Le Magnifiche 7 si sono prese una rivincita sull’S&P 500 nell’ultimo giro di trimestrali, con un balzo che ha ridotto notevolmente il ritardo accumulato sull’indice dall’inizio dell’anno, anche se il divario resta pari a ben otto punti percentuali. Nell’ultimo mese, al 4 agosto, l’indice delle Mag 7 ha guadagnato il 5%, circa il doppio rispetto all’S&P 500 nello stesso periodo.
La seduta di lunedì 3 agosto è stata decisiva: Microsoft, Alphabet e Amazon hanno guadagnato oltre il 5%, mentre Meta è salita di oltre il 7%. All’interno del gruppo, sono state soprattutto Microsoft e Amazon a offrire agli investitori nuovi numeri su cui ragionare nelle ultime ore. Entrambe hanno rassicurato un mercato sempre più attento a valutare l’equilibrio fra la crescita delle spese in conto capitale e i ritorni attesi da questi investimenti.

Per Microsoft, l’elemento decisivo è stato l’andamento di Azure, il cui giro d’affari annuale ha superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari. I ricavi della divisione cloud sono cresciuti del 43% nel quarto trimestre fiscale e il gruppo prevede un’ulteriore accelerazione.
Amazon ha mostrato uno stato di salute ancora più sorprendente: le attività nell’intelligenza artificiale e nei chip hanno entrambe raggiunto ricavi annualizzati pari a 25 miliardi di dollari, mentre AWS ha registrato una crescita del 36,7% nel trimestre.
La sorpresa al rialzo di Alphabet e Amazon è stata tale da incidere in misura rilevante sul bilancio complessivo della stagione delle trimestrali dell’S&P 500. “La percentuale insolitamente elevata delle sorprese sugli utili dell’indice è dovuta soprattutto alle sorprese positive particolarmente consistenti riportate nel secondo trimestre da Alphabet, con un EPS di 9,11 dollari contro i 2,88 dollari attesi, e da Amazon.com, con 5,75 dollari contro 1,82 dollari”, ha dichiarato John Butters di FactSet, ricordando come sui risultati di entrambe le aziende abbiano inciso rilevanti componenti straordinarie.
Anche escludendo gli acuti di Alphabet e Amazon, gli investitori stanno attraversando una delle stagioni delle trimestrali più forti mai registrate. Al 31 luglio, il 61% delle società dell’S&P 500 aveva già pubblicato i risultati effettivi del secondo trimestre del 2026.
“Tra queste, l’86% ha riportato un utile per azione superiore alle stime, una quota maggiore sia della media quinquennale del 78% sia di quella decennale del 76%”, ha ricordato Butters. “Se l’86% sarà il dato definitivo del trimestre, si tratterà della più alta percentuale di società dell’S&P 500 con una sorpresa positiva sull’EPS dal secondo trimestre del 2021”.
Oltre alla percentuale di società capaci di battere le attese, è particolarmente elevato anche lo scarto fra gli utili stimati e quelli effettivamente realizzati. In media, i profitti hanno superato le previsioni del 31,4%, contro una media degli ultimi cinque anni pari al 7%. Anche in questo caso, se il dato fosse confermato al termine della stagione dei conti, si tratterebbe della più grande sorpresa sugli utili mai registrata da quando esistono dati comparabili, ossia dal 2008.
Proprio Amazon e Alphabet hanno però influenzato profondamente questi numeri. Escludendo le due società, il tasso blended di crescita degli utili dell’S&P 500 per il secondo trimestre del 2026 scenderebbe dal 47,4% al 28,8%, ha ricordato FactSet. “Anche senza il contributo delle due società, dunque, l’S&P 500 registrerebbe comunque il secondo trimestre consecutivo con una crescita degli utili su base annua superiore al 20% e il settimo trimestre consecutivo con una crescita a doppia cifra”.
La forte crescita degli utili, estesa a più settori, contribuisce a sostenere l’S&P 500, che martedì 4 agosto ha toccato un nuovo massimo intraday, il primo dalla metà di giugno. Nella seduta, uno dei rialzi più rilevanti è stato quello della società software Palantir, balzata del 26% nelle prime ore di contrattazione grazie a una crescita dei ricavi del 93% e al miglioramento della guidance sull’utile operativo rettificato, innalzata da 4,45 miliardi a un massimo di 4,91 miliardi di dollari.

