Valentino Garavani lascia alla collettività un’immensa eredità professionale ed artistica e, accanto a questa, un patrimonio ampio e diversificato, figlio di quanto costruito in una vita di lavoro e d’impresa (nonché della vendita della maison, intercorsa nell’ormai lontano 1998, quando la società Hdp della famiglia Agnelli valutò il brand circa 300 milioni di dollari).
I destinatari dell’ingente liquidità, delle partecipazioni societarie, delle importanti opere d’arte e delle prestigiose proprietà immobiliari (tra le quali si annovera il Castello di Wideville, gioiello cinquecentesco vicino a Parigi) sono stati, con ogni probabilità, puntualmente individuati attraverso specifiche disposizioni testamentarie, ad oggi ancora ignote.
La fondazione come strumento di pianificazione successoria
Una parte fondamentale della sua pianificazione successoria è stata, tuttavia, già operata nel corso della vita, mediante l’istituzione – nell’anno 2016 – della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, che custodisce e valorizza l’eredità creativa dello stilista, promuovendo il dialogo tra moda e arte, sostenendo i talenti emergenti nel settore fashion e supportando altresì progetti di filantropia: le sue attività spaziano dal supporto a istituzioni culturali e museali alla promozione di iniziative educative e benefiche, dando attuazione perpetua alla legacy immateriale dello stilista e alla sua volontà di giveback alla società.
Cos’è una fondazione dal punto di vista giuridico
La fondazione – si ricorda sinteticamente – è un ente dotato di personalità giuridica che si caratterizza per la destinazione stabile di un patrimonio al perseguimento di finalità di pubblica utilità, individuate dal fondatore nell’atto istitutivo e cristallizzate nello statuto. Essa si basa su un patrimonio vincolato allo scopo, con una governance – puntualmente determinata dal fondatore – che ha il compito di amministrarlo nel rispetto della volontà del medesimo, entro i limiti imposti dalla legge (nel caso di specie, Valentino fu nominato presidente a vita del consiglio direttivo, composto da Giancarlo Giammetti – che, quale vice-presidente, oggi gli subentra nel ruolo di presidente – e da altre persone di fiducia dei fondatori).
Fondazioni e patrimoni familiari: limiti dell’ordinamento italiano
La fondazione è uno strumento frequentemente utilizzato nella pianificazione patrimoniale e successoria delle famiglie titolari di patrimoni rilevanti, in particolar modo qualora vogliano essere perseguite finalità solidaristiche, culturali o di utilità comune, così consentendo di perpetuare valori, visione e impatto sociale ed – insieme – il nome della famiglia nel lungo periodo.
Si ricorda a tal proposito come, in Italia, l’impiego dello strumento della fondazione per il perseguimento degli interessi particolari dei membri di una specifica famiglia sia vietato, a meno che l’ente persegua comunque uno scopo di “pubblica utilità”, rispetto al quale il vantaggio dei familiari risulti strumentale e connesso.
Il confronto con gli ordinamenti esteri
In altri ordinamenti (quali il Liechtenstein o l’Austria) la fondazione può essere invece utilizzata anche quale strumento di pianificazione patrimoniale e successoria a favore dei familiari.
Il ruolo della società operativa accanto alla fondazione
Un ulteriore elemento di interesse della Fondazione Valentino-Giammetti è rappresentato dal fatto che, al suo fianco, agisce una società di capitali, la Fvg Services S.r.l. (che, a quanto si legge sul sito internet dell’ente, agisce appunto “on behalf of Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti”).
Tale soluzione permette lo svolgimento di attività strumentali, accessorie o di supporto rispetto alle finalità istituzionali della fondazione (tra le quali, nel caso di specie, l’assunzione di personale e consulenti, la gestione degli immobili utilizzati dalla fondazione medesima – in primis lo spazio Pm23 in Piazza Mignanelli a Roma – e l’organizzazione di mostre ed eventi), consentendo una gestione efficiente delle attività operative, anche di natura commerciale, mantenendo al contempo una netta separazione tra il patrimonio destinato allo scopo filantropico e la gestione societaria: mentre la fondazione svolge il ruolo di presidio valoriale di lungo periodo, nella prospettiva del raggiungimento delle finalità di utilità sociale, la società di capitali agisce con ampia flessibilità quale “braccio operativo” della stessa.

