A inizio giugno Christie’s Paris offrirà agli incanti 33 opere della mitologica collezione d’arte del gruppo Renault. Iniziata nel 1967 da Claude Renard (senior executive della casa automobilistica e grande appassionato d’arte), la collezione di 550 pezzi è ancora oggi un punto del collezionismo d’avanguardia francese.
La collezione d’arte del gruppo Renault
L’idea di Claude (che ha vissuto negli Stati Uniti per alcuni anni, ben comprendendo le basi della filantropia aziendale) era basata sul concetto pionieristico di “patronage”. Renault sponsorizzava infatti artisti contemporanei finanziandoli nella loro pratica artistica e supportando il loro accesso a diversi dipartimenti dell’azienda (sembra che Tinguely si fosse appassionato particolarmente alla catena di montaggio e agli appositi macchinari), in modo da stimolarne la creatività e la realizzazione di opere ispirate alla casa automobilistica. L’intenzione dell’azienda era dunque quella di creare collaborazioni a breve termine con singoli artisti – venendo l’arte contemporanea percepita come una sorta di “avventura” dal CEO dell’epoca, Pierre Dreyfus – anche grazie al supporto di un amico personale di Renard, il ministro della cultura André Malraux. Una volta terminate, le opere (spesso di grandi dimensioni) venivano esposte negli edifici industriali della Renault (le installazioni di Jesús-Rafael Soto erano situate in mensa, mentre quelle di Jean Dewasne nelle sale computer). L’azienda ne acquisiva però solo alcune, lasciando la restante parte ai loro creatori (basti pensare che dei 150 lavori creati dallo scultore Arman, l’azienda ne possiede ad oggi 20). Nel frattempo, i dipendenti imparavano ad apprezzare l’arte contemporanea, potendo incontrare gli artisti direttamente “in corridoio” o in appositi workshop privati.

Julio Le Parc, Volume Virtuel (1974). Courtesy Christie’s Images Ltd (2024)
La collezione è cresciuta nel tempo fino a raggiungere 550 opere, realizzate da artisti quali Robert Rauschenberg, Niki de Saint Phalle, Jean Dubuffet, Sam Francis, Victor Vasarely, Jean Fautrier, Henri Michaux, Julio Le Parc, Jesús-Rafael Soto, Jean Tinguely e Robert Doisneau (delle 200 fotografie parte della collezione Renault, la maggioranza sono proprio di quest’ultimo). Negli anni 2000, la curatrice Ann Hindry ha inoltre portato i lavori della Renault in giro per il mondo, organizzando una tournée in paesi quali il Giappone, Israele, la Russia, l’Arabia Saudita o la Cina (tutti luoghi in cui vengono prodotti i veicoli della casa automobilistica). Oggi però l’azienda ha deciso di aprire un nuovo capitolo: vendendo alcune delle proprie opere all’asta, Renault finanzierà un nuovo fondo di dotazione totalmente dedicato ad arte, cultura e patrimonio aziendale. Il fondo sarà composto dai pezzi più conosciuti della collezione (includendo le fotografie) e da nuove opere di street art (tutte da acquisire), costituendo un “unicum” in campo automobilistico (seguendo le orme “artistiche” della Renault, nel 1975 anche BMW ha iniziato a collaborare con artisti quali Alexander Calder, Andy Warhol e Roy Lichtenstein per dipingere la carrozzeria delle Art Cars utilizzate nelle gare della 24 Ore di Le Mans).

Sam Francis, Untitled (1980). Courtesy Christie’s Images Ltd (2024)
L’asta della collezione Renault: alcune opere
Per questo motivo, Christie’s è stata incaricata di vendere 33 delle opere appartenenti alla collezione nel corso di due aste. La prima, Collection Renault, Un temps d’avance si terrà live a Parigi il 6 giugno prossimo. La seconda, Henri Michaux dans la Collection Renault (interamente dedicata ai pezzi dell’omonimo artista), si svolgerà invece online tra il 30 maggio e il 7 giugno. Tra gli highlights degli incanti di inizio giugno segnaliamo alcune opere della serie L’Hourloupe di Jean Dubuffet: Lice Tapisse (con stima compresa tra 1 e 1.5 milioni di euro), Le Moment critique (site avec deux personnages) (valutata tra i 600.000 e gli 800.000 euro) e Fiston la Filoche (dalla stima compresa tra i 400.000 e i 600.000 euro). Notevoli sono anche le opere degli americani Sam Francis (con Untitled valutata tra i 200.000 e i 300.000 euro) e Robert Rauschenberg (Untitled ha una stima d’asta compresa tra i 180.000 e i 250.000 euro).

Jean Dubuffet, Lice Tapisse (1972). Courtesy Christie’s Images Ltd (2024)
Non possono poi mancare tre lavori di Victor Vasarely, che ha ideato la “losanga” utilizzata nel logo della Renault tra il 1972 e il 1992: Tonk (dalla stima compresa tra i 100.000 e i 150.000 euro), Re.Na (valutato tra i 60.000 e gli 80.000 euro) e CTA 102 (con stima d’asta compresa tra i 50.000 e i 70.000 euro). Verranno offerti agli incanti anche le opere di arte cinetica di Jesús-Rafael Soto (Gran amarillo, valutato tra i 180.000 e i 250.000 euro) e Julio Le Parc (con Volume virtuel, con stima compresa tra i 50.000 e i 70.000 euro) e di arte astratta (con Brisures di Jean Fautrier, stimata tra i 180.000 e i 250.000 euro). L’asta online avrà invece dei prezzi più contenuti: le opere su carta di Henri Michaux hanno un costo stimato tra i 3.000 e gli 8.000 euro.

Victor Vasarely, Re-Na (1968-74). Courtesy Christie’s Images Ltd (2024)

