L’argento è un asset unico nel panorama degli investimenti finanziari grazie alla sua natura ibrida di metallo prezioso e materia prima industriale. Se, come metallo prezioso, non ha le stesse caratteristiche di bene rifugio che ha l’oro, beneficia tuttavia della forzapropulsiva della domanda industriale, soprattutto nel settore tecnologico (fotovoltaico ed elettronico in primis) dove trova ampio impiego.
L’investimento in metalli preziosi segue diversi criteri che dipendono dal metallo, dall’uso prevalente e dall’orizzonte dell’investitore. Semplificando, si potrebbe dire che l’oro si conserva per paura del futuro in senso generale, mentre l’argento si compra per scommettere sul futuro della tecnologia, in particolare della transizione energetica e dell’AI.
A fare il punto sulle possibilità di investimento nel metallo bianco, talora sottovalutato dagli investitori, sono gli esperti di Jupiter Asset Management, Ned Naylor-Leyland, Chris Mahoney e Joe Lunn. La loro analisi si concentra sulle dinamiche di domanda e offerta nel settore minerario dell’argento e sul potenziale impatto dello sviluppo delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Un contesto che potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo dell’argento come metallo di nuova generazione, grazie alla sua natura di risorsa industriale strategica, essenziale per le tecnologie del futuro e la transizione ecologica.
Una materia prima fondamentale per la tecnologia
L’argento è una risorsa importante per lo sviluppo delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale e ai datacenter: viene utilizzato nell’hardware di elaborazione, nella gestione dell’alimentazione, nelle infrastrutture di raffreddamento e nelle reti, solo per fare alcuni esempi.
In realtà l’utilizzo dell’argento è trasversale a molti settori: dalle celle fotovoltaiche nei sistemi a energia solare, ai veicoli elettrici e alle relative stazioni di ricarica, dagli interruttori della luce ai telefoni cellulari ed è praticamente in quasi tutti i dispositivi elettrici ed elettronici, per non parlare delle applicazioni nel campo della medicina per combattere le infezioni e nei sistemi di depurazione dell’acqua. È, infatti, apprezzato per la sua conduttività elettrica e termica, la sua durata e le sue proprietà antibatteriche.
Per quanto riguarda, in particolare, i data center negli Stati Uniti, ne sono stati realizzati 2.056, più di qualsiasi altro Paese, e altri 4.000 siti aggiuntivi sono in programma, secondo dati di Aterio, specializzato in questo settore. Non è difficile immaginare che la domanda di questo metallo sia destinata a crescere. Lo scorso novembre gli Stati Uniti hanno aggiunto l’argento al proprio elenco dei minerali critici, che guida le strategie governative volte a garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento minerarie.
Domanda crescente e limiti di produzione, rischio per l’AI?
Negli ultimi sei anni la domanda di argento ha superato l’offerta proveniente dalle miniere, con un deficit cumulativo di circa 24.000 tonnellate.
Un divario che, secondo gli specialisti di Jupiter AM sulla base dei dati del Silver Institute, aumenta la vulnerabilità del mercato a episodi di scarsa liquidità e a forti oscillazioni di prezzi, premi e tassi di leasing.
Alla crescita della domanda, tuttavia, non corrisponde un analogo aumento dell’offerta. Le ragioni sono diverse: grand parte dell’argento viene estratta come sottoprodotto di altri metalli, quale oro e rame mentre la produzione è concentrata in pochi Paesi, spesso caratterizzati da vincoli ambientali e situazioni di instabilità politica o operativa.
Questa anelasticità dell’offerta ha generato un deficit strutturale dell’argento che, secondo il team di Jupiter AM, potrebbe rappresentare un potenziale vincolo alla futura espansione dell’intelligenza artificiale e dei data center.
Al tempo stesso lo squilibrio tra domanda e offerta di questo metallo può renderlo interessante per alcuni investitori. Secondo gli esperti di Jupiter AM, la maggior parte degli investitori “long-only”, cioè soggetti come fondi, ETF o gestori patrimoniali che acquistano con l’unico obiettivo di trarre profitto dal rialzo del loro prezzo, continua ad avere un’allocazione insufficiente nei metalli monetari e nelle società minerarie dell’oro e dell’argento.
Investimenti selettivi e approccio attivo
In conclusione, è importante essere selettivi se si sceglie di investire nelle società minerarie dell’argento o dell’oro, per i rischi e la complessità di questo comparto: le dinamiche di domanda e offerta dell’argento possono essere volatili e influenzate da eventi macroeconomici e geopolitici oltre che dall’andamento dei tassi di interesse e dell’inflazione, di non facile previsione.
L’oro e l’argento, così come i titoli delle società attive nell’estrazione di questi metalli, concludono gli esperti, possono svolgere un ruolo importante in un portafoglio di investimento ben diversificato e un approccio di investimento attivo può rivelarsi prezioso per la gestione dei rischi legati ai metalli monetari.

