L’AI cambia passaporto? Dai colossi Usa ai nuovi player globali

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Una sfera di vetro trasparente riempita con fili intrecciati di luci LED colorate: verde, blu, arancione e giallo. Le luci brillano intensamente su uno sfondo scuro, creando un aspetto vibrante e festoso.

Dopo due anni di dominio incontrastato dei giganti tecnologici statunitensi, nuovi protagonisti internazionali stanno cambiando il mercato dell’intelligenza artificiale, ridisegnando prospettive di investimento e nuovi equilibri globali

Da due anni la febbre da intelligenza artificiale ha rivoluzionato i mercati azionari globali, ma l’era dei “Magnificent Seven” americani – Nvidia in testa – potrebbe essere vicina a un punto di svolta. Nuovi protagonisti provenienti da Europa, Cina e Canada si stanno affacciando sulla scena, promettendo di ridefinire non soltanto l’equilibrio competitivo, ma anche le stesse logiche di mercato e di investimento nel settore tecnologico. Ce ne parla Kevin Thozet, membro del comitato di investimento di Carmignac.

Il dominio americano e il ruolo di Nvidia

Negli ultimi due anni, tre fattori hanno alimentato l’entusiasmo degli investitori verso il settore AI: la richiesta crescente di potenza computazionale, la scarsità di aziende in grado di soddisfare questa esigenza e la totale dipendenza da Nvidia per le GPU.

“Questa particolare situazione ha provocato una revisione al rialzo del 300% delle prospettive di crescita di Nvidia, con vendite che potrebbero triplicare entro cinque anni”, afferma l’esperto di Carmignac

Parallelamente, molte aziende tecnologiche meno direttamente coinvolte nella fornitura dell’hardware essenziale all’AI hanno visto rallentare drasticamente le proprie prospettive di crescita. Una condizione che potrebbe presto cambiare con l’ingresso di nuovi competitor globali.

Grafico lineare che mostra le proiezioni di vendita per NVIDIA, Microsoft e Alibaba dal 2015 al 2030. NVIDIA mostra un forte aumento dopo il 2023, riflettendo una revisione del +16% da ChatGPT-3. Alibaba, con una revisione del -10%, mostra un aumento più lento. Microsoft ha una revisione del +300%.

Fonte: Carmignac, Bloomberg, February 2025

Nuovi player emergenti e nuovi equilibri

L’ascesa di aziende come DeepSeek, Mistral AI e Cohere, caratterizzate da costi operativi notevolmente inferiori, potrebbe ridisegnare rapidamente gli equilibri competitivi del mercato. Anche la cinese Alibaba con il suo Qwen 2.5 si prepara ad avere un impatto rilevante, sfidando apertamente il predominio americano.

L’emergere di questi nuovi attori – osserva Thzoet –non rappresenta necessariamente una minaccia per i giganti consolidati. Al contrario, il calo dei costi di sviluppo dei modelli AI renderà più facile e veloce l’adozione della tecnologia, ampliando il mercato complessivo e stimolando guadagni di produttività diffusi. Oggi soltanto il 25-35% delle aziende utilizza soluzioni di AI: un mercato ancora vasto e inesplorato per tutti gli operatori coinvolti”.

Verso una democratizzazione dell’AI

L’abbassamento delle barriere economiche potrebbe avviare una vera democratizzazione dell’intelligenza artificiale, trasformando gradualmente l’AI da tecnologia esclusiva a commodity diffusa. Se questa evoluzione si concretizzasse, le valutazioni relative di produttori di hardware AI rispetto agli utilizzatori e fornitori di applicazioni potrebbero subire notevoli variazioni.

e anche verso la fine dell’egemonia americana?

L’arrivo sulla scena di aziende più economiche ed efficienti potrebbe intaccare l’egemonia tecnologica americana, aprendo nuove possibilità di investimento in mercati finora marginalizzati, come quello cinese. “Il cosiddetto ‘momento DeepSeek’, con AI meno costosa e meno energivora – commenta Thozet – sta già trasformando la percezione internazionale del settore, rendendo nuovamente attrattivi settori e regioni precedentemente esclusi.

In conclusione

“Le recenti evoluzioni dell’intelligenza artificiale e il cambiamento di percezione ad esse associato – conclude l’esperto della casa di gestione parigina – sono destinati a incidere profondamente sulla redditività futura degli investimenti. Essere consapevoli di queste dinamiche e agire con “intelligenza” rappresenta oggi la sfida cruciale per investitori e professionisti della gestione patrimoniale”.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su L’AI cambia passaporto? Dai colossi Usa ai nuovi player globali

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in L’AI cambia passaporto? Dai colossi Usa ai nuovi player globali?

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