Banco Bpm vuole fondersi con Monte Paschi Mps. Ma Intesa, con Bper, non ci sta. E spunta il nome di Nagel

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Insegna sopra l'ingresso di un edificio che recita "Monte dei Paschi di Siena Banca dal 1472" con un logo a sinistra; l'insegna è rossa e bianca, incorniciata da un arco in pietra.

La notizia giunge a ora di pranzo nel primo weekend di giugno: il gruppo guidato da Giuseppe Castagna propone a quello guidato da Luigi Lovaglio “un’aggragazione concordata tra i due istituti”. Ma dalle parti di Ca’ de Sass, con l’istituto guidato da Gianni Franco Papa, non ci stanno. E spunta il nome dell’ex numero uno di Mediobanca

Indice

Domenica 7 giugno 2026 il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha deliberato all’unanimità di inviare a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (“MPS”) una comunicazione nella quale “Banco BPM ha rappresentato il proprio interesse ad avviare un dialogo volto a discutere e concordare una potenziale operazione di aggregazione concordata tra i due istituti”.

L’operazione, fa sapere Piazza Meda, è finalizzata alla creazione di “un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia”. La banca nata dalla fusione di Banco Bpm e Monte dei Paschi di Siena diventerebbe il secondo operatore nazionale per dimensioni.

BPM – Monte Paschi, una fusione fra pari

L’aggregazione verrebbe attuata nelle modalità tipiche dei cosiddetti merger of equals, ossia fusione fra pari. È la soluzione più coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune, preservando il DNA dei due istituti e valorizzando le rispettive culture, la banca più antica d’Italia e quella legata all’imprenditoria lombarda, ma con ambizioni nazionali.

Il nuovo gruppo avrebbe un assetto di governance improntato a criteri di equilibrio e rappresentatività, nonché alla salvaguardia dei rispettivi brand, delle sedi storiche e del radicamento territoriale. La combinazione, secondo la proposta del gruppo guidato da Giuseppe Castagna, consentirebbe di valorizzare le complementarità industriali e territoriali delle due banche, facendo leva su fabbriche prodotto integrate e su un modello di business vicino al territorio.

Quale il potenziale sinergico dell’operazione?

L’operazione presenta un significativo potenziale sinergico, che Banco Bpm stima in oltre 1,1 miliardi di euro al lordo delle imposte, di cui oltre 650 milioni di sinergie di costo e oltre 450 milioni di sinergie di ricavo, con un limitato rischio di esecuzione. Il gruppo risultante inoltre beneficerebbe di una scala adeguata a sostenere gli investimenti tecnologici e rafforzare il proprio posizionamento competitivo. Le sinergie dei ricavi proverrebbero da proverrebbero da circa 250 milioni di euro da maggiori ricavi sulle reti e circa 200 milioni di euro dall’ottimizzazione delle fabbriche prodotto.

La capitalizzazione di Borsa

La eventuale fusione fra Mps e Bpm porterebbe a una capitalizzazione di Borsa del gruppo superiore a 50 miliardi di euro, con rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali.

Si mira sempre al gioiello Generali

Ad ogni modo, l’operazione consentirebbe di ampliare il perimetro delle opzioni strategiche anche con riferimento alla partecipazione attualmente detenuta da Banca Monte dei Paschi di Siena in Assicurazioni Generali. Ed è proprio sulla partita Generali che si innesta, qualche ora dopo, la controfferta di Intesa Sanpaolo con Bper Banca, come si vedrà.

Il guadagno degli azionisti da un’eventuale fusione Banco Bpm – Monte Paschi

Sotto il profilo finanziario, l’operazione presenterebbe un’elevata attrattività per tutti gli azionisti, con CET1 pro-forma pari a circa il 15% (senza considerare ulteriori potenziali benefici derivanti dal c.d. Danish Compromise), creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi di auro e crescita degli utili per azione superiore al 10%. Cos’è il Danish compromise? Si tratta di una norma introdotta dall’Unione Europea nel 2012, durante la presidenza di turno danese, pensata per consentire alle banche di ridurre l’assorbimento di capitale regolamentare in caso di acquisizione o detenzione di partecipazioni in compagnie assicurative.

La creazione di valore sarebbe pari ad almeno 5,5 miliardi di euro, valorizzando le sinergie potenziali al netto dei costi di integrazione, che si stimano essere circa 1,1 miliardi al lordo delle imposte. La potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi di euro, “con una crescita degli utili per azione a doppia cifra”. Ne gioverebbe significativamente anche la capacità distributiva, superiore a quella oggi prevista nei due piani da soli. Anche la generazione organica di capitale sarebbe forte, spiega Piazza Meda.

Chiosa la nota della banca milanese: “Banco BPM auspica di poter avviare in tempi rapidi un confronto con MPS e il suo management, al fine di esplorare l’opportunità e, in presenza di un reciproco interesse, definire i principali elementi di una possibile aggregazione attraverso un percorso strutturato e collaborativo.

La contromossa di Intesa Sanpaolo con Bper su Mps – Con il ritorno di Alberto Nagel

Lo scoop del Financial Times arriva una manciata di ore dopo l’annuncio di Bpm. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha riunito il cda per studiare una controproposta (probabilmente una Ops) da avanzare a Rocca Salimbeni di concerto con l’istituto guidato da Gianni Franco Papa. Stando a quanto trapelato, al gruppo di cui Unipol è azionista di riferimento andrebbero gli sportelli di Monte Paschi. C’è poi in gioco il 13% di Generali, in pancia a Mediobanca, il vero obiettivo di tutte le operazioni. Fonti di stampa lasciano trapelare che la comunicazione ufficiale della clamorosa offerta dovrebbe arrivare in data 8 giugno, prima dell’apertura di Piazza Affari. Sempre da fonti di stampa, trapela che Alberto Nagel, ex numero uno di Mediobanca, è advisor dell’operazione sul fronte Unipol.

Domande frequenti su Banco Bpm vuole fondersi con Monte Paschi Mps. Ma Intesa, con Bper, non ci sta. E spunta il nome di Nagel

Qual è l'obiettivo principale dell'operazione di aggregazione proposta da Banco BPM con Monte Paschi?

L'operazione, deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Banco BPM domenica 7 giugno 2026, è finalizzata alla creazione di 'un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia'. Questo mira a consolidare la posizione dei due istituti nel panorama nazionale.

Quando è stato formalizzato l'interesse di Banco BPM per una potenziale fusione con Monte Paschi?

L'interesse è stato formalizzato domenica 7 giugno 2026, quando il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM ha deliberato all’unanimità di inviare una comunicazione a Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Tale comunicazione esprimeva l'interesse ad avviare un dialogo per un'aggregazione concordata.

Qual è la posizione di Intesa Sanpaolo riguardo alla potenziale fusione tra Banco BPM e Monte Paschi?

Intesa Sanpaolo non è favorevole a questa potenziale fusione e sta preparando una contromossa con Bper su Mps. L'articolo menziona anche il ritorno del nome di Alberto Nagel in relazione a queste dinamiche.

Quali aspetti finanziari chiave vengono evidenziati nell'articolo in relazione all'operazione Banco BPM-Monte Paschi?

L'articolo sottolinea l'importanza di valutare il 'potenziale sinergico dell’operazione', la 'capitalizzazione di Borsa' dei due istituti e il 'guadagno degli azionisti' derivante da un'eventuale fusione. Questi elementi sono cruciali per l'analisi finanziaria dell'aggregazione.

Oltre alla fusione tra Banco BPM e Monte Paschi, quale altro asset strategico viene menzionato nel contesto delle manovre bancarie?

Nel contesto delle strategie bancarie e delle possibili aggregazioni, l'articolo fa riferimento all'interesse che si mira sempre al 'gioiello Generali'. Questo indica un potenziale allargamento degli orizzonti strategici oltre il settore bancario puro.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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