Investire nella parità di genere: 22 italiane nell’indice Bloomberg

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22 aziende italiane hanno guadagnato un posto nel Bloomberg gender equality index 2023, l’indice che misura l’impegno nella trasparenza sui dati di genere. Sette appartengono al settore finanziario

620 società hanno inoltrato la propria candidatura per ottenere la certificazione del Bloomberg gender equality index. Solo 484 hanno raggiunto la soglia per essere incluse nell’indice

Grauer: “Per quanto sia incoraggiante vedere un maggior numero di aziende in tutto il mondo che dimostrano il loro impegno per l’inclusione, siamo ancora lontani dal rendere la parità di genere uno standard aziendale globale”

Investire applicando il filtro della parità di genere conviene. Secondo Bloomberg Intelligence, revisionare le metriche relative a dati come le quote di genere nei consigli di amministrazione comporta una minore volatilità, suggerendo come questa strategia possa consentire di ridurre i rischi e offrire una protezione dai ribassi dei mercati. Ma sebbene un numero crescente di società sia pronto a dimostrare oggi il proprio impegno per l’inclusione, per Peter T. Grauer (presidente di Bloomberg e fondatore dell’U.S. 30% Club) siamo ancora ben lontani dal rendere la gender equality uno standard aziendale globale.

Bloomberg gender equality index: il campione

Quest’anno 620 società hanno inoltrato la propria candidatura per ottenere la certificazione del Bloomberg gender equality index, l’indice che misura annualmente l’impegno delle aziende nel promuovere e sostenere le politiche di genere al loro interno e nelle comunità in cui operano sulla base di cinque pilastri: leadership femminile e promozione dei talenti; parità retributiva; cultura inclusiva; politiche contro le molestie sessuali; e brand reputation. Un numero in crescita rispetto all’edizione precedente (+11%), grazie soprattutto alle nazioni asiatiche e oceaniche bagnate dal Pacifico che hanno visto 21 nuove aziende prendere parte all’analisi. 

484 aziende superano il test della parità di genere

Di queste, 484 hanno raggiunto la soglia per essere incluse nell’indice, ovvero il 16% in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di aziende appartenenti a 45 paesi e regioni, 11 settori e 54 industrie, che hanno ottenuto un punteggio medio in termini di divulgazione del 93%, con picchi del 96% per il settore energetico e del 95% per l’immobiliare, fino al 97% per l’America Latina se si guarda alla distribuzione geografica. A guidare invece la classifica generale della parità di genere sono il settore finanziario, dei servizi di pubblica utilità e delle comunicazioni (con un punteggio medio complessivo del 74%). Analizzando i singoli pilastri, il settore healthcare ha ottenuto il punteggio più alto in termini di leadership femminile (63%), l’energia vince sul fronte della parità retributiva (73%), il settore delle comunicazioni ha ottenuto il punteggio più alto in termini di cultura inclusiva (81%), mentre materiali e beni di consumo hanno ottenuto i punteggi più elevati rispettivamente in termini di politiche contro le molestie sessuali (75%) e brand reputation (63%).

22 aziende italiane nell’indice di Bloomberg

Le società italiane che hanno guadagnato un posto nel Bloomberg gender equality index 2023 sono 22: A2A, Acea, Banca Mediolanum, Banco Bpm, Enel, Eni, Erg, FinecoBank, Hera, Iberdrola, Infrastrutture Wireless Italiane, Intesa Sanpaolo, Iren, Leonardo, Mediobanca, Poste Italiane, Saipem, Snam, STMicroelectronics NV, Telecom Italia, Terna – Rete elettrica nazionale e UniCredit. Sette appartengono al settore finanziario, tra i più rappresentati all’interno dell’indice. Per Intesa Sanpaolo, in particolare, si tratta della sesta nomina annuale consecutiva, per Mediobanca del quinto anno consecutivo e per Poste Italiane del quarto anno consecutivo. Primo ingresso infine per Banca Mediolanum.

“Mentre le società continuano a far fronte alla pandemia, la S di social della sigla Esg ha acquisito più importanza che mai”, spiega Grauer. “Tramite la promozione di un maggior equilibrio tra vita e lavoro e la messa in atto di modalità di lavoro flessibili, le aziende impegnate nel mantenimento di un ambiente inclusivo avranno successo nella fidelizzazione dei propri dipendenti di maggior talento. Ciò rappresenta un vantaggio a lungo termine contro la concorrenza”. Poi conclude: “Il Bloomberg gender equality index aumenta la visibilità in un’area precedentemente opaca della rendicontazione Esg delle aziende. E gli investitori ne stanno prendendo atto. Per quanto sia incoraggiante vedere un maggior numero di imprese in tutto il mondo che dimostrano il loro impegno per l’inclusione, siamo ancora lontani dal rendere la parità di genere uno standard aziendale globale”.

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Domande frequenti su Investire nella parità di genere: 22 italiane nell’indice Bloomberg

Quante aziende italiane sono state incluse nell'indice Bloomberg sulla parità di genere?

Sono 22 le aziende italiane che hanno raggiunto la soglia per essere incluse nell'indice Bloomberg sulla parità di genere. Questo dato emerge dal campione di 484 società che hanno superato il test di inclusione.

Qual è il numero totale di aziende che hanno superato il test per l'indice Bloomberg sulla parità di genere?

In totale, 484 aziende hanno raggiunto la soglia necessaria per essere incluse nell'indice Bloomberg sulla parità di genere. Queste aziende sono state selezionate tra le 620 che hanno inoltrato la propria candidatura.

Qual è il messaggio principale riguardo all'investimento basato sulla parità di genere secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che investire applicando il filtro della parità di genere conviene. Questo implica che le aziende con un forte impegno verso l'inclusione di genere potrebbero offrire migliori opportunità di investimento.

Qual è la prospettiva di Grauer riguardo alla parità di genere come standard aziendale globale?

Grauer riconosce che un numero crescente di aziende a livello mondiale sta dimostrando impegno verso l'inclusione. Tuttavia, sottolinea che siamo ancora lontani dal rendere la parità di genere uno standard aziendale globale.

Quante società hanno inizialmente candidato per l'indice Bloomberg sulla parità di genere?

Per ottenere la certificazione del Bloomberg gender equality index, 620 società hanno inoltrato la propria candidatura. Di queste, 484 hanno poi raggiunto la soglia per essere effettivamente incluse nell'indice.

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