Ci sono opere che il mercato vede transitare attraverso le sue maglie una volta sola per generazione. Le teste in pietra di Amedeo Modigliani (1884-1920) appartengono a questa categoria: un piccolo nucleo di sculture nate in una manciata di anni, quasi tutte ormai racchiuse nelle collezioni dei grandi musei. Per questo l’annuncio di Phillips, che ha scelto Tête (1911-1912) come lotto di punta della Evening Sale di arte moderna e contemporanea in calendario a New York il 18 novembre 2026, ha il sapore dell’evento. La scultura non è mai passata sotto il martello e si presenta con una stima di 28-35 milioni di dollari, commissioni d’asta escluse.
Una rara scultura di Modigliani in asta a New York, dopo cinquant’anni nel segreto
Ricavata da un unico blocco di calcare, Tête, la scultura di Modigliani prossima all’asta di New York di Phillips è rimasta per oltre mezzo secolo nella stessa collezione privata di famiglia (non resa nota). Misura 73,7 x 30,5 x 22,9 centimetri: sfiora i 75 centimetri d’altezza, il che la colloca tra gli esemplari più grandi dell’intera serie e, soprattutto, tra i maggiori fra i pochi rimasti in mani private.
Il dato che rende la proposta così appetibile per i grandi collezionisti è la scarsità. Delle circa 28 sculture in pietra realizzate dall’artista livornese nel corso della sua breve vita, la stragrande maggioranza è oggi custodita nei musei: dal Museum of Modern Art e dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York alla Tate di Londra, fino al Musée National d’Art Moderne del Centre Georges Pompidou di Parigi. Ciò che resta sul mercato, in altre parole, si conta sulle dita di una mano.
Il giro d’Europa prima del martello
Prima di approdare a Manhattan, la testa farà tappa in Europa: sarà esposta a Londra dal 13 al 15 ottobre e a Parigi dal 17 al 21 ottobre. L’esposizione pubblica in vista dell’asta si terrà poi nella sede newyorkese di Phillips, al 432 di Park Avenue, dal 7 al 18 novembre, giorno stesso della vendita.
Un’occasione unica per generazione?
Così almeno la presenta Jeremiah Evarts, deputy chairman per le Americhe e specialista internazionale senior di arte moderna e contemporanea di Phillips: «È un privilegio straordinario portare in asta questo capolavoro. Inedita per il mercato dopo oltre mezzo secolo nella stessa importante collezione privata, Tête incarna tutto ciò che rende la scultura di Modigliani così venerata, a cominciare dalla sua profonda importanza storico-artistica. Attingendo a influenze che spaziano dall’arte egizia, cicladica e africana fino alle innovazioni radicali del modernismo del primo Novecento, l’opera fa da ponte fra millenni di tradizione artistica pur restando inconfondibilmente Modigliani. Essendo uno dei pochissimi esemplari ancora fuori dalle collezioni museali, rappresenta per i collezionisti un’occasione che capita una volta per generazione».
Lo scalpello prima del pennello
Chi associa Modigliani ai colli affusolati e agli occhi senza pupille dei ritratti dimentica che, per qualche anno, il suo vero amore fu la scultura. Tête nasce proprio in quella stagione breve ma decisiva, quando l’artista si dedicò quasi esclusivamente al taglio diretto della pietra, liberando l’immagine dal blocco alla maniera di Michelangelo e sotto l’influsso dell’amicizia con Constantin Brancusi, conosciuto a Montparnasse.
Ne nacque un linguaggio plastico radicalmente nuovo, fatto di forme allungate, geometria trattenuta e intensità quasi spirituale: gli stessi tratti che, una volta abbandonato lo scalpello, sarebbero migrati sulla tela. Secondo Phillips, Tête è tra le espressioni più precoci e compiute di questa visione. L’avventura scultorea, del resto, durò poco: la polvere della pietra era un nemico per i polmoni già fragili dell’artista, e i materiali costavano più di quanto le sue tasche potessero permettersi.
Un tempio rimasto sulla carta
Le teste non erano pensate come opere isolate. Modigliani le immaginava come colonne di cariatidi destinate a sorreggere quello che chiamava un “tempio della bellezza”, progetto mai realizzato che avrebbe dovuto saldare le tradizioni antiche da cui traeva ispirazione al linguaggio rivoluzionario del modernismo. A oltre un secolo di distanza, ricorda la casa d’aste, la serie resta uno dei capisaldi della scultura del Novecento.
Il fascino di queste sculture, del resto, ha generato persino una delle beffe più celebri della storia dell’arte italiana. Nell’estate del 1984, a Livorno, il dragaggio del Fosso Reale alla ricerca delle teste che, secondo una leggenda, l’artista avrebbe gettato in acqua nel 1909, restituì tre sculture accolte come autentiche da critici illustri. Salvo scoprire, poche settimane dopo, che almeno una era stata realizzata da tre studenti con un trapano elettrico.
E i precedenti in asta?
Le occasioni per misurare il valore di questi pezzi sono state poche, ma eloquenti. Nel giugno 2010 un’altra Tête, stimata 4-6 milioni di euro, fu aggiudicata da Christie’s a Parigi per 43,2 milioni di euro, all’epoca il prezzo più alto mai pagato in Francia per un’opera d’arte. Nel novembre 2014, da Sotheby’s a New York, una testa in pietra datata anch’essa 1911-1912 raggiunse 70,7 milioni di dollari, record tuttora imbattuto per una scultura dell’artista. Per la pittura il primato appartiene invece a Nu couché, venduto da Christie’s nel 2015 per oltre 170 milioni di dollari.
Alla luce di questi numeri, la forbice di 28-35 milioni fissata da Phillips appare congrua. Dove si fermerà davvero il martello dipenderà, come sempre, dalla profondità della domanda.
Phillips cavalca l’onda della primavera
Per la casa d’aste, che nel 2026 festeggia i 230 anni dalla fondazione a opera del banditore Harry Phillips, si tratta anche di dare continuità a una stagione brillante. Le vendite della primavera 2026 hanno registrato un aumento dei risultati complessivi di oltre il 60% rispetto all’anno precedente, mentre la Evening Sale di arte moderna e contemporanea di maggio ha più che raddoppiato il totale realizzato dall’omologa asta del 2025. Il prossimo appuntamento con il pubblico, per chi volesse osservare dal vivo la testa di Modigliani, è a Londra già da oggi.

