Private Credit: crescono i default, ma non siamo nel 2008

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Secondo un’analisi di Barclays i paragoni fra gli scricchiolii del private credit e la cirsi del 2008 non sono giustificati

Indice

I tassi si alzano, la guerra accumula incertezze e la volatilità domina i mercati. E a preoccupare gli investitori non è solo il quotato. Anche guardando dall’altro lato della “Street”, le cose non vanno tanto meglio. I default da parte degli emittenti privati stanno crescendo negli Stati Uniti e gli analisti finanziari temono che nel prossimo futuro la maggiore penetrazione dell’intelligenza artificiale non sia un fattore positivo per le aziende. E così in mezzo ad avvisaglie di tempesta, c’è chi evoca il rischio sistemico. Tra questi non c’è Barclays che al riguardo è chiara: non siamo nel 2008.

La (poca) importanza del private credit

Il primo elemento che portano gli analisti della banca americana a supporto di una visione più ottimista è la dimensione del mercato privato. Il private credit sia negli Stati Uniti sia in Europa, infatti, rappresenta meno del 5% del pil, numero non sufficientemente grande per poter parlare di rischio contagio. E soprattutto irrisorio se messo a confronto con quanto cubano mercato obbligazionario e mercato obbligazionario: rispettivamente più del 100%.

L’esposizione delle banche al private credit

Anche usando la lente d’ingrandimento per analizzare da più vicino la composizione del termine private credit, arrivano segnali rassicurante. Il timore principale degli analisti era l’esposizione degli istituti di credito, in particolare europei. Ma a ben vedere le banche del vecchio continente sono esposte al mercato dei prestiti privati solo per l’1% del loro portafoglio prestiti. Il dato aumenta al 2% considerando anche le istituzioni finanziarie non bancarie, categoria che ricomprende assicurazioni, stanze di compensazione. Tra gli istituti bancari più esposti c’è Deutsche Bank, che ha un portafoglio di private credit si 25,9 miliardi di euro (circa il 5% dei prestiti), mentre BNP Paribas stima un’esposizione intorno al 3%. Per banche come Santander, BBVA e CaixaBank, l’esposizione è inferiore allo 0,5%.

Domande frequenti su Private Credit: crescono i default, ma non siamo nel 2008

Qual è la principale preoccupazione degli investitori riguardo al private credit?

Gli investitori sono preoccupati per l'aumento dei default da parte degli emittenti privati negli Stati Uniti, in un contesto di tassi in aumento, incertezze geopolitiche e volatilità dei mercati.

Qual è l'impatto previsto dell'intelligenza artificiale sulle aziende nel contesto del private credit?

Gli analisti finanziari temono che la maggiore penetrazione dell'intelligenza artificiale possa rappresentare un fattore negativo per le aziende che operano nel settore del private credit.

Quali fattori macroeconomici influenzano negativamente il private credit?

L'aumento dei tassi di interesse, le incertezze legate alla guerra e la volatilità dei mercati contribuiscono a creare un contesto sfavorevole per il private credit.

L'articolo paragona la situazione attuale del private credit alla crisi del 2008?

No, l'articolo menziona che, nonostante la crescita dei default, la situazione attuale non è paragonabile alla crisi finanziaria del 2008.

Qual è l'area geografica principalmente interessata dall'aumento dei default nel private credit?

L'aumento dei default da parte degli emittenti privati si sta verificando principalmente negli Stati Uniti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Mario Lombardi

Laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica e appassionato di macroeconomia. Nella redazione di We Wealth scrive di mercati finanziari, sia pubblici che privati, con uno sguardo attento ai mercati globali e alle dinamiche economiche contemporanee.

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