Moneta intelligente: banche in ritardo con i pagamenti digitali per le imprese?

3 MIN
Circuito stampato verde con testo "OPEN BANKING" e icone di servizi finanziari.

La risposta è sì, ma racconta solo una parte della storia. C’è un manipolo di istituti bancari leader già attivo con stablecoin, depositi tokenizzati e CBDC per le transazioni internazionali delle aziende, sempre più disposte a mettere in discussione il loro rapporto con gli enti di credito tradizionali

Indice

Banche e innovazione nei pagamenti: tanti sforzi e pochi risultati? Sembrerebbe così, almeno da un recente rapporto della società di consulenza Capgemini secondo il quale, negli ultimi tre anni, le banche hanno dato priorità all’innovazione nei pagamenti per la clientela corporate; un investimento strategico per il 60% degli stessi istituti di credito. Tuttavia, solo un cliente corporate su tre si dichiara soddisfatto del proprio principale partner bancario: un divario crescente tra l’offerta bancaria e le attese delle aziende.

Banche e pagamenti digitali internazionali: per le imprese sono lenti, costosi, imprevedibili

Quasi tre quarti (74%) delle imprese intervistate (1.100 società con ricavi superiori al miliardo di dollari) descrivono i pagamenti transfrontalieri come lenti, costosi e imprevedibili. L’intero processo, dall’avvio e trasferimento del pagamento fino alla conferma e alla riconciliazione, richiede circa 3,5 giorni. Durante questo processo, oltre la metà (57%) delle aziende segnala di non avere accesso in tempo reale allo stato dei pagamenti, alla propria posizione di liquidità o a informazioni trasparenti sui prezzi. Tutto ciò si risolve in un costo del 2% del valore della transazione per il pagamento transfrontaliero B2B.

I vantaggi di adottare gli strumenti più evoluti di “moneta intelligente”

Il rapporto di Capgemini chiama intelligent money evoluti stablecoin, depositi tokenizzati e valute digitali emesse dalle banche centrali (CBDC, Central Bank Digital Currency), come l’euro digitale. Grazie alla possibilità di operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, integrare regole automatizzate e garantire il completamento immediato delle transazioni, questi strumenti possono ridurre significativamente le inefficienze nei pagamenti transfrontalieri. Secondo il report, l’adozione su larga scala dell’open banking potrebbe liberare fino a 4.000 miliardi di dollari attualmente immobilizzati in conti di regolamento e di liquidità: risorse che oggi generano rendimenti limitati e che non possono essere impiegate per finanziare credito, investimenti o altre attività produttive a sostegno della crescita economica.

Attenzione: non è detto che per incassare le imprese debbano passare dai servizi di pagamenti digitali delle banche

La domanda delle aziende per questa nuova generazione di strumenti di pagamento è già in crescita e le banche rimangono il fornitore preferito: a parità di costo e qualità del servizio, il 71% delle aziende sceglierebbe una banca anziché una fintech per i pagamenti tokenizzati. Tuttavia, questa preferenza non è garantita. Quasi il 60% dei clienti corporate è disposto a rivolgersi a operatori non bancari per i servizi legati alle stablecoin qualora le proprie banche partner non riuscissero a tenere il passo. Questo progressivo indebolimento della posizione competitiva delle banche si verifica mentre i clienti corporate riferiscono che il 36% dei loro volumi di pagamenti B2B passa già attraverso operatori non bancari.

La trasformazione più significativa dalla nascita dell’online banking

Dario Patrizi, financial services director di Capgemini in Italia: «Il settore dei pagamenti sta entrando nel periodo di trasformazione maggiormente significativo dalla nascita dell’online banking. Stiamo superando la fase di hype che ha caratterizzato il fenomeno dell’intelligent money. Ora entriamo in un periodo in cui gli aspetti economici e i volumi delle transazioni rendono impossibile per le banche rimanere ai margini. Ci sono 230 miliardi di dollari in gioco: le banche devono decidere quale ruolo vogliono svolgere in questo ecosistema emergente. Un gruppo selezionato di banche ha già compiuto la propria scelta e sta ora contribuendo a definire gli standard e i modelli di governance che plasmeranno il mercato. Gli istituti che agiranno oggi potranno costruire una fiducia duratura, intercettare nuovi flussi di pagamento e mantenere i depositi della clientela corporate che sono alla base delle loro più ampie relazioni bancarie».

Solo un quinto delle banche si sta dando una mossa

La “moneta intelligente” è sempre più commercializzata, e il management delle banche individua nei depositi tokenizzati la priorità di breve termine. Ma solo poco più di un quinto degli istituti bancari (21%) si sta dando una mossa per ampliare la portata di almeno uno soltanto degli strumenti evoluti di intelligent money. Le banche che meglio e prima delle altre si stanno adoperando per adottare almeno uno di questi strumenti non si limitano a percepirne le commissioni, ma si focalizzano sulla riduzione delle inefficienze delle transazioni. Un atteggiamento premiante: il report dice che queste banche “leader” individueranno nuove fonti di ricavo con una probabilità tre volte maggiore, compensando il calo dei ricavi da transazione entro 15 mesi (contro i 25 delle altre). Un terzo (33%) delle banche più innovative punta a influenzare l’ecosistema. Il 40% delle banche tradizionaliste sceglie invece un approccio reattivo.

Pagare con uno strumento di intelligent money è più sicuro

Un pagamento fatto con moneta intelligente è irrevocabile, quindi le banche prestano maggiore attenzione alla sua correttezza prima che venga eseguito. Le banche che adoperano l’intelligent money, rispetto alle altre effettuano il monitoraggio delle transazioni e dei pagamenti digitali per le imprese con una frequenza 1,5 volte superiore e hanno una probabilità 1,2 volte maggiore di investire in sistemi di sorveglianza basati sull’AI per individuare comportamenti anomali nei wallet, nell’integrazione dei controlli antiriciclaggio (AML), nell’adeguata verifica della clientela (KYC) in tempo reale.

Anche nelle banche più innovative non è tutto ok

Tuttavia, anche tra le banche leader permangono alcune lacune strutturali. Poco più della metà (56%) dichiara di disporre delle competenze e dei talenti necessari per sviluppare e gestire asset digitali, nonché della preparazione tecnica e delle capacità necessarie a supportare la tokenizzazione, gli smart contract e l’interoperabilità tra le reti finanziarie. La sfida, per i prossimi anni, sarà quella di trovare competenze adeguate.

Domande frequenti su Moneta intelligente: banche in ritardo con i pagamenti digitali per le imprese?

Qual è il livello di soddisfazione delle imprese riguardo ai servizi di pagamento digitali offerti dalle banche?

Solo un cliente corporate su tre si dichiara soddisfatto del proprio principale partner bancario per quanto riguarda i pagamenti digitali. Questo indica un divario crescente tra l'offerta delle banche e le aspettative delle imprese.

Quali sono le principali criticità dei pagamenti digitali internazionali offerti dalle banche per le imprese?

I pagamenti digitali internazionali offerti dalle banche sono percepiti dalle imprese come lenti, costosi e imprevedibili. Queste inefficienze rappresentano un ostacolo significativo per le operazioni commerciali transfrontaliere.

Qual è l'investimento strategico delle banche nell'innovazione dei pagamenti per la clientela corporate?

Negli ultimi tre anni, il 60% degli istituti di credito ha dato priorità all'innovazione nei pagamenti per la clientela corporate come investimento strategico. Nonostante questo impegno, i risultati in termini di soddisfazione dei clienti sembrano essere limitati.

Quali sono i vantaggi nell'adottare strumenti di 'moneta intelligente' per le imprese?

L'adozione di strumenti di 'moneta intelligente' offre vantaggi significativi, tra cui una maggiore sicurezza nei pagamenti. Questi strumenti rappresentano un'evoluzione rispetto ai sistemi tradizionali.

Le imprese sono obbligate a utilizzare i servizi di pagamento digitali delle banche per ricevere i propri incassi?

Non è detto che le imprese debbano necessariamente passare attraverso i servizi di pagamento digitali delle banche per incassare. Esistono alternative che le aziende possono considerare per ottimizzare i propri flussi di cassa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.