Nel Vecchio continente, il valore del reddito fisso non è sparito, si è solo fatto più selettivo. A fare la differenza, infatti, non sono più le asset class, ma le scelte settoriali e grazie a spread compressi, volatilità alle stelle, afflussi record, il credito corporate europeo presenta le giuste caratteristiche per prendersi il centro della scena obbligazionaria. In questo contesto, quattro suoi comparti emergono per caratteristiche tecniche e fondamentali favorevoli. Ce ne parlano in dettaglio gli esperti di BNY Investments.
Opportunità di mercato
A fronte di un contesto complesso ma ricco di variabili attive, il credito corporate in euro continua a offrire valore. Nonostante gli spread rimangano compressi rispetto alle medie storiche, il comparto mantiene rendimenti interessanti e beneficia di afflussi solidi e persistenti.
“È una combinazione che favorisce l’adozione di strategie attive e selettive – spiegano gli esperti di BNY Investments – capaci di trarre vantaggio proprio dalla volatilità, considerata una vera e propria “materia prima” per la gestione”.
A fine giugno 2025, il mercato ha superato i 3.200 miliardi di euro di valore, con oltre 3.700 emittenti. Una profondità che consente una diversificazione settoriale sofisticata, nonché la possibilità di posizionamenti mirati sulle curve di credito.
“In questo scenario, spiegano gli esperti, la dinamica tecnica che sta comprimendo gli spread non sembra destinata a esaurirsi nel breve periodo. Al contrario, rappresenta un elemento strutturale con cui fare i conti — e da cui estrarre opportunità”.
1. Banche
In un contesto dove la selezione settoriale fa la differenza, il comparto bancario europeo si distingue per solidità e valore relativo. “Il segmento – sottolineano gli esperti dell’asset manager newyorchese – presenta caratteristiche anomale: gli spread delle obbligazioni bancarie non trattano “dentro” quelli dei titoli corporate non finanziari, come invece ci si aspetterebbe in una fase di normalità. È un’anomalia che, sommata a fondamentali solidi, apre una finestra di opportunità per il credito selettivo.
Proprio la combinazione tra pricing favorevole e forza strutturale delle banche giustifica un posizionamento sovrappesato nel portafoglio, spiegano gli esperti.
“Si tratta di un’area in cui la dinamica tecnica di mercato ha generato uno scarto interessante tra rischio percepito e rischio reale, offrendo spazio per una gestione attiva orientata al valore”.
2. Utility
Dalla solidità del sistema bancario ci si sposta verso un altro comparto difensivo, oggi centrale nella ridefinizione energetica europea: le utility. “Il settore – spiegano gli esperti di BNY Investments – è stato protagonista di una fase di profonda trasformazione successiva alla crisi energetica innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. Le utility hanno risposto incrementando emissioni obbligazionarie, spesso caratterizzate da premi di nuova emissione interessanti, con l’obiettivo di finanziare piani di investimento più ampi, legati alla transizione energetica e all’indipendenza strategica”.
Il comparto si distingue inoltre per un profilo difensivo, domestico e scarsamente ciclico, che lo rende un potenziale elemento di stabilità in un portafoglio esposto a shock geopolitici o commerciali.
“Anche l’emissione di green bond è stata parte integrante di questa evoluzione, rafforzando ulteriormente l’attrattività del settore sia in chiave tematica sia in ottica rischio/rendimento. In uno scenario globale segnato da incertezze e conflitti, le utility possono offrire una sorta di immunità di portafoglio”.
3. Real Estate
Dalla resilienza difensiva delle utility si passa a un settore che ha vissuto un ciclo più turbolento, ma che oggi torna a offrire opportunità mirate: l’immobiliare. Dopo la debolezza del 2022, causata dall’impennata dei tassi e dall’inflazione, il comparto ha registrato segnali di normalizzazione.
“Oggi il settore presenta uno spread extra rispetto al mercato – sottolineano da BNY Investments – elemento che, in un contesto di rendimenti compressi, rappresenta un’opportunità potenziale per l’investitore attento. Tuttavia, l’accesso a questo valore non è uniforme. La selezione è cruciale, sottolineano gli esperti, poiché permangono vulnerabilità tra alcuni emittenti, con rischio concreto di downgrade. È proprio questa asimmetria interna che rende il comparto interessante per una gestione attiva: i margini di premio esistono, ma vanno catturati con approccio selettivo, evitando esposizioni generalizzate”.
4. Automotive
L’analisi settoriale si chiude con un comparto storicamente ciclico e oggi esposto a rischi sistemici e commerciali: l’automotive. Il settore ha sofferto una fase di pressione marcata, quando il mercato ha iniziato a prezzare anticipatamente l’impatto di potenziali dazi.
“Tuttavia – osservano gli esperti di BNY Investments – da quel momento ha dimostrato una certa tenuta, mantenendo uno spread superiore rispetto ai livelli storici tipici per il comparto”.
In un contesto ancora incerto sotto il profilo geopolitico e normativo, il credito automotive continua a richiedere un alto grado di selettività.
“La tesi di investimento resta attiva, ma può essere perseguita solo tramite un’analisi di credito rigorosa. Il valore potenziale non è diffuso in modo uniforme: la differenziazione tra singoli emittenti è determinante per evitare rischi asimmetrici e intercettare margini di rendimento coerenti con il profilo di rischio”.

