Magnifiche 7, figli e figliastri dell’AI: cresce il divario

3 MIN

Alphabet convince il mercato con crescita e ritorni già visibili sull’AI, mentre tra le Magnifiche 7 aumenta il divario tra chi monetizza e chi deve ancora dimostrare l’efficacia degli investimenti. Ecco chi sale e chi scende.

Indice

Nel gruppo delle Magnifiche 7 tecnologiche, il divario tra le performance cumulate da inizio anno tra la prima della classe, Alphabet, e l’ultima, Microsoft, ha superato i 30 punti percentuali. Dopo la stagione di trimestrali è proprio la società fondata da Larry Page ad aver raccolto il maggior favore da parte degli analisti, e un rialzo di giornata del 7% mercoledì 29 aprile, pur non essendo l’unica ad aver mostrato una crescita sostenuta.

“Gli investitori stanno premiando un business che sta performando su entrambi i fronti del dibattito sull’AI: il cloud accelera con forza, mentre la ricerca si dimostra molto più resiliente di quanto molti temessero”, ha affermato Matt Britzman, senior equity analyst di Hargreaves Lansdown. “È quasi difficile credere che solo un anno fa Alphabet venisse considerata da parte del mercato come un perdente nell’AI, perché oggi indossa probabilmente la corona come piattaforma AI full-stack più forte tra le mega-cap tecnologiche, con chip, modelli, infrastruttura cloud, base utenti e advertising tutti allineati”.

L’idea che il motore di ricerca fosse destinato a essere messo in soffitta dall’AI si è rivelata, col senno di poi, una Cassandra poco aderente ai numeri: “la crescita della ricerca ha accelerato in modo significativo e gli investitori hanno ribaltato la narrativa, da business più esposto al rischio AI a uno dei principali beneficiari”.

I numeri mostrano per Alphabet una crescita degli utili del 30% e una spesa per investimenti in conto capitale attesa a 185 miliardi di dollari nel 2026, più che doppia rispetto all’anno precedente. Un aumento che non ha spaventato il mercato, al contrario di quanto avvenuto con Meta.

Nel caso della società guidata da Mark Zuckerberg, gli investimenti saliranno da 135 a 145 miliardi di dollari, ma resta limitata la visibilità sui ritorni potenziali della svolta. Il titolo ha reagito con un calo del 7%, risultando la peggiore tra le Magnifiche 7 nell’ultima settimana.

“Meta è forse l’esempio più chiaro di come il mercato stia trattando ‘più spesa’ come un segnale automaticamente negativo, anche quando il business sottostante è solido”, ha commentato Britzman. “Cosa sono 10 miliardi in più quando il limite superiore della guidance passa da 135 a 145 miliardi, e Meta sta già mostrando ritorni significativi sugli investimenti in AI fatti finora? Gli investitori sono oggi estremamente focalizzati sui costi, ma rischiano di perdere di vista il quadro più ampio”.

Microsoft tra domanda forte e vincoli di capacità: il nodo del free cash flow

Se Alphabet rappresenta oggi il caso più lineare di monetizzazione dell’AI, Microsoft è probabilmente quello più complesso da decifrare per il mercato. Il titolo è sceso di quasi il 2% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, salvo poi recuperare nelle ore successive, segno di una lettura inizialmente incerta da parte degli investitori.

Sul piano dei numeri, la società guidata da Satya Nadella ha superato le attese: i ricavi sono cresciuti del 16% a 83 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è salito del 23% a 38 miliardi. Tuttavia, l’accelerazione degli investimenti in intelligenza artificiale sta iniziando a riflettersi su una metrica particolarmente sensibile per il mercato come il free cash flow, sceso a 15,8 miliardi di dollari, in calo di quasi 6 miliardi rispetto all’anno precedente.

È proprio su questo punto che si concentra una parte delle perplessità: la crescita c’è, ma il ritorno sugli investimenti resta in parte anticipato più che pienamente visibile. Lo stesso Nadella ha indicato un run rate annuo del business AI pari a 37 miliardi di dollari — una misura prospettica che non chiarisce però la base effettiva di ricavi da cui viene derivata.

“Microsoft resta il nome cloud che il mercato fatica di più a premiare”, osserva Britzman, sottolineando come risultati solidi siano stati inizialmente penalizzati prima di un recupero dopo le indicazioni fornite dal management. Il punto chiave è che il gruppo è ancora “compute-constrained”: esiste una domanda per servizi AI che Microsoft, allo stato attuale, non riesce pienamente a servire.

Non a caso, il titolo resta in calo di circa il 14,7% da inizio anno, zavorrato anche dai dubbi legati alla partnership con OpenAI, su cui il gruppo ha investito oltre 10 miliardi di dollari. Più che un problema di fondamentali, suggerisce Britzman, si tratta di un problema di percezione: “è un business di altissima qualità, con più un problema di immagine che di domanda”.

NomeTickerPeriodoPerformance al 29 aprile (%)
Alphabet (Google)GOOGYTD18.28
AmazonAMZNYTD14.16
NvidiaNVDAYTD6.52
AppleAAPLYTD0.17
Indice Magnifiche 7BM7PYTD-0.07
Meta (Facebook)METAYTD-6.78
TeslaTSLAYTD-13.6
Alphabet (Google)GOOG5 giorni11.66
Indice Magnifiche 7BM7P5 giorni0.54
AppleAAPL5 giorni0.33
TeslaTSLA5 giorni0.23
AmazonAMZN5 giorni-0.79
NvidiaNVDA5 giorni-0.91
Meta (Facebook)META5 giorni-7.74

Amazon tiene il passo, ma il vero tema è il ciclo dell’AI

Una dinamica, quella della tensione tra investimenti e ritorni, che emerge anche nel caso di Amazon, seppure con sfumature diverse. Il gruppo ha registrato una crescita degli utili del 15% su base annua, mentre AWS — sempre più centrale nella strategia — è cresciuta del 28%, il ritmo più elevato degli ultimi quattro anni.

Il titolo ha inizialmente risentito di una guidance più debole sul prossimo trimestre, per poi recuperare terreno, in un contesto in cui i risultati sono comunque apparsi in linea con le attese. Anche qui, come per Microsoft, torna il tema dei run rate: Andy Jassy ha indicato per il business dei chip AI sviluppati internamente una proiezione annua di 20 miliardi di dollari, senza però dettagliare la base di partenza.

Sul fronte degli investimenti, Amazon aveva già indicato una spesa potenziale nell’ordine dei 200 miliardi di dollari per l’AI, ma ha evitato aggiornamenti puntuali, limitandosi a ribadire la natura strutturale dell’opportunità: “ogni applicazione che conosciamo verrà reinventata”. Nonostante il calo dell’ultima settimana, il titolo Amazon rimane il secondo più performante da inizio anno nel gruppo delle Sette.

Nel complesso, l’andamento delle Magnifiche 7 resta inferiore a quello dell’S&P 500 dall’inizio dell’anno, nonostante il recupero di aprile: il confronto vede un calo dello 0,12% contro un rialzo del 4,5%. Ancora più netto il divario con il Nasdaq 100, in crescita dell’8%, segno che negli ultimi mesi le Big Tech hanno sottoperformato non solo il mercato, ma anche il loro stesso settore di riferimento.

Domande frequenti su Magnifiche 7, figli e figliastri dell’AI: cresce il divario

Qual è il divario di performance tra Alphabet e Microsoft all'interno delle Magnifiche 7 da inizio anno?

Il divario di performance cumulate da inizio anno tra Alphabet, la prima della classe, e Microsoft, l'ultima, ha superato i 30 punti percentuali. Questo indica una significativa differenza nei risultati finanziari delle due aziende nel periodo considerato.

Quale società del gruppo Magnifiche 7 ha ricevuto il maggior favore dagli analisti dopo la stagione delle trimestrali?

Dopo la stagione delle trimestrali, Alphabet è la società che ha raccolto il maggior favore da parte degli analisti. Questo si è tradotto in un rialzo di giornata del 7% per l'azienda mercoledì 29 aprile.

Quali sono le principali sfide finanziarie che Microsoft sta affrontando secondo l'articolo?

L'articolo menziona che Microsoft si trova tra una domanda forte e vincoli di capacità, con il nodo del free cash flow come punto critico. Questi fattori sembrano influenzare la sua performance rispetto ad altre aziende del settore.

Qual è il tema centrale che Amazon sta affrontando, oltre a tenere il passo con le performance?

Oltre a tenere il passo con le performance, il vero tema per Amazon è il ciclo dell'AI. Questo suggerisce che l'intelligenza artificiale sta giocando un ruolo cruciale nella strategia e nelle prospettive future dell'azienda.

Quale fattore sembra essere premiato dagli investitori secondo la citazione presente nell'articolo?

Secondo la citazione presente nell'articolo, gli investitori stanno premiando un 'busin'. Sebbene la frase sia incompleta, si intuisce che si riferisca a un modello di business o a una strategia aziendale che sta riscontrando successo sul mercato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.