Piovono le richieste di liquidità: al via i prestiti fino a 5 milioni

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Nell’ultima settimana sono arrivate al fondo di garanzia 5.200 domande relative ai finanziamenti fino a 25mila euro. Intanto, sono state attivate le procedure per le richieste fino a cinque milioni. Attenzione, però, alla velocità di erogazione. Il punto sul tema con Fabiano Schivardi, professore di economia della Luiss

Dal 17 marzo al 25 aprile sono pervenute al fondo di garanzia oltre 20mila domande relative alle misure introdotte con i decreti “cura Italia” e “liquidità”

Per gli importi fino a 800mila euro sarà possibile raggiungere una copertura al 100% del finanziamento grazie all’intervento di confidi e altri fondi di garanzia

“Bisogna far sì che la grande quantità di domande non vada a ingolfare la capacità di erogazione delle banche e della Sace, permettendo loro di concentrarsi sulle richieste che hanno maggior bisogno di essere analizzate”, spiega Schivardi

A una settimana dall’inizio dell’operazione liquidità, i numeri continuano a parlare. Secondo i dati raccolti da Mediocredito Centrale, dal 17 marzo al 25 aprile sono pervenute al fondo di garanzia oltre 20mila domande relative alle misure introdotte con i decreti “cura Italia” e “liquidità”, per un valore di 3,1 miliardi di euro. Se si fa riferimento unicamente alle richieste di finanziamenti fino a 25mila euro, invece, solo nell’ultima settimana si parla di 5.200 domande per 115,3 milioni di euro.
Intanto, il fondo di garanzia sblocca le maglie anche ai finanziamenti di taglia superiore. La settimana si apre infatti con l’attivazione delle procedure di presentazione delle domande delle banche e degli intermediari finanziari per i prestiti fino a cinque milioni con una garanzia diretta del 90% e una “copertura al 100% per la riassicurazione rilasciata sulle garanzie prestate dai confidi a condizione che non superino il 90% del finanziamento”, si legge in una circolare di Mediocredito Centrale. Per gli importi fino a 800mila euro, inoltre, sarà possibile raggiungere una copertura al 100% del finanziamento, “grazie all’intervento di confidi e altri fondi di garanzia”, precisa.

Secondo Fabiano Schivardi, professore di economia della Luiss, si tratta nel complesso di un intervento sufficiente che potrebbe soddisfare la fame di liquidità delle imprese italiane, “a meno che non ci sia una recrudescenza della crisi che potremo valutare solo tra un paio di mesi in base all’andamento dei contagi dopo l’allentamento del lockdown”, spiega. Quello su cui bisognerà prestare attenzione, piuttosto, è la velocità con cui le risorse saranno erogate. Se infatti i prestiti fino a 25mila euro dovrebbero poter essere elargiti in tempi brevi, gli altri schemi di finanziamento prevedono delle istruttorie delle banche sul merito creditizio che, di fatto, allungherebbero i tempi.

“Bisogna far sì che la grande quantità di domande che potrebbero essere presentate non vada a ingolfare la capacità di erogazione delle banche e della Sace, trovando un modus operandi che permetta loro di concentrarsi sulle richieste che hanno maggior bisogno di essere analizzate”, continua Schivardi. Per le imprese con buoni score di merito creditizio, in particolare, si potrebbe adottare una procedura semplificata, spostando invece l’attenzione sulle domande che dal punto di vista degli indicatori quantitativi appaiono più fragili, dalla redditività alla sostenibilità del debito all’andamento del cashflow. “Sono decisioni importanti e difficili ma pensare di applicare la stessa attenzione nell’analisi delle domande a tutta la platea è irrealistico”, precisa Schivardi, che conclude: “È importante che le capacità analitiche delle banche vengano dedicate ai casi che ne hanno bisogno”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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