Banche, utili inarrestabili: i titoli corrono ancora

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Le cinque maggiori banche italiane superano i 15 miliardi di utili nel semestre, mentre commissioni, wealth management e assicurazioni compensano la frenata del margine d’interesse. Il settore continua a sovraperformare in Borsa: Banco Bpm guida i rialzi tra le Big 5 e in Europa il rendimento complessivo delle banche supera il 25% da inizio anno.

Indice

Le cinque maggiori banche italiane hanno chiuso il primo semestre del 2026 con oltre 15 miliardi di euro di utili complessivi – utili che continuano a crescere nonostante la spinta favorevole dei tassi d’interesse si sia ormai arenata. I dati presentati da First Cisl mettono inoltre in luce come la redditività delle maggiori banche italiane superi ampiamente quella delle omologhe europee, con un Roe aggregato del 15,1%, contro il 10,02% indicato per le banche europee sistemiche.

Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco Bpm, Bper e Monte dei Paschi hanno realizzato nel complesso 15,132 miliardi di utile netto, il 3,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di interessi netti sostanzialmente invariati (-0,2%). La Borsa ha continuato a premiare le banche nella stagione delle trimestrali: dalla vigilia della trimestrale di UniCredit, prima fra le grandi italiane a comunicare i conti, il comparto finanziario italiano ha sovraperformato Piazza Affari, con un +3,83% contro il +1,75% registrato dal FTSE Mib nella finestra osservata fra il 22 luglio e il 7 agosto.

Il quadro italiano si inserisce del resto in una stagione particolarmente positiva per l’intero settore europeo: nel secondo trimestre la crescita media dell’utile netto aggregato rilevata da Morningstar Dbrs è arrivata al 18% su base annua, con livelli record di redditività in diversi casi. “Gli istituti continuano a beneficiare di una maggiore diversificazione degli utili, disciplina sui costi, buona qualità degli attivi e solida patrimonializzazione”, ha affermato l’agenzia di rating. “Sebbene gli sviluppi geopolitici restino tra i principali rischi al ribasso, le tendenze attuali suggeriscono che la maggior parte delle banche sia ben posizionata per raggiungere o superare gli obiettivi fissati per il 2026 oppure, qualora le condizioni dovessero peggiorare, per resistere a un contesto operativo più difficile”.

Banco Bpm guida i rialzi fra le cinque grandi banche italiane

Considerando il periodo fra il 22 luglio e il 10 agosto, tutte le cinque maggiori banche italiane hanno registrato una performance positiva, ma è Banco Bpm a guidare con un +9,20%, davanti a Intesa Sanpaolo (+6,81%) e Bper (+5,65%). Più contenuti i rialzi di Mps (+3,48%) e UniCredit (+2,23%). La performance media semplice delle “Big 5” arriva così a circa il 5,5%.

La caratteristica forse più rilevante di questa stagione dei conti è però il cambio del motore della crescita. Il margine d’interesse, che aveva sostenuto la grande espansione degli utili degli ultimi anni, non cresce più: per le Big 5 italiane è diminuito dello 0,2% nel semestre. Gli utili continuano invece ad avanzare grazie soprattutto alle fonti di ricavo meno dipendenti dai tassi.

Le commissioni nette sono aumentate del 6,3%, a quasi 14 miliardi di euro, mentre il risultato dell’attività assicurativa è balzato del 24,2%. Nel complesso, commissioni e assicurazioni rappresentano ormai il 39% dei ricavi delle cinque maggiori banche. Anche i volumi raccontano la stessa trasformazione: la raccolta indiretta è cresciuta del 3,1%, mentre il risparmio gestito è salito del 4,6% a oltre 1.323 miliardi di euro.

Anche a livello europeo “gli utili del secondo trimestre 2026 hanno beneficiato di una combinazione di tenuta del margine di interesse, crescita delle commissioni e robusta attività sui mercati dei capitali”, ha affermato Morningstar Dbrs. “Molte banche sono riuscite a compensare la pressione sui margini grazie alla crescita dei prestiti, a dinamiche favorevoli sui depositi, alla riduzione dei costi di finanziamento e al contributo dei programmi di copertura strutturale”.

“Le commissioni hanno rappresentato un altro importante contributo alla crescita dei ricavi”, hanno aggiunto gli analisti. “Diverse banche hanno beneficiato di una maggiore vivacità dell’attività della clientela nei settori del wealth management, delle assicurazioni e dei pagamenti”.

Le 5 grandi banche, performance post trimestrali
Performance dal 22 luglio al 10 agosto 2026
Banco BPM +9,20%
Intesa Sanpaolo +6,81%
BPER Banca +5,65%
Monte dei Paschi di Siena +3,48%
UniCredit +2,23%
Media semplice Big 5 +5,47%
Fonte: elaborazione su dati TradingView. Performance rilevate tra il 22 luglio e il 10 agosto 2026.

Banche europee, sovraperformance inarrestabile?

Quasi non fa più notizia, ma nel 2026 il comparto bancario ha continuato a essere nettamente più remunerativo della media in Europa – nonostante la riduzione dei tassi e le crisi geopolitiche che avrebbero potuto facilmente far deragliare le aspettative sull’andamento del credito. L’effetto-Iran è stato decisamente temporaneo: dall’inizio dell’anno il rendimento complessivo delle banche europee supera ormai il 25%, includendo la remunerazione agli azionisti, contro circa il 14% dello STOXX Europe 600. Il dato arriva dopo un 2025 già eccezionale per il settore e rende ancora più significativa la capacità delle banche di continuare a sovraperformare.

Il posizionamento degli investitori, peraltro, continua a proiettare questa tendenza anche nei prossimi mesi. Nel sondaggio europeo di Bank of America di luglio le banche erano il settore con il maggiore sovrappeso netto nei portafogli dei gestori, intorno al 49%, in un contesto di rinnovato ottimismo sull’azionario europeo. Il risultato della stagione delle trimestrali sembra per ora aver dato ragione a questa preferenza: gli utili tengono, le commissioni prendono il testimone dal margine d’interesse e il settore continua a tradurre la propria elevata redditività in ritorni per gli azionisti.

Domande frequenti su Banche, utili inarrestabili: i titoli corrono ancora

Qual è stato l'utile complessivo delle cinque maggiori banche italiane nel primo semestre del 2026?

Le cinque maggiori banche italiane hanno registrato utili complessivi superiori a 15 miliardi di euro nel primo semestre del 2026. Questi profitti continuano a crescere anche se il supporto dei tassi d'interesse favorevoli si è stabilizzato.

Come si confronta la redditività delle banche italiane con quelle europee secondo i dati di First Cisl?

La redditività delle maggiori banche italiane supera ampiamente quella delle loro omologhe europee. Il Roe aggregato delle banche italiane è del 15,1%, significativamente più alto del 10,02% registrato per le banche europee sistemiche.

Quale banca italiana ha guidato i rialzi tra le cinque maggiori nel periodo considerato?

Banco Bpm ha guidato i rialzi tra le cinque maggiori banche italiane. Questo posizionamento suggerisce una performance particolarmente positiva per l'istituto nel contesto del settore bancario italiano.

Qual è la tendenza degli utili bancari italiani nonostante l'arresto della spinta favorevole dei tassi d'interesse?

Gli utili delle banche italiane continuano a crescere nonostante la spinta favorevole dei tassi d'interesse si sia ormai arenata. Questo indica una resilienza e una capacità di generare profitti anche in un contesto di tassi meno dinamici.

Qual è il Roe aggregato delle banche europee sistemiche menzionato nell'articolo?

Il Roe aggregato indicato per le banche europee sistemiche è del 10,02%. Questo dato serve da termine di paragone per evidenziare la maggiore redditività delle banche italiane.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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