Nel 2004 la Finlandia ha emesso la prima moneta da 2€ destinata alla circolazione per commemorare l’allargamento dell’Unione Europea con l’adesione di dieci nuovi Stati membri. Da allora, gli Stati appartenenti all’area euro rilasciano regolarmente monete commemorative, incrementando l’interesse tra i collezionisti e rendendo questa tipologia una delle più ampiamente diffuse e accessibili.
La tradizione delle emissioni celebrative, tuttavia, non nasce con l’introduzione della valuta unica europea: molti Paesi, anche prima dell’euro, hanno dedicato specifiche monete a eventi o luoghi significativi della propria cultura. L’Italia repubblicana, dopo una fase iniziale caratterizzata da un’impostazione monetaria standardizzata, nel 1974 ha dedicato una delle sue monete più celebri, le 100 lire, al centenario della nascita di Guglielmo Marconi.
Alcuni esempi di monete celebrative in lire
Nel 1979 e nel 1981 furono emesse altre due monete commemorative da 100 lire, per la FAO e il centenario dell’ Accademia Navale di Livorno.

Dal 1989 il diametro fu ridotto da 30 a 18 mm. Nel 1993 la moneta venne ridisegnata e mantenne questo aspetto fino alla dismissione della lira, salvo la variante FAO del 1995.
Anche le 200 lire, introdotte nel 1977, hanno avuto le prime versioni commemorative nel 1980 e 1981 – rispettivamente FAO-Montessori e FAO-Villa Lubin.

La produzione ordinaria è proseguita fino al 1988, per poi riprendere nel 1989 con l’emissione dedicata all’Arsenale di Taranto, seguita da: 1990 Polizia di Stato; 1992 Filatelia tematica; 1993 70° anniversario dell’Aeronautica Militare; 1994 Arma dei Carabinieri; 1996 Accademia della Guardia di Finanza; 1997 Lega Navale Italiana; 1999 Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico.
Le 500 lire bimetalliche sono state inserite nel circuito delle commemorative nel 1993 con il centenario della Banca d’Italia, nel 1996 con Luca Pacioli e successivamente fino al 1999, includendo: 70° ISTAT, 50° Polizia Stradale, 20° IFAD e 20° elezioni del Parlamento Europeo.

Tutte le monete menzionate risultano ancora oggi piuttosto comuni e spesso reperibili nelle confezioni originali della zecca, distribuite alle banche in rotolini da 50 o 100 pezzi. Il loro valore di mercato, se in condizioni fior di conio, si attesta generalmente su pochi euro.

