Ricchezza famiglie italiane 2026: sale a 6.500 miliardi, ma perdiamo posizioni (e la Germania ci sorpassa)

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Skyline di grattacieli moderni e antichi edifici con montagne sullo sfondo al tramonto.

Secondo l’Allianz Global Wealth Report 2026, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane cresce del 7,4%, con un record di investimenti in titoli. L’Italia perde però posizioni nel ranking globale. E il resto del mondo, l’effetto IA sui mercati?

Indice

Nel 2005 l’Italia era sesta al mondo per ricchezza finanziaria netta pro capite. Vent’anni dopo è tredicesima, scavalcata da Canada, Nuova Zelanda, Singapore, Taiwan, Svezia, Australia. E dalla Germania, che allora era diciassettesima. Eppure, il recentissimo Allianz Global Wealth Report 2026, giunto alla 17esima edizione, restituisce un’immagine della ricchezza delle famiglie italiane decisamente non in contrazione: lo scorso anno il risparmiatore italiano ha battuto infatti la media europea, difendendo il potere d’acquisto meglio dei vicini di casa, con il portafoglio più “finanziario” dell’Europa occidentale.

La ricchezza delle famiglie italiane secondo il rapporto Allianz 2026

Il patrimonio finanziario lordo delle famiglie italiane è salito del 7,4% nel 2025, a 6.500 miliardi di euro, accelerando dal +4,8% dell’anno precedente: sotto la media mondiale (+8,6%), ma sopra quella dell’Europa occidentale (+4,5%). Al netto dell’inflazione, la ricchezza finanziaria italiana è cresciuta del 5,7% nel solo 2025, e del 14,3% dal 2019. Nello stesso arco di tempo l’Europa occidentale ha guadagnato in termini reali un magro 0,5%.

A rafforzare il quadro della ricchezza delle famiglie italiane anche nel 2026 contribuisce la prudenza sul fronte dell’indebitamento. Le passività sono aumentate del 2,2%, a 1.100 miliardi (47% del Pil) contro il 125% della Svizzera e il 70% degli Stati Uniti. Il rapporto tra debiti e attività è sceso dal 17,2% al 16,4%.

Il Paese dei Btp sembra affidarsi sempre più al risparmio gestito

Nei portafogli italiani i titoli (azioni, obbligazioni e fondi) pesano ora il 54%, dal 51,7% di un anno fa. È la quota più alta in Europa occidentale, dove la media si ferma al 36,8%, superiore anche al 46,9% mondiale. I portafogli sono cresciuti del 12,1%, mentre i depositi arrancano (+1,5%), scendendo al 24,7% del totale. Anche i flussi raccontano un cambio di passo: il nuovo risparmio è balzato del 39,3%, a 67,4 miliardi (per il 60,2% è andato in titoli).

Risulta che 2025 le famiglie hanno versato 30,6 miliardi nei fondi comuni e 24,5 in altri titoli, essenzialmente obbligazioni. Con circa 24 miliardi di acquisti netti di bond gli italiani restano, insieme ai giapponesi, i maggiori compratori fra i Paesi analizzati, in un anno in cui i risparmiatori del mondo ne sono stati venditori netti, anche se i volumi si sono più che dimezzati rispetto ai 55 miliardi del 2024. Le azioni detenute direttamente, invece, sono state vendute per 14,6 miliardi.

Tredicesimi per cinquanta euro

È la dura legge dei numeri. Con 91.730 euro di ricchezza finanziaria netta pro capite, l’Italia conferma il 13esimo posto nella classifica globale, a cinquanta euro di distanza dalla Germania, dodicesima con 91.780. Una curiosità: nella classifica che somma ricchezza finanziaria netta e immobili, il “paese dei proprietari di casa” scivola di quattro posizioni, al 16esimo, con circa 207.000 euro pro capite. La Germania degli affittuari invece, sale al decimo. Sul fronte della distribuzione, il 10% più ricco degli italiani detiene il 60,6% della ricchezza finanziaria netta, in linea con la media dei 57 Paesi esaminati.

Un record, ma solo sulla carta

Guardando al mondo, il 2025 consegna un nuovo primato: il patrimonio finanziario globale delle famiglie è cresciuto dell’8,6%, a 268.400 miliardi di euro, quasi tutto dovuto all’effetto mercati. «Nel 2025 la ricchezza globale ha segnato un nuovo record, ma questo racconta solo metà della storia», osserva Ludovic Subran, capo economista e responsabile degli investimenti di Allianz. Dal 2019 gli asset nominali sono saliti di quasi il 50%, quelli reali solo del 23%, e il potere d’acquisto supera appena del 5% il livello del 2021.

In Europa il risparmio “lavora” male

Nell’ultimo decennio le famiglie dell’Europa occidentale hanno aggiunto ogni anno nuovo risparmio pari al 2,4% del patrimonio esistente, più dei nordamericani (2,1%). Eppure la loro ricchezza è cresciuta del 3,9% annuo, contro il 6,9% d’oltreoceano. A fare la differenza è la rivalutazione degli asset. Emblematica la Germania, che per crescere del 6% annuo ha dovuto risparmiare il 3,9% del patrimonio, quasi il doppio del ritmo americano. Per Allianz il nodo europeo non è quanto si risparmi, ma quanto efficacemente quel risparmio venga investito. Il Nord America, con il 60,7% dei portafogli in titoli, ha generato da solo il 51,4% dell’incremento mondiale.

Pechino, Tokyo, la Svizzera e i più poveri del pianeta

In Cina il motore del credito si è spento: dopo vent’anni al 17,5% medio annuo, i debiti delle famiglie sono rimasti stabili (+0,5%). Il Giappone invece va in direzione opposta, con passività in rialzo del 2,9% (il dato più alto del secolo, 2020 escluso): un altro indizio che il Sol Levante si stia lasciando alle spalle la sua lunga stagione deflazionistica.

La Svizzera resta prima per ricchezza lorda pro capite, ma gli Stati Uniti la superano in quella netta: ogni svizzero ha in media 130.080 euro di passività, più del doppio di un americano.

La metà più povera, quasi 3 miliardi di persone, non possiede in pratica nulla.

Il “dividendo” dell’IA: un posto di lavoro su quattro ne sarà toccato

Negli Stati Uniti gli utili societari ante imposte hanno toccato nel secondo trimestre 2026 il 18% del reddito nazionale, il massimo dal secondo dopoguerra, mentre la quota dei redditi da lavoro dipendente è scesa al 60%, il minimo dagli anni Cinquanta. Il report avverte che non tutto si può imputare all’IA, ma la tecnologia rischia di accentuare lo spostamento del valore dal lavoro al capitale: secondo le stime, quasi un posto su quattro nelle grandi economie ne sarà toccato nei prossimi tre anni, Italia compresa.

C’è poi il rischio di mercato. L’S&P 500 è salito del 95% tra la fine del 2022 e il secondo trimestre 2026, con il 43% del rialzo imputabile a sei colossi tecnologici. Una correzione del 25% brucerebbe 27.000 miliardi di dollari di ricchezza delle famiglie statunitensi.

Per il 2026 Allianz stima comunque una crescita della ricchezza finanziaria globale attorno al 9%. «L’IA potrebbe diventare il prossimo grande motore di ricchezza, ma la questione fondamentale è: chi riuscirà a parteciparvi?», sintetizza Katharina Utermöhl, responsabile della ricerca tematica e sulle politiche pubbliche di Allianz Research.

Domande frequenti su Ricchezza famiglie italiane 2026: sale a 6.500 miliardi, ma perdiamo posizioni (e la Germania ci sorpassa)

Qual è la previsione di ricchezza per le famiglie italiane nel 2026 e come si confronta con il dato attuale?

Nel 2026, la ricchezza delle famiglie italiane è prevista raggiungere i 6.500 miliardi di euro. Questo rappresenta un aumento rispetto ai livelli attuali, ma il dato è contestualizzato da una perdita di posizioni a livello internazionale.

Quali sono le implicazioni della perdita di posizioni per la ricchezza delle famiglie italiane nel 2026?

La perdita di posizioni nel 2026 indica che, nonostante l'aumento della ricchezza assoluta, l'Italia sta crescendo meno rispetto ad altri paesi. Questo fenomeno è evidenziato dal sorpasso della Germania.

Chi sorpasserà l'Italia in termini di ricchezza delle famiglie nel 2026?

Secondo le proiezioni per il 2026, la Germania supererà l'Italia in termini di ricchezza delle famiglie. Questo indica un divario crescente tra le due economie.

Quali fattori potrebbero contribuire all'aumento della ricchezza delle famiglie italiane fino al 2026?

Sebbene l'articolo non specifichi i fattori esatti, un aumento della ricchezza totale delle famiglie italiane fino a 6.500 miliardi nel 2026 potrebbe essere influenzato da dinamiche di investimento, crescita del patrimonio immobiliare o altri indicatori economici positivi.

Quali sono le conseguenze finanziarie della perdita di posizioni per l'Italia nel contesto della ricchezza familiare nel 2026?

La perdita di posizioni nel 2026, con la Germania che sorpassa l'Italia, suggerisce una minore competitività economica e potenzialmente un impatto sulla capacità di investimento e sulla crescita del benessere delle famiglie italiane rispetto ai competitor europei.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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