Bot e Btp: il calendario di aste ed emissioni – agosto 2026

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Una donna sorridente con un maglione bianco tiene una piccola bandiera italiana su uno sfondo blu brillante. Ha lunghi capelli castani e indossa orecchini a cerchio.

La guida di We Wealth al calendario delle aste e delle emissioni del Tesoro in vista di agosto 2026: come e perché investire in Bot e Btp.

Indice

Ad agosto non si fermano le emissione programmate dal Tesoro, con nuove aste di Bot, Btp e Cct. Nel dettaglio, due aste di Bot, altre due di Btp a media-lunga scadenza e un’asta dedicata ai Btp a breve termine.

Sul fronte dei rendimenti, la compressione sulle scadenze brevi si è drasticamente invertita a causa del conflitto in Iran, con un ulteriore aumento dei rendimenti nel corso di luglio: il titolo italiano a un anno ora il 2,79% lordo. In salita anche i tassi sui titoli a lunga scadenza: il Btp decennale rende oggi il 3,94% (+21 punti base negli ultimi trenta giorni al 3 agosto).

I titoli decennali, ad esempio, offrono un rendimento lordo che dà una prospettiva interessante per chi intende “comprare e dimenticare” (a patto di poter tollerare la volatilità del Btp fino a scadenza).

Titoli di Stato

Calendario delle aste di agosto 2026

Le date delle comunicazioni, delle aste e dei regolamenti di Bot, Btp Short, Btp€i e titoli a medio-lungo termine. Le comunicazioni di emissione sono evidenziate in rosso.

Comunicazione di emissione Asta Regolamento
1SAB
2DOM
3LUN
Regolamento medio-lungo
4MAR
5MER
6GIO
7VEN
Comunicazione Bot
8SAB
9DOM
10LUN
Comunicazione medio-lungo
11MAR
12MER
Asta Bot
13GIO
Asta medio-lungo
14VEN
Regolamento Bot
15SAB
16DOM
17LUN
Regolamento medio-lungo
18MAR
19MER
20GIO
21VEN
Comunicazione Btp Short – Btp€i
22SAB
23DOM
24LUN
Comunicazione Bot
25MAR
Comunicazione medio-lungo
26MER
Asta Btp Short – Btp€i
27GIO
Asta Bot
28VEN
Asta medio-lungoRegolamento Btp Short – Btp€i
29SAB
30DOM
31LUN
Regolamento Bot

Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze, calendario delle emissioni dei titoli di Stato 2026.

Pro e contro degli acquisti di Btp in asta

La possibilità di acquistare titoli senza commissioni in asta rappresenta un’opportunità interessante per chi desidera diversificare il proprio portafoglio. Tuttavia, è importante considerare anche gli aspetti relativi alla variabilità dei rendimenti e alla disponibilità delle aste. Nel caso delle emissioni retail, come quelle per il Btp Più o del Btp Valore il Tesoro rimuove un elemento di incertezza solitamente presente per chi partecipa alle aste: il prezzo di aggiudicazione. Il Btp Più viene sempre acquistato alla pari (a 100), il che significa che nel momento in cui viene acquistato si può già prevedere con assoluta certezza quello che sarà il rendimento finale del titolo, se detenuto fino a scadenza (o nel caso del Btp Più anche per soli 4 anni).

In generale, non è affatto obbligatorio acquistare i titoli di Stato direttamente dal Tesoro in asta, ma questo presenta vantaggi e svantaggi. “Il principale pro dell’acquisto in asta è l’assenza di commissioni per i Btp”, aveva dichiarato a We Wealth Rocco Probo, analista di Consultique Scf, in una passata intervista. “Ovviamente, questo vantaggio va visto in relazione alle commissioni che si pagherebbero per l’acquisto di un titolo obbligazionario equivalente, a seconda delle condizioni contrattuali e delle operazioni specifiche degli intermediari. Non tutti, infatti, applicano le stesse commissioni”. Di solito, se l’intermediario in questione e la banca classica e non un operatore nativo online, i costi sono maggiori.

Tuttavia, partecipare a un’asta non è privo di rischi. “L’aspetto negativo dell’acquisto in asta è che, al momento della prenotazione da parte del pubblico, non si può essere certi del rendimento effettivo che sarà generato dall’investimento”, ha continuato Probo riferendosi alle normali aste e non a quelle retail descritte in precedenza. Infatti, il prezzo di aggiudicazione viene reso noto solo alla fine dell’asta, rendendo difficile fare una previsione accurata sul rendimento finale.

Un ulteriore aspetto da considerare riguarda la frequenza delle aste. “Le aste non sono giornaliere, quindi non sempre, quando si costruisce un portafoglio per raggiungere determinati obiettivi finanziari, si ha la possibilità di scegliere tra diverse alternative”, ha spiegato Probo. “In questo contesto, aspettare la prossima asta potrebbe comportare il non poter investire parte del capitale in attesa del prossimo appuntamento, e quindi perdere opportunità di guadagno durante il periodo di attesa”.

Btp: i perché di un grande classico del portafoglio degli italiani

I Btp sono da sempre una scelta classica per i portafogli dei risparmiatori italiani, anche grazie al trattamento fiscale favorevole: con una tassazione sui rendimenti al 12,5%, rispetto al 26% applicato alla maggior parte degli altri investimenti.

Come bilanciare i Btp con altre forme di risparmio nel proprio portafoglio? Gli esperti suggeriscono di allineare le scadenze dei Btp con i propri obiettivi finanziari personali. Questo approccio consente di pianificare il recupero del capitale investito in concomitanza con future esigenze, come spese familiari rilevanti o progetti di vita.

È importante ricordare che la vendita anticipata di un Btp, ossia prima della sua scadenza naturale, espone l’investitore alle fluttuazioni del mercato. Il prezzo di vendita potrebbe infatti essere superiore o inferiore al capitale inizialmente investito, introducendo così un elemento di incertezza. In alcuni casi vendere prima può anche essere una scelta tattica, l’avevamo descritta qui nel dettaglio. Tuttavia, mantenendo il Btp fino alla scadenza, si elimina il rischio di mercato e si garantisce il rimborso del capitale nominale.

In questo scenario, rimane il rischio di credito, ossia la possibilità che lo Stato italiano non sia in grado di restituire il capitale. Sebbene remoto, esiste la possibilità teorica di un default dello Stato emittente. Avevamo approfondito il tema qui. Gli investitori dovrebbero quindi considerare i Btp come parte di un portafoglio diversificato, valutando attentamente il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario qualificato.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai quali sono i rischi e le principali alternative ai Btp?