La consulenza ibrida che può fermare l’avanzata di big tech

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Alessio Guerriero di Iccrea Banca e Davide Alliata di Banca Widiba si confrontano su come la gestione patrimoniale in Italia necessiti di una consulenza ibrida tra componente umana e tecnologica; non solo per mostrarsi competitivi agli occhi dei clienti, ma anche per difendersi dall’avanzata delle big tech

Alliata: “La consulenza dev’essere intesa come il miglior modo per approcciare la gestione del portafoglio indipendentemente dalla presenza fisica del cliente”

Nel caso del Gruppo Iccrea, questo approccio si è concretizzato nel rilascio di una piattaforma di consulenza che garantisce un’operatività più semplificata

Il rapporto ibrido tra tecnologia e componente umana, in Italia, fatica a trovare il suo perfetto bilanciamento. Ma è ciò di cui banche e reti di consulenza finanziaria necessitano non solo per mostrarsi competitive agli occhi dei propri clienti ma anche per difendersi dall’avanzata delle big tech. Sono alcune delle conclusioni del webinar Platformication nel wealth managament organizzato da Backbase con Ikn Italy, che ha visto confrontarsi intorno a un tavolo virtuale Alessio Guerriero (responsabile wealth management, divisione privati di Iccrea Banca) e Davide Alliata (head of investments and wealth management di Banca Widiba). Un’occasione per ribadire come il futuro della gestione patrimoniale passi “dalla personalizzazione del servizio”, come dichiarato dal moderatore Alessandro Fragapane, country manager di Backbase in Italia; ma anche come, per ottenerla, sia essenziale fare ricorso alla sinergia tra reti di consulenti sempre più specializzati e all’automazione intelligente.

“Negli ultimi anni il wealth management è divenuto una colonna portante dei piani industriali di tutti i principali istituti bancari”, ricorda in apertura Guerriero. “Questo perché principalmente, dietro il termine wealth management (al di là del suo significato letterale) si sono aggiunte e consolidate nel tempo tematiche sempre più eterogenee e sofisticate. Tematiche di natura previdenziale, fino a parlare di asset reali, fiscalità e sostenibilità. Per offrire ai clienti soluzioni personalizzate diventa quindi fondamentale adottare un approccio olistico”, spiega. E ibrido, come anticipato in apertura. Se da un lato infatti il servizio della consulenza si basa sulla relazione con il cliente e lo sviluppo di servizi a maggior valore aggiunto diventa il nucleo fondamentale per rendere tale relazione efficiente e ottimale, dall’altro la consulenza non è più solo relazione, osservano gli esperti.

“La consulenza oggi dev’essere intesa come il miglior modo per approcciare la gestione del portafoglio indipendentemente dalla presenza fisica del cliente”, dichiara Alliata. “Il nostro lavoro sta dunque nel consentire ai nostri consulenti finanziari e gestori di gestire al meglio il rapporto con i propri clienti, giorno per giorno, integrando questa gestione completa del patrimonio all’interno di supporti informatici. Widiba si è distinta da sempre sulla frontiera dell’innovazione, facendo in modo che tutto questo processo avvenga nel modo più naturale, minimizzando in maniera efficace i passaggi burocratici o i vincoli necessari a gestire la relazione col cliente e consentendo di approfondirla laddove cliente e consulente lo ritengano necessario. Senza dimenticare che ogni cliente ha sempre l’opportunità di accedere alle opportunità commerciali e di investimento a lui necessarie in qualsiasi momento”, conclude Alliata.

Nel caso del Gruppo Iccrea, questo approccio si è concretizzato nel rilascio di una piattaforma di consulenza che “guida il gestore garantendo un’operatività più semplificata”, spiega invece Guerriero. Precisando tuttavia come, all’interno di questo processo che rende l’interazione con la clientela “smart e veloce”, resti centrale la presenza del gestore stesso. “Possiamo distinguere tra nativi digitali (millennial e generazione Z) che hanno un focus forte sulla tecnologia e i meno giovani che richiedono un approccio meno tech. Però, indipendentemente dall’aspetto anagrafico, segmentando la clientela tra upper-affluent, private e hnwi, possiamo affermare che è imprescindibile la presenza di una guida, ovvero di un gestore in grado di accompagnare il cliente nelle proprie scelte. Compresi quei clienti che guardano alla tecnologia non tanto per essere indipendenti nelle scelte, appunto, ma per monitorarle nel tempo”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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