Il primo trimestre del 2026 si è sviluppato all’interno di uno scenario di mercato particolarmente articolato. Dopo una fase iniziale di crescita dei listini azionari, i mercati hanno successivamente registrato un movimento correttivo legato alle tensioni geopolitiche e, in particolare, all’apertura del conflitto in Iran. Parallelamente, in Europa i tassi di interesse sono rimasti sostanzialmente stabili, pur in un contesto caratterizzato da persistenti pressioni inflattive e da un quadro macroeconomico ancora soggetto a numerosi fattori di incertezza.
Nonostante questo contesto, il mercato dei certificati ha continuato a mostrare una notevole capacità di crescita. La volatilità, pur in aumento, è rimasta su livelli relativamente controllati e gli investitori hanno confermato il proprio interesse verso strumenti in grado di combinare rendimento e protezione.
Il risultato è stato un nuovo massimo storico per il mercato primario dei certificati, sia in termini di raccolta sia per numero di emissioni collocate.

Nuovo record per il mercato primario
Secondo le rilevazioni ACEPI, Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento, nei primi tre mesi del 2026 i volumi collocati hanno raggiunto quota 9.548 milioni di euro. Un dato che segna una crescita del 36% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente e che supera il precedente record trimestrale di 9.403 milioni registrato nel secondo trimestre del 2025.
Il trimestre è stato inoltre caratterizzato dall’ingresso di Crédit Agricole CIB all’interno di ACEPI. Anche depurando il dato dal contributo del nuovo associato, il mercato mostra comunque un’espansione significativa, confermando il primo trimestre del 2026 come uno dei migliori periodi di sempre per il comparto dei certificati.
A crescere non sono stati soltanto i volumi, ma anche il numero di prodotti collocati sul mercato primario. Nel trimestre sono infatti state registrate 654 nuove emissioni, in aumento del 5% rispetto al precedente record di 624 prodotti raggiunto nel secondo trimestre dello scorso anno e superiori del 20% rispetto alla media registrata nel corso del 2025.

Asset allocation e propensione al rischio
Dal punto di vista dell’asset allocation, il trimestre evidenzia dinamiche interessanti anche in termini di propensione al rischio. Nonostante l’aumento delle tensioni internazionali e della volatilità, i mercati non hanno mostrato un vero movimento di fuga dagli asset rischiosi. Al contrario, molti investitori hanno continuato a ricercare strutture capaci di offrire rendimenti cedolari interessanti, accettando livelli di protezione del capitale leggermente inferiori rispetto al recente passato.
I prodotti a capitale protetto mantengono comunque il peso principale all’interno del mercato, rappresentando circa il 60% del totale collocato nel trimestre. Tuttavia, rispetto alla media del 2025, questa componente registra una lieve flessione superiore al 4%, lasciando spazio alla crescita dei certificati a capitale condizionatamente protetto e delle Credit Linked Notes. In particolare, i prodotti a capitale condizionatamente protetto raggiungono il 35% del collocato, in aumento rispetto al 33% registrato nel quarto trimestre del 2025. Una dinamica che riflette un atteggiamento degli investitori ancora orientato alla ricerca di rendimento e alla partecipazione ai trend di mercato, pur mantenendo forme di protezione parziale del capitale investito.
La ricerca di flussi cedolari
All’interno delle diverse categorie, la ricerca di flussi cedolari continua a rappresentare uno dei principali driver di domanda.
Nei certificati a capitale protetto, i Digital raccolgono il 56% del collocato, pur registrando una flessione rispetto alla media dello scorso anno, mentre gli Equity Protection rappresentano il 37%. Tra i prodotti a capitale condizionatamente protetto, gli Express con autocallability si confermano la categoria più rappresentata, con il 48% del collocato, sostanzialmente in linea con la media del 2025. Crescono però in modo significativo i Cash Collect privi di autocallability, che salgono al 44%, beneficiando di un progressivo spostamento delle preferenze degli investitori verso strutture meno esposte al rischio di rimborso anticipato automatico. Gli Express, infatti, mostrano una contrazione di circa 12 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2025, interrompendo il trend di crescita che aveva caratterizzato gran parte dello scorso anno. Al contrario, si rafforza l’interesse verso strutture come Cash Collect e Bonus, considerate più adatte all’attuale contesto di mercato caratterizzato da volatilità elevata, tassi più alti e spread creditizi in ampliamento.
Questa evoluzione conferma come gli investitori stiano privilegiando prodotti capaci di offrire flussi cedolari regolari lungo tutta la durata dell’investimento, con orizzonti temporali mediamente più lunghi e una minore probabilità di rimborso anticipato. Una scelta che riflette l’esigenza di costruire portafogli più efficienti in termini di equilibrio tra rendimento potenziale e controllo del rischio.
Anche il rapporto tra prodotti a capitale protetto e prodotti a capitale condizionatamente protetto continua a rappresentare un indicatore utile per interpretare il sentiment degli investitori. Dal 2022 in avanti il mercato ha mantenuto una prevalenza di prodotti CP, ma nel primo trimestre del 2026 il peso relativo dei prodotti CPP continua a crescere, confermando una maggiore disponibilità degli investitori ad assumere rischio in cambio di rendimenti potenzialmente più elevati.
La crescita delle Credit Linked Notes
Da evidenziare, infine, anche la crescita delle Credit Linked Notes, passate dal 2% del collocato nell’ultimo trimestre del 2025 al 5% nel primo trimestre del 2026. Un incremento che segnala il crescente interesse verso strumenti decorrelati rispetto all’andamento dei mercati finanziari tradizionali e capaci di ampliare le opportunità di diversificazione all’interno dei portafogli.
Nel complesso, il trimestre conferma come il mercato dei certificati continui a evolversi verso soluzioni sempre più orientate alla generazione di reddito e alla gestione efficiente del rischio.
La domanda rimane concentrata su strutture in grado di combinare flussi cedolari, protezione del capitale e partecipazione ai mercati, caratteristiche che continuano a rendere i certificati strumenti centrali nelle strategie di consulenza evoluta.
(Articolo tratto dal magazine n. 91 di giugno 2026 di We Wealth. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.)

