Azionario 2026: due forze opposte dominano il mercato

Azionario 2026: due forze opposte dominano il mercato

Da una parte la spinta dell’AI, dall’altra le minacce geopolitiche: sono queste le due forze che stanno prevalendo nel mercato azionario del 2026. Gli esperti di Janus Henderson Investors analizzano i due volti del comparto azionario e spiegano come queste forze opposte possano creare opportunità per chi è in grado di coglierle

Lucas Klein, Head of EMEA and Asia Pacific Equities, e Marc Pinto, Head of Americas Equities presso Janus Henderson Investors, illustrano l’outlook della società relativo al mercato azionario. Un mercato che, da una parte, continua a crescere a un ritmo sostenuto, trainato dall’AI, e, dall’altra, resta esposto alle tensioni geopolitiche e alle pressioni inflazionistiche.

Sembra che, al momento, il mercato stia assecondando soprattutto la prima delle due forze, risultando meno preoccupato di fronte allo shock energetico. Alla luce di ciò, gli esperti invitano alla cautela, sottolineando però come l’incertezza attuale apra spazio a opportunità per gli investitori.

Da un lato: crescita dell’AI sempre più consolidata…

I timori emersi alla fine del 2025 circa la possibilità che l’ingente spesa destinata all’AI potesse non produrre i risultati sperati sembrano in parte attenuati: la domanda in ogni fase della catena del valore dell’AI supera l’offerta. Saper individuare in anticipo i colli di bottiglia potrebbe quindi rivelarsi strategico per un investitore: oggi il principale vincolo è rappresentato dal fabbisogno di CPU e chip di memoria, risultato superiore alle attese, mentre in futuro potrebbero emergerne altri lungo la filiera.

Secondo gli esperti, la disruption che di recente ha colpito il settore software interesserà altri campi, man mano che i casi d’uso dell’AI verranno applicati ad altri settori. Quando il mercato individua il rischio che una tecnologia possa mettere in discussione la solidità di un settore o di una società, tende però a reagire molto rapidamente, spesso vendendo prima ancora di valutarne pienamente le conseguenze. Questa dinamica, caratterizzata da rialzi graduali e brusche correzioni, può generare opportunità nei titoli eccessivamente penalizzati, soprattutto quando le attività sottostanti si dimostrano capaci di resistere alla disruption dell’AI o persino di trarne vantaggio.

In questa prima fase di cambiamento tecnologico, i principali beneficiari sono soprattutto gli abilitatori dell’AI, come le aziende che forniscono infrastrutture, semiconduttori e capacità di calcolo, oltre alle società che sviluppano i modelli. Gli investitori attendono ora segnali concreti che i benefici dell’AI possano estendersi anche alle imprese che la utilizzeranno per migliorare prodotti, processi e produttività. Per il momento, tuttavia, gli eventuali miglioramenti dei margini degli utilizzatori finali restano ancora limitati rispetto alla forte crescita dei ricavi registrata dagli hyperscaler.

…dall’altro: l’ombra a lungo termine dell’aumento dei prezzi dell’energia

Secondo gli esperti, i prezzi dell’energia potrebbero rimanere elevati per buona parte del 2026. Gli effetti si ripercuoterebbero sui consumi e sui margini delle aziende nei Paesi fortemente dipendenti dalle importazioni di energia, come l’Europa e buona parte dell’Asia.

Questo contesto ha modificato le aspettative sui tassi: dai potenziali tagli di fine ciclo il mercato è passato a prezzare aumenti da parte della Banca centrale europea e la Bank of England. Gli Stati Uniti, dal canto loro, potrebbero non essere costretti ad aumentare i tassi con la stessa rapidità, ma è improbabile che possano beneficiare dei tagli precedentemente previsti.

Europa e Cina tra riforme, innovazione e nuove opportunità

In Europa, l’aumento dei tassi e il rallentamento delle riforme bancarie e normative continuano a frenare la competitività, mentre procede con maggiore decisione il rafforzamento della difesa, sostenuto soprattutto dalla Germania e destinato a rimanere un tema strutturale anche oltre il conflitto in Ucraina. Nel frattempo, lo sconto delle azioni europee rispetto a quelle statunitensi si è ridotto, indebolendo la tesi basata esclusivamente sulle valutazioni. Resta però interessante l’esposizione globale delle multinazionali europee, i cui utili dipendono in larga parte dalle esportazioni e dalle attività internazionali.

Anche la Cina mostra alcuni segnali di miglioramento, grazie a un atteggiamento più favorevole verso il settore privato e l’innovazione, in particolare nell’AI, nelle biotecnologie, nei veicoli elettrici e nelle batterie. Persistono tuttavia le difficoltà legate all’eccesso di offerta immobiliare e ai dazi statunitensi, che Pechino sta cercando di compensare rafforzando le esportazioni verso altri mercati emergenti.

Venti favorevoli e contrari: farsi trovare preparati

In questa fase, caratterizzata dalla trasformazione tecnologica e dalle pressioni sui prezzi energetici, emergeranno inevitabilmente vincitori e vinti.

Da una parte si trova la crescita strutturale legata all’AI, dall’altra i venti contrari rappresentati dalle pressioni inflazionistiche e da una politica monetaria potenzialmente più restrittiva. Il mercato deve fare i conti con queste due forze opposte, la cui evoluzione resta incerta e potrebbe condurre a sviluppi inaspettati e a nuove fasi di volatilità.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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