Maxi-furto a Damasco: scomparse sei sculture romane

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Una moschea storica con due alti minareti e un grande tetto a cupola si staglia sullo sfondo di edifici cittadini e montagne lontane, sotto un cielo azzurro e limpido.

Sei statue di epoca romane, oltre ad altri reperti, sono state trafugate dal Museo Nazionale di Damasco

Indice

Dopo il Louvre a Parigi e l’Oakland Museum of California, anche il Museo Nazionale di Damasco si aggiunge al novero dei musei colpiti dai ladri: sei sculture di epoca romana e altri oggetti storici sono scomparsi dai depositi dell’istituzione. Si tratta del più grave episodio di sottrazione di antichità nel Paese dalla caduta di Bashar al-Assad dello scorso anno e rappresenta un duro colpo per la fragile ripresa culturale della Siria.

Il furto

Il colpo sarebbe stato messo a segno nella notte del 9 novembre ed è stato individuato solo la mattina del 10, quando il personale ha trovato una porta forzata. Una fonte anonima, vicina alla direzione del museo, ha dichiarato all’Agence France Presse (Afp) che oltre alle statue sono stati rubati anche alcuni calchi in oro, senza però fornire dettagli sulla loro datazione o provenienza. Secondo invece l’agenzia statale SANA, il capo della polizia di Damasco, generale Osama Atkeh, confermando la sparizione delle statue e degli oggetti ha fatto sapere che sono in corso interrogatori a personale e altre persone collegate all’istituto. Diversi dipendenti e guardie del museo sono stati infatti arrestati dopo il furto e sono stati sottoposti a interrogatorio prima di essere rilasciati.

Il museo nazionale di Damasco

Secondo il New York Times, i reperti trafugati figurerebbero tra i più antichi e preziosi dell’intera collezione, rendendo l’accaduto il più grave singolo furto di beni culturali in Siria dall’uscita di scena di Assad. Il Museo Nazionale aveva già adottato misure di sicurezza nel 2011, installando cancelli metallici e telecamere, e mettendo in salvo centinaia di reperti trasferiti da diverse regioni. Dopo la chiusura nel 2012 e una riapertura parziale nel 2018, l’istituzione aveva ripreso a pieno ritmo solo lo scorso gennaio. Ora, il nuovo furto rischia di riportarla in una fase di stallo. Il museo – fondato nel 1919 e il principale custode dei tesori archeologici siriani, dai reperti preistorici agli affreschi di Dura-Europos, ai tessuti di Palmira e alle statue ellenistiche – resterà infatti chiuso al pubblico, finchè  gli investigatori non avranno fatto chiarezza su quanto avvenuto.

Un paese trafugato

Il furto arriva in un momento cruciale per il paese: la guerra civile, durata 13 anni, si è conclusa solo lo scorso anno, e il Paese sta tentando di ricostruire una nuova identità culturale. “Spero che questi pezzi possano tornare, sarebbe un segnale positivo per la nuova Siria”, ha dichiarato un residente di Damasco, Hussein Abu al-Kheir, ad Artnet. La perdita si inserisce infatti sullo sfondo di anni di devastazione del patrimonio artistico siriano, tra cui Palmira, dove archi, statue e templi sono stati abbattuti o profanati da esplosioni ed estremisti tra il 2015 e il 2016.

Da Parigi a Damasco

Il furto di Damasco è solo l’ultimo di una lunga serie, che pone al centro dei riflettori il tema della sicurezza, anche nelle istituzioni culturali considerate tra le più protette al mondo. Lo scorso ottobre, il Louvre di Parigi è stato teatro di un audace tentativo di intrusione, durante il quale sono stati sottratti diversi piccoli manufatti da una collezione temporanea. Nello stesso mese, l’Oakland Museum of California ha subito un’incursione notturna in cui sono stati rubati oggetti d’arte e reperti storici della collezione permanente. Il museo californiano non è nuovo a episodi simili: negli ultimi anni, ha infatti rafforzato più volte la sicurezza in seguito a numerose intrusioni e tentativi di furto.

L’ondata di colpi ai danni del patrimonio culturale — da Parigi a Oakland fino a Damasco — alimenta il timore di una rete internazionale sempre più organizzata, capace di sfruttare instabilità politiche, fragilità istituzionali e lacune nella sicurezza dei musei.

Domande frequenti su Maxi-furto a Damasco: scomparse sei sculture romane

Quali beni sono stati rubati dal Museo Nazionale di Damasco?

Sono scomparse sei sculture di epoca romana e altri oggetti storici dai depositi del museo. Questo furto rappresenta un grave episodio di sottrazione di antichità nel Paese.

Qual è l'impatto di questo furto sulla Siria?

Il furto rappresenta un duro colpo per la fragile ripresa culturale della Siria. È considerato il più grave episodio di sottrazione di antichità nel Paese dalla caduta di Bashar al-Assad lo scorso anno.

Il Museo Nazionale di Damasco è stato l'unico museo colpito da furti?

No, il Museo Nazionale di Damasco si aggiunge al novero dei musei colpiti dai ladri, dopo il Louvre a Parigi e l’Oakland Museum of California. Questo indica una tendenza di furti in istituzioni culturali.

Quando è avvenuto questo furto?

L'articolo menziona che il furto è avvenuto dopo la caduta di Bashar al-Assad lo scorso anno, ma non fornisce una data esatta per l'episodio specifico a Damasco. Il colpo sarebbe stato messo a segno nel deposito del museo.

Qual è il valore stimato dei beni rubati?

L'articolo non fornisce informazioni sul valore finanziario o di investimento dei beni rubati. Si concentra sull'impatto culturale e sulla gravità dell'episodio per la Siria.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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