I conti di Nvidia hanno sbriciolato le previsioni un’altra volta, proiettando il titolo e l’intero comparto tecnologico nuovamente al rialzo. Nel pre-market di giovedì 27 agosto il titolo è arrivato a guadagnare oltre il 7%, con i future orientati al rialzo anche per il Nasdaq.
Il balzo di Nvidia e la trimestrale oltre le attese hanno inciso in senso più ampio sui titoli dei chip a livello globale: l’indice Kospi della Corea del Sud, uno dei più esposti al tema AI, è cresciuto dell’1,5%, trainato da Samsung Electronics e SK Hynix; in Europa in progressione anche il produttore di chip ASML, in rialzo dell’1%.
Nvidia batte ancora le attese e alza la guidance
Da una parte, il secondo trimestre fiscale ha battuto le attese sugli utili per azione, pari a 2,22 dollari rettificati contro 2,10 stimati, e sui ricavi, a 96,22 miliardi contro 92,17 miliardi. Dall’altra, è soprattutto la previsione per il futuro ad aver mandato in visibilio i trader.
La direttrice finanziaria Colette Kress ha infatti comunicato l’obiettivo di aumentare le vendite del 70% nel prossimo anno fiscale, una crescita limitata essenzialmente dai colli di bottiglia sul fronte dell’offerta, dal momento che la domanda della clientela è prevista raddoppiare. Gli analisti avevano stimato una crescita del fatturato ben più contenuta, intorno al 45%.
“Anche se la nostra domanda è molto superiore al 70%, la nostra capacità di offerta ci consente di affermare con sicurezza che possiamo realizzare una crescita del 70%, e continueremo a lavorare con la nostra catena di fornitura per aumentarla ulteriormente”, ha affermato il ceo Jensen Huang.
Proprio per assicurarsi le consegne dai propri fornitori e ridurre il rischio che la scarsità di componenti freni ulteriormente la crescita, Nvidia ha assunto impegni di acquisto per 279 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, più del doppio rispetto ai 119 miliardi del trimestre precedente. L’incremento riguarda soprattutto le memorie ad alta larghezza di banda, indispensabili per i chip AI più avanzati.
Nvidia finanzia indirettamente anche la propria domanda
Una parte della crescita della domanda per i prodotti Nvidia passerà anche attraverso il sostegno finanziario fornito dalla stessa società ai propri clienti. Nvidia ha infatti accettato di fornire garanzie parziali a un consorzio di investitori che metterà a disposizione fino a 500 miliardi di dollari di finanziamenti legati alla costruzione di infrastrutture AI e all’acquisto di chip.
In qualche modo, Nvidia aiuta quindi i propri clienti ad accedere al credito necessario per comprare i suoi prodotti. “Riconosciamo la portata di questo sostegno e sappiamo che alcuni lo definiranno finanziamento circolare. Noi la vediamo diversamente”, ha dichiarato Kress.
La strategia di Nvidia, quindi, spinge la crescita su due fronti. Da una parte, assume impegni finanziari sempre più consistenti per assicurarsi le forniture necessarie a sostenere la crescita; dall’altra mette il proprio bilancio al servizio dei clienti per facilitare il finanziamento degli investimenti in infrastrutture AI. Una combinazione che contribuisce a mantenere la crescita del fatturato su livelli ancora enormi, ma che lega in misura crescente il destino finanziario della società alla prosecuzione del boom dell’intelligenza artificiale. Può funzionare molto bene, ma può anche essere un moltiplicatore dei danni se il vento dovesse cambiare.
Il rischio se la domanda AI dovesse frenare
Come ha notato il Wall Street Journal, la strategia di Nvidia non è una strategia priva di rischi. “Non è troppo difficile immaginare uno scenario in cui uno scoppio della bolla finisca per comprimere Nvidia da più fronti. I fornitori potrebbero fare pressione sulla società perché onori i propri impegni di pagamento proprio mentre diventano esigibili le garanzie finanziarie concesse a clienti improvvisamente molto meno propensi a investire. Un calo del valore delle partecipazioni azionarie di Nvidia, molte delle quali proprio nei suoi clienti, aggraverebbe ulteriormente l’impatto sugli utili”, si legge nella column di Asa Fitch.
“Naturalmente, uno scenario del genere non appare probabile nell’immediato. I segnali sulla domanda per Nvidia sono rimasti recentemente solidi, comprese le robuste previsioni di spesa per l’AI da parte delle grandi società tecnologiche”. Mentre oggi gli investitori festeggiano l’ennesimo superamento delle attese sugli utili e il rilancio delle ambizioni sulla guidance, Nvidia sta quindi legando sempre di più le proprie sorti finanziarie all’adozione dell’AI e alla continua crescita della domanda di capacità computazionale.
E il precedente di come una scommessa del genere possa improvvisamente ritorcersi contro chi la fa è già nei libri di storia finanziaria. Cisco Systems, durante il boom della new economy, aveva accumulato scorte e assunto impegni con i fornitori per assicurarsi componenti che sembravano destinati a rimanere scarsi. Quando nel 2001 la domanda crollò, quegli stessi impegni contribuirono a una svalutazione miliardaria delle scorte: il problema non era più procurarsi abbastanza componenti per soddisfare i clienti, ma averne prenotati troppi per una domanda che nel frattempo non esisteva più.

