude Purcell.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

Domande frequenti su Azionario globale: strategie resilienti per il 2026

Qual è il focus principale per gli investitori in vista del 2026, secondo l'articolo?

L'articolo sottolinea l'importanza di pianificare e definire strategie di investimento considerando l'incertezza del contesto macroeconomico e le previsioni degli esperti sui protagonisti dei mercati per il 2026. Si tratta di un compito complesso che richiede un'attenta valutazione.

Quali settori si prevede avranno un ruolo significativo nei mercati nel 2026?

L'articolo indica che l'intelligenza artificiale e il settore tech continueranno ad essere presenze importanti sui mercati nel 2026. Tuttavia, vengono anche menzionate le incognite legate al fronte geopolitico e alle politiche.

Qual è l'occasione giusta per fare progetti per il futuro secondo l'articolo?

Secondo l'articolo, gli ultimi mesi dell'anno rappresentano il momento ideale per pianificare il futuro e definire gli obiettivi per il nuovo anno, soprattutto per gli investitori.

Quali fattori macroeconomici sono considerati rilevanti per gli investitori?

L'articolo evidenzia l'incertezza del contesto macroeconomico come un fattore cruciale da considerare per gli investitori. Questa incertezza rende la pianificazione degli investimenti un compito complesso.

Qual è il tema centrale dell'articolo?

Il tema centrale è la pianificazione di strategie di investimento resilienti per il futuro, in particolare in vista del 2026, tenendo conto delle incertezze macroeconomiche e geopolitiche.

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