Il Btp Valore ritorna in campo per l’emissione della seconda metà dell’anno e il Tesoro ha nuovamente modificato la sua strategia per bilanciare l’attrattiva del titolo con un contesto di mercato molto più oneroso (e quindi remunerativo per il risparmiatore) rispetto a quello della precedente emissione di marzo.
I Btp Valore in emissione fra il 19 e il 23 ottobre, salvo chiusura anticipata, non saranno uno, bensì due. In comune avranno la durata, cinque anni, e “rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario”. A cambiare sarà invece la distribuzione nel tempo dei flussi cedolari.
- Il primo Btp Valore conserverà la classica struttura a cedole trimestrali crescenti nel tempo, secondo un profilo che sarà comunicato dal Tesoro prima dell’emissione.
- Il secondo titolo, battezzato Btp Valore Insieme, corrisponderà invece un’unica cedola alla data di scadenza. Proprio per rendere “equivalenti dal punto di vista finanziario” le due tipologie di titolo, il pagamento finale dovrà incorporare il valore del differimento delle cedole. A parità di rendimento, infatti, incassare prima i flussi finanziari ha un valore maggiore rispetto a riceverli soltanto alla fine: il cedolone del Btp Valore Insieme avrà quindi un valore nominale sensibilmente più elevato, con un effetto economicamente assimilabile alla capitalizzazione della remunerazione nel corso dei cinque anni. Ma attenzione alle illusioni ottiche: un valore nominale più elevato a scadenza non implica necessariamente un rendimento più elevato: anzi, l’intenzione dichiarata è quella di rendere i due titoli equivalenti. Quella del Btp Valore insieme è una struttura che potrebbe adattarsi maggiormente a chi non ha bisogno di integrare il proprio reddito attraverso pagamenti trimestrali e preferisce concentrare il rendimento alla scadenza.
Btp Valore ottobre 2026: simulazione del rendimento è possibile?
Per conoscere l’effettivo rapporto fra i rendimenti dei due titoli bisognerà aspettare il 16 ottobre, quando saranno comunicati gli ISIN e i tassi cedolari minimi garantiti. Tassi che potranno essere confermati oppure rivisti al rialzo “qualora le condizioni di mercato lo richiedessero”, come già avvenuto in occasione dell’emissione di marzo 2026.
Se le condizioni di mercato dovessero mantenersi simili a quelle attuali, i nuovi Btp Valore dovrebbero offrire rendimenti sensibilmente più elevati rispetto alla precedente emissione. I rendimenti obbligazionari sono saliti negli ultimi mesi sotto la spinta di diversi fattori, dalle maggiori pressioni inflazionistiche all’incertezza geopolitica, fino all’aumento generale dell’offerta di debito sui mercati.
Il confronto con marzo dà la misura del cambiamento: nei giorni del precedente collocamento, il rendimento del tratto a sei anni della curva italiana si muoveva attorno al 3%, arrivando a circa il 3,2% il 6 marzo. Oggi il Btp a cinque anni rende invece poco più del 4%.
Una nuova emissione di Btp tradizionale a cinque anni appena annunciata dal Tesoro, che andrà in asta il 29 settembre, propone inoltre agli investitori una cedola annua del 3,95%. Il rendimento effettivo sarà determinato dal prezzo che emergerà dall’asta, ma il dato offre già un riferimento molto utile per stimare il livello da cui potrebbe partire il nuovo Btp Valore.
A queste condizioni, quale potrebbe essere il rendimento lordo effettivo dei nuovi Btp Valore? Le precedenti emissioni mostrano come il Tesoro abbia generalmente affiancato ai titoli destinati alle famiglie un extra-rendimento rispetto ai Btp comparabili. Assumendo, a titolo di simulazione, un premio nell’ordine dei 20 punti base rispetto a un quinquennale attorno al 4%, il rendimento del nuovo Btp Valore potrebbe collocarsi nell’area del 4,2% lordo annuo. Sarà però l’andamento del mercato nelle prossime tre settimane a determinare il vero punto di partenza.
Il Tesoro, nel frattempo, ha scelto una durata più contenuta. Dai sei anni dell’emissione di marzo si passa agli attuali cinque; il cambio di passo è ancora più evidente rispetto all’ottobre 2025, quando il Btp Valore aveva una durata di sette anni.
La scelta arriva mentre anche la parte medio-lunga della curva italiana si è fatta decisamente più costosa: oggi un titolo a sette anni rende circa il 4,2%. Accorciare la scadenza consente quindi al Tesoro di proporre al retail rendimenti competitivi senza fissare per un periodo altrettanto lungo gli attuali livelli del costo del debito.
Per gli investitori, in ogni caso, i tassi dei nuovi Btp Valore sono destinati ad apparire più generosi rispetto a quelli delle emissioni più recenti. Il Btp Valore Insieme aggiungerà anche un effetto ottico particolarmente evidente: il pagamento concentrato alla fine dei cinque anni produrrà un cedolone nominalmente molto più elevato rispetto alle singole cedole del Btp Valore tradizionale, senza che ciò significhi però un rendimento annualizzato maggiore.
Resta inoltre da chiarire un altro elemento. Nelle informazioni diffuse finora sul doppio collocamento il Tesoro non ha indicato la presenza di un premio fedeltà, che nell’emissione dello scorso marzo era pari allo 0,8% per chi conservava il titolo fino alla scadenza. Anche su questo punto bisognerà dunque attendere i dettagli definitivi dell’operazione.
Fra le certezze che invece non cambiano ci sono l’investimento minimo di 1.000 euro e relativi multipli, la tassazione agevolata sui rendimenti al 12,5%, l’esenzione dalle imposte di successione e l’esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.
BTP Valore, come è cambiata la strategia del Tesoro
Durata, struttura delle cedole e premio finale delle emissioni dal debutto del 2023 alla nuova doppia offerta prevista per ottobre 2026.
| Emissione | Durata | Struttura | Cedole annue lorde | Premio finale | Elemento distintivo |
|---|---|---|---|---|---|
| Giugno 2023 | 4 anni | Step-up 2+2 | 3,25% → 4,00% | 0,50% | Debutto del BTP Valore |
| Ottobre 2023 | 5 anni | Step-up 3+2 | 4,10% → 4,50% | 0,50% | Cedole trimestrali |
| Febbraio 2024 | 6 anni | Step-up 3+3 | 3,25% → 4,00% | 0,70% | Durata allungata a 6 anni |
| Maggio 2024 | 6 anni | Step-up 3+3 | 3,35% → 3,90% | 0,80% | Sale il premio fedeltà |
| Ottobre 2025 | 7 anni | Step-up 3+2+2 | 2,60% → 3,10% → 4,00% | 0,80% | Massima durata e tre livelli cedolari |
| Marzo 2026 | 6 anni | Step-up 2+2+2 | 2,60% → 3,20% → 3,80% | 0,80% | Step-up più rapido, ogni due anni |
|
Ottobre 2026 BTP Valore |
5 anni |
Cedole trimestrali crescenti nel tempo |
Da comunicare Tassi minimi il 16 ottobre |
Non comunicato | Ritorno alla durata di 5 anni |
|
Ottobre 2026 BTP Valore Insieme |
5 anni | Cedola unica a scadenza |
Da comunicare Tasso minimo il 16 ottobre |
Non comunicato | Prima remunerazione concentrata interamente a scadenza |
Il Tesoro porterà in asta il 29 settembre un nuovo BTP ordinario a 5 anni, con scadenza 1° febbraio 2032 e cedola annua del 3,95%. Il rendimento effettivo sarà determinato dal prezzo di aggiudicazione. I due nuovi BTP Valore avranno, secondo il MEF, un rendimento equivalente dal punto di vista finanziario.
Nota: per l’emissione di ottobre 2026 i tassi cedolari minimi garantiti e gli ISIN saranno comunicati il 16 ottobre. Il collocamento è previsto dal 19 al 23 ottobre 2026, salvo chiusura anticipata.
Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze; elaborazione We Wealth.

