Dalle indiscrezioni all’offerta ufficiale. Intesa Sanpaolo rompe gli indugi e lancia un’Offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (Opas) sulla totalità delle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena, aprendo un nuovo capitolo del risiko bancario italiano.
Contestualmente, il gruppo guidato da Carlo Messina ha siglato un accordo vincolante con Unipol per la cessione di una parte significativa delle attività della banca senese, in una struttura pensata anche per affrontare le possibili criticità Antitrust.
L’operazione arriva dopo un fine settimana caratterizzato da riunioni dei consigli di amministrazione e indiscrezioni sempre più insistenti su una possibile mossa di Intesa. Ora, però, il progetto è ufficiale.
Quanto offre Intesa per Mps
L’operazione prevede un corrispettivo di 16 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione ogni 10 azioni Mps conferite, oltre a 1 euro in contanti per ciascuna azione della banca senese. Quindi, ogni 10 azioni dell’emittente portate in adesione all’Offerta saranno corrisposte, alla data di pagamento, 16 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione e un importo in denaro di 10 euro.
Sulla base dei prezzi di mercato considerati dal gruppo, l’offerta valorizza la banca senese 10,091 euro per azione e incorpora un premio del 12,5% rispetto alla chiusura del 5 giugno e un premio del 17,4% rispetto al prezzo medio ponderato dei tre mesi precedenti al 5 giugno 2026 (pari a Euro 8,356) e del 18,7% rispetto agli ultimi 6 mesi.
In caso di adesione totale all’offerta, il controvalore complessivo massimo dell’operazione raggiungerebbe circa 30,6 miliardi di euro. La cifra comprende una componente in azioni Intesa Sanpaolo pari a circa 27,6 miliardi e una componente in denaro di circa 3 miliardi di euro. Si tratta di una delle più rilevanti operazioni del risiko bancario italiano degli ultimi anni.
L’obiettivo dichiarato è raggiungere almeno il 66,67% del capitale sociale di Mps, soglia considerata necessaria per garantire il successo dell’operazione.
Secondo Intesa, l’acquisizione consentirà di accelerare ulteriormente la crescita nelle attività di wealth management, protezione, advisory e corporate & investment banking, rafforzando la propria posizione in Europa.
Il ruolo chiave di Unipol
Contestualmente al lancio dell’Opas, Intesa ha sottoscritto un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni che prevede la cessione di una nuova entità bancaria comprendente il marchio Mps, circa 635 filiali e gran parte delle strutture centrali necessarie per operare come banca autonoma. Il corrispettivo previsto è compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro.
Si tratta di un passaggio cruciale perché consente a Intesa di ridurre i possibili ostacoli concorrenziali legati all’integrazione di una banca delle dimensioni di Mps. Al tempo stesso, rafforza il ruolo di Unipol come uno degli attori più influenti nel consolidamento del sistema finanziario italiano.
L’intesa raggiunta con Unipol conferma così il ruolo centrale del gruppo assicurativo nella partita. Non più soltanto azionista di riferimento di Bper, ma partner industriale dell’operazione attraverso l’acquisizione della rete bancaria che verrebbe separata dal perimetro destinato a Intesa.
Di fatto prende forma uno schema che nelle ultime ore era stato anticipato dalle indiscrezioni di stampa: da una parte Intesa punta agli asset strategici e a Mediobanca, dall’altra Unipol acquisisce una parte significativa della rete Mps, riducendo i rischi di natura Antitrust.
Il progetto di Unipol e Bper
L’operazione annunciata da Unipol va ben oltre l’acquisizione di una parte della rete Mps destinata a essere ceduta da Intesa. Il gruppo assicurativo ha infatti dichiarato l’intenzione di proporre a Bper una combinazione con la nuova banca che nascerà dal cosiddetto “Compendio Unipol”, costituito da circa 635 filiali, 2 milioni di clienti, 55 miliardi di raccolta diretta e 42 miliardi di impieghi.
Secondo il progetto illustrato dalla compagnia assicurativa, la combined entity dovrebbe assumere il nome Banca Monte dei Paschi, valorizzando uno dei marchi storici del sistema bancario italiano.
Unipol ritiene che l’operazione possa dare vita a un nuovo campione nazionale del credito, destinato a posizionarsi ai vertici del settore per raccolta, prestiti alla clientela e numero di sportelli, con una presenza particolarmente forte in Lombardia, Toscana e Veneto.
La compagnia ha inoltre precisato che la struttura della combinazione dovrà consentirle di conseguire il controllo di fatto di Bper, pur escludendo il lancio di un’offerta pubblica di acquisto o scambio (Opas) sulla banca emiliana.
Mediobanca resta a Intesa
Se una parte significativa della rete bancaria verrà ceduta, Mediobanca resterà invece nel gruppo Intesa. È uno dei punti centrali dell’operazione e conferma che l’interesse strategico del gruppo guidato da Carlo Messina va oltre la tradizionale attività commerciale di Mps.
L’accordo prevede, infatti, che Intesa Sanpaolo mantenga Mediobanca e il suo marchio, circa 625 filiali di Mps e una componente limitata di strutture centrali (con relative attività e passività) di Rocca Salimbeni. Secondo le stime contenute nel comunicato, il perimetro destinato a rimanere nel gruppo Intesa rappresenterebbe circa l’80% dell’utile netto 2025 di Mps + Mediobanca, evidenziando come gli asset destinati a essere mantenuti siano quelli a maggiore redditività.
Un passaggio che conferma come il vero obiettivo strategico dell’operazione sia rappresentato dagli asset più redditizi e a maggiore valore aggiunto, in particolare nelle attività di wealth management, wealth management, credito al consumo e corporate & investment banking, considerate da Intesa Sanpaolo pienamente coerenti con il proprio modello di business e con il Piano d’Impresa 2026-2029.
Il nodo Generali: “Solo un investimento azionario”
Quanto a Generali, Intesa Sanpaolo ha voluto sgombrare il campo dalle interpretazioni che nelle ultime ore avevano indicato nel Leone di Trieste uno dei principali obiettivi dell’operazione. Nel comunicato, il gruppo precisa infatti che la partecipazione detenuta attraverso Mediobanca rappresenta “soltanto un investimento azionario”.
Il cda di Intesa ha inoltre approvato l’acquisto del 3,01% di Assicurazioni Generali e di un derivato di copertura sulla partecipazione. Il gruppo ha precisato che si tratta di un’operazione temporanea e meramente finanziaria, senza finalità strategiche legate alla governance del Leone di Trieste.
La precisazione su Generali arriva dopo indiscrezioni secondo cui l’interesse di Intesa per Mps sarebbe stato legato soprattutto alla quota di circa il 13% detenuta da Mediobanca in Generali.
Resta il fatto che la partecipazione nel Leone di Trieste continua a rappresentare uno degli asset più rilevanti presenti nel perimetro di Mediobanca e uno degli elementi che il mercato guarda con maggiore attenzione nell’ambito del nuovo risiko finanziario italiano.
Gli obiettivi di Intesa
Intesa stima sinergie annue a regime per circa 2,9 miliardi di euro entro il 2029 e prevede una distribuzione complessiva agli azionisti di circa 61 miliardi nel periodo 2025-2029, rispetto ai 50 miliardi previsti dal piano industriale. Le sinergie rappresentano una delle principali leve economiche dell’operazione e costituiscono uno dei fattori su cui il gruppo punta per aumentare la redditività e la creazione di valore per gli azionisti.
Perfezionamento e autorizzazioni necessarie
Il perfezionamento dell’operazione è atteso entro dicembre 2026 ed è subordinato alle autorizzazioni delle autorità competenti. L’Opas è infatti subordinata a una lunga serie di autorizzazioni, tra cui quelle della Bce, della Banca d’Italia, dell’Ivass, dell’Antitrust e del Governo nell’ambito della disciplina sul Golden Power.
Se tutte le condizioni verranno soddisfatte, l’operazione ridisegnerà profondamente gli equilibri del settore bancario italiano, confermando come Monte dei Paschi di Siena sia diventata, nel giro di pochi mesi, uno degli snodi più importanti del risiko finanziario nazionale.
Gli advisor dell’operazione
Nell’operazione, Intesa Sanpaolo è stata assistita da PedersoliGattai come consulente legale, da J.P. Morgan Securities come sole lead financial advisor e da Provasoli Advisory Partners come financial and valuation expert.
Unipol è stata assistita da Rothschild & Co in qualità di advisor finanziario, mentre Chiomenti ha agito come advisor legale.

