Povertà educativa: l’estate è un investimento nel futuro

Bambina con braccia aperte davanti a un tempio greco con colonne.

I costi delle attività estive possono trasformare il tempo libero in un’ulteriore fonte di disuguaglianza. Garantire ai bambini occasioni di apprendimento, socialità e scoperta significa investire nel loro capitale umano e ampliare le opportunità future

Il primo tuffo in mare, una festa in piscina, un picnic nella natura, una gita fuori porta o una partita a carte con gli amici. L’estate è il momento in cui anche i bambini possono “staccare” dalla quotidianità e vivere esperienze nuove, all’insegna dell’entusiasmo e della scoperta.

Esperienze che, al di là della dimensione dello svago, possono avere un ruolo importante nella costruzione del capitale umano, relazionale e aspirazionale di una persona. L’accesso a queste opportunità, tuttavia, non è garantito a tutti.

L’estate rischia così di diventare la stagione in cui le disuguaglianze economiche si manifestano con maggiore evidenza, limitando per molti bambini le occasioni di socialità, divertimento, scoperta e crescita personale.

Povertà minorile in Italia: i dati Istat

Gli ultimi dati Istat mostrano un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, all’interno di un quadro che continua però a presentare forti fragilità.

Nel 2025 la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è scesa al 22,6%, dal 23,1% dell’anno precedente, per un totale di circa 13 milioni e 265 mila persone. Si tratta di individui esposti ad almeno una delle tre condizioni: rischio di povertà, grave deprivazione materiale e sociale o bassa intensità di lavoro. L’incidenza raggiunge il 31,6% tra chi vive in famiglie monogenitoriali e il 30,6% tra chi vive in coppie con tre o più figli. Per le coppie con due figli si attesta al 20,6%, mentre per quelle con un solo figlio è pari al 17,4%.

A rendere ancora più evidente l’impatto sulle nuove generazioni sono gli ultimi dati disponibili sulla povertà assoluta: nel 2024 ha coinvolto oltre 1 milione e 283 mila minori, pari al 13,8% dei bambini e dei ragazzi residenti in Italia.

Per molti bambini, questi numeri si traducono in un accesso più limitato a spazi, attività e occasioni di aggregazione capaci di favorire la socialità, l’apprendimento e la crescita personale.

Centri estivi: quanto costano alle famiglie italiane

Le spese necessarie per permettere ai più piccoli di accedere ai centri estivi sono spesso proibitive per molte famiglie italiane. I dati del 4° monitoraggio annuale condotto dall’Osservatorio Eures-Adoc, realizzato su circa 200 strutture private in otto grandi città, parlano di una tariffa media nazionale che nel nostro Paese si attesta a circa 179 euro a settimana per bambino, pari a un totale di circa 1.432 euro per una frequenza di due mesi. Cifre che, naturalmente, crescono in presenza di famiglie con due figli, dove la spesa complessiva supera i 2.764 euro per otto settimane.

La ricerca in questione mostra anche un andamento in salita del costo dei centri estivi che nell’ultimo anno è aumentato del 3,5% e nell’ultimo triennio del 27% (pari a circa 38 euro a settimana in più per figlio).

Costi così elevati possono trasformare il tempo libero in un’ulteriore fonte di disuguaglianza. Quando una famiglia è costretta a rinunciare a un centro estivo, a un’attività sportiva o a una gita, infatti, il bambino non perde soltanto un’occasione di svago. Si riducono le opportunità di apprendimento e scoperta, che contribuiscono al suo capitale educativo; vengono meno occasioni di socialità, collaborazione e confronto con ambienti differenti, fondamentali per il capitale relazionale; si restringe, infine, il perimetro delle esperienze attraverso cui immaginare possibilità nuove per il proprio futuro, che alimentano quello che può essere definito capitale aspirazionale.

Durante i mesi estivi, inoltre, con la chiusura delle scuole, per molti bambini viene meno una presenza quotidiana. Le attività estive possono contribuire a colmare almeno in parte questo vuoto, garantendo continuità educativa e offrendo al tempo stesso un sostegno concreto alle famiglie che, per varie ragioni, non riescono ad assicurare una presenza costante.
La povertà non riguarda quindi soltanto ciò che un bambino non può avere nel presente. Rischia di condizionare anche le competenze, le relazioni e le aspettative che potrà costruire nel tempo.

Le esperienze come investimento nel futuro

Garantire a un bambino l’accesso a esperienze educative, culturali e relazionali significa quindi investire nella sua capacità di sviluppare autonomia, curiosità, fiducia e consapevolezza delle proprie possibilità.

I risultati di questo investimento non sono sempre visibili nel breve periodo. Gli interventi contro la povertà educativa possono quindi essere considerati importanti risorse destinate a generare opportunità i cui effetti maturano nel tempo, accompagnando la persona nelle diverse fasi della crescita.

È questa la strada intrapresa da Fondazione l’Albero della Vita, che durante il periodo estivo organizza attività gratuite per bambini e ragazzi nelle periferie in cui è già presente attraverso progetti continuativi. L’obiettivo è contrastare gli effetti della povertà minorile ed educativa, offrendo ai più piccoli occasioni per giocare, divertirsi, stringere nuove amicizie e scoprire realtà diverse dal proprio contesto quotidiano: esperienze che dovrebbero poter caratterizzare l’estate di ogni bambino.

Bambini sorridenti con magliette decorate, sotto antiche colonne greche.

Nel corso dell’ultimo anno, il sostegno della Fondazione ha raggiunto oltre 8.300 persone, tra cui più di 4.100 minori, anche grazie alla collaborazione con aziende, privati e istituzioni. Queste partnership strategiche consentono di trasformare iniziative circoscritte in percorsi più continuativi, capaci di accompagnare i bambini nel tempo e ampliare le loro opportunità.

Le attività estive di Fondazione l’Albero della Vita

Da Milano a Palermo, passando per Napoli, Perugia, Genova e Catanzaro, Fondazione l’Albero della Vita è presente in diverse periferie italiane, dove durante l’estate promuove attività dedicate al gioco, alla socialità e alla scoperta.

Bambina con braccioli arancioni a forma di cuore raccoglie sassolini sulla spiaggia.

Per i bambini dello ZEN 2 di Palermo è stata organizzata una gita alle saline di Marsala: per molti, la prima esperienza fuori dal proprio quartiere. A Catanzaro, invece, i più piccoli hanno avuto la possibilità di visitare una serra in campagna e di “sporcarsi le mani”, letteralmente, piantando erbe aromatiche.

Laboratori creativi, giochi di gruppo, gite, giornate al mare o in piscina, attività che per molti bambini fanno parte della normale esperienza estiva, ma che per quelli coinvolti nei progetti della Fondazione rappresentano occasioni preziose di conoscenza e scoperta degli altri, del territorio e anche di sé stessi. Come ha sottolineato Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita, “la povertà educativa, in tutte le sue forme, toglie il futuro ai bambini. Per contrastarla serve un’alleanza immediata tra settore pubblico e privato sociale, capace di potenziare i servizi sul territorio, rafforzare le competenze dei genitori e liberare i talenti dei giovani. Regalare a questi bambini l’opportunità di uscire dal proprio isolamento, vivere esperienze mai provate e sentirsi uguali ai propri coetanei significa cambiare le loro prospettive.”

Esperienze di questo tipo mostrano come il valore di un intervento non dipenda soltanto dal numero delle attività realizzate, ma dalla possibilità di inserirle in un percorso continuativo. È in questa prospettiva che anche il contributo di imprese, fondazioni e donatori privati può assumere un ruolo strategico, sostenendo progetti misurabili e capaci di produrre effetti nel tempo. E contribuendo a garantire ai più piccoli l’estate che meritano.

Scopri i progetti di Fondazione l’Albero della Vita e le modalità per sostenerli

Per ricevere maggiori informazioni sui progetti della Fondazione e sulle modalità di sostegno scrivi ad Alberto Abbà – Responsabile Grandi Donazioni e Lasciti

[email protected]

Tutte le foto sono courtesy Fondazione L’Albero della Vita ETS

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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