L’asta “Radiant Modernism” di Christie’s: 600 opere in quarant’anni
“Radiant Modernism: Signac to Albers”, la raccolta privata europea che Christie’s disperderà in una serie di aste tra ottobre 2026 e il 2027 è frutto di studio e passione accurati. Quasi seicento opere tra dipinti, lavori su carta e stampe, messe insieme nell’arco di quarant’anni – praticamente più di una al mese – con un rigore che la casa d’aste definisce “accademico”. La stima complessiva si aggira tra i 40 e i 60 milioni di dollari. Il viaggio comincerà questo ottobre a Londra, durante la Frieze Week, per poi proseguire a Parigi in concomitanza con Art Basel e approdare poi a New York per le grandi aste di novembre, con ulteriori appuntamenti l’anno prossimo.
Una raccolta eclettica tra Puntinismo ed Espressionismo
Puntinismo, Simbolismo, Espressionismo. Il primo, di Paul Signac; il secondo, di Odilon Redon; e il terzo, affidato tra gli altri a Lyonel Feininger. Attorno a questi pilastri ruotano nomi come Henri de Toulouse-Lautrec, Félix Vallotton, Maurice Denis e Charles Théophile Angrand. Una selezione eclettica, ma non dispersiva, perché il fil rouge è l’indagine sul colore, attraversando diversi movimenti. È in questo senso che va letta la presenza in collezione di un nucleo di dipinti di Joseph Albers, dagli anni Quaranta ai Settanta, punto d’arrivo novecentesco di una ricerca cromatica partita, idealmente, dalle tele neoimpressioniste.
Tre capolavori di Paul Signac all’incanto
Signac attraversa la collezione in verticale, presente in ogni tecnica, dalla pittura alla carta. Maestro della luce, fu anche un instancabile costruttore di comunità artistiche: amico, sodale e difensore di molti protagonisti del suo tempo, sostenne il Salon des Indépendants, la piattaforma senza giurie né premi dove l’innovazione poteva crescere libera.
La sua avventura puntinista era cominciata qualche anno prima, davanti alle tele dell’amico Georges Seurat, che aveva preso ad applicare con metodo la teoria del colore alla rappresentazione del mondo. Signac ne intuì subito il potenziale, ma gli servì una lunga sperimentazione per arrivare, alla fine degli anni Ottanta, a uno stile solido e autonomo. Dove Seurat accostava con rigore i complementari, lui lasciava più spazio all’estetica e all’istinto.
Saint-Tropez all’imbrunire, con un pedigree da manuale
Il primo dei tre oli di punta si vedrà a Londra il 14 ottobre, nella 20th/21st Century: London Evening Sale. Sainte-Anne (Saint-Tropez), del 1905, è stimato 4,5-6,5 milioni di sterline ed è un omaggio al Midi che l’artista amava e dove aveva scelto di vivere. La luce della sera accarezza alberi, case e colline lontane; al centro, in basso, il porto, con il campanile che si staglia sul mare turchese.

Il quadro piaceva al pittore stesso e ai contemporanei: comparve in diverse mostre precoci, tra cui la retrospettiva del 1907 alla Galerie Bernheim-Jeune. E la provenienza è di rango: apparteneva a Gustave Fayet, uno dei grandi sostenitori dell’avanguardia d’inizio Novecento e mecenate della prima ora di Paul Gauguin. Ed è proprio a Fayet – collezionista e designer – che, il 9 ottobre la Fondation Louis Vuitton inaugura una mostra, mentre dal 2 ottobre la Royal Academy of Arts di Londra racconta come la Costa Azzurra abbia sedotto i grandi innovatori dell’arte moderna.
Parigi, dove il paesaggio vibra
Otto giorni più tardi, il 22 ottobre, tocca alla capitale francese con la 20th/21st Century: Paris Evening Sale, che include anche la sezione Thinking Italian. Qui sfila Saint-Cloud, olio del 1903 stimato 1,5-2 milioni di euro e prova luminosa della maturità neoimpressionista. Il soggetto è il villaggio a ovest di Parigi, trasformato in una composizione di colori contrastanti: gli alberi alti sulla destra si fondono con l’orizzonte bianco, mentre tocchi distinti di blu, viola, rosa, verde, giallo e arancio fanno emergere la scena a poco a poco, come un mosaico.

Pur celebre per le marine mediterranee, Signac tornava di continuo all’acqua e alla natura dei dintorni parigini. Il risultato, in questo caso, è un paesaggio che sembra pulsare di luce anziché restare immobile, segno del passaggio dalla natura osservata a un’esperienza più soggettiva del colore, tratto distintivo della sua stagione matura.
Da Parigi a New York: le opere più rare e il record d’asta
Il pezzo più raro viaggerà invece verso New York, per la 20th Century Evening Sale di novembre, con stima su richiesta. Saint-Briac, les balises (Opus 210), del 1890, risale al culmine dell’esperimento puntinista e fa parte di un gruppo di quattro marine dipinte quell’estate, con le quali l’artista consolidò il proprio linguaggio. È l’unica del ciclo rimasta in mani private: le altre si trovano al Museum of Fine Arts di Boston, alla Fondation Rau pour le Tiers Monde di Zurigo e al Museo Pushkin di Mosca.

Le tele numerate come brani musicali segnano la svolta che apre la strada al modernismo e alle avanguardie storiche: lo sguardo adotta un’interpretazione più soggettiva della natura. Velista appassionato, Signac osservava gli umori dell’acqua con attenzione quasi scientifica, e qui restituisce i segnali marittimi di Saint-Briac con precisione assoluta, attraverso migliaia di pennellate scintillanti. L’opera è stata esposta di recente alla National Gallery di Londra, nella mostra Radical Harmony del 2025-2026.
Il record d’asta dell’artista appartiene a Concarneau, calme du matin (Opus 219, larghetto), del 1891, aggiudicato per 39,3 milioni di dollari da Christie’s nel 2022, nella vendita della collezione di Paul G. Allen.
A Londra
In catalogo figurano due dipinti di Josef Albers: Study for Homage to the Square: Warm Silence, del 1971, stimato 380-500mila sterline, e R-I d-1, del 1968, valutato 250-350mila sterline.

Pittore, designer, insegnante e teorico, Albers ha cambiato il modo di intendere lo spettro cromatico, dagli esordi al Bauhaus fino al trattato Interaction of Color. Anche qui la provenienza conta. Warm Silence apparteneva a Lee V. Eastman, l’avvocato e collezionista che rappresentò, tra gli altri, Willem de Kooning e lo stesso Albers, e che dei suoi Homage sceglieva soltanto i migliori, accostandoli a Picasso, Matisse e agli espressionisti astratti. Eastman fu tra gli artefici della grande retrospettiva del 1971 al Metropolitan Museum of Art di New York, dove venne esposto anche R-I d-1, interamente giocato sul rosso, uno dei colori prediletti dall’artista.

Il calendario
Oltre alle serate di gala, la collezione alimenterà anche le aste diurne: il 16 ottobre a Londra quella di opere su carta impressioniste e moderne, il 23 ottobre a Parigi la vendita diurna di arte impressionista e moderna, e a novembre l’analogo appuntamento newyorkese. Le stime, va ricordato, non comprendono i diritti d’asta a carico dell’acquirente.
«Radiant Modernism è una straordinaria testimonianza di ciò che si può ottenere con uno studio costante, la competenza del conoscitore e un coinvolgimento profondamente personale con l’arte», hanno commentato Giovanna Bertazzoni, presidente Europe, e Keith Gill, vice presidente per l’arte del 20/21 di Christie’s. «La collezione non solo presenta esempi rari ed eccezionali di opere di fine Ottocento e inizio Novecento, ma crea anche nuovi dialoghi tra diverse correnti artistiche moderne. Offre così uno sguardo unico sulla creatività, le amicizie e gli scambi intellettuali che hanno plasmato il panorama artistico di quel tempo».

