Mps: utile netto a 10 milioni, nuovo piano industriale a giugno

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Il piano industriale di Mps, messo a punto dal neo ceo Luigi Lovaglio, sarà presentato il prossimo 23 giugno. Intanto, scocca l’ora dei conti sul primo trimestre

Mps registra un utile netto pari a 9,7 milioni di euro nel primo trimestre, che si confronta con i 119 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e con una perdita di -79 milioni incassata nel trimestre precedente

La raccolta diretta si è portata sugli 84,4 miliardi di euro e quella indiretta sui 99,8 miliardi per via sia della contrazione del risparmio gestito (-2,5 miliardi di euro) sia di quello amministrato (-2,1 miliardi)

Lovaglio: “In questi tre mesi che ho trascorso a Siena mi sono concentrato per comprendere meglio il funzionamento di questa organizzazione e ho raggiunto il convincimento che Mps possegga un enorme potenziale commerciale”

Mps chiude i primi tre mesi dell’anno con un utile netto pari a 9,7 milioni di euro, che si confronta con i 119 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e con una perdita di -79 milioni incassata nel trimestre precedente. Tre mesi, ricorda il neo amministratore delegato e direttore generale Luigi Lovaglio nella conference call di presentazione dei risultati, che hanno visto Piazza Salimbeni “mantenere sotto controllo l’aumento dei costi” e migliorare il mix di raccolta “grazie alla riduzione dei depositi vincolati”. Mentre l’attenzione inizia a proiettarsi sul nuovo piano industriale, pronto a essere presentato il prossimo 23 giugno.

“In questi tre mesi che ho trascorso a Siena mi sono concentrato per comprendere meglio il funzionamento di questa organizzazione e ho raggiunto il convincimento che Monte dei Paschi possegga un enorme potenziale commerciale”, esordisce Lovaglio. “L’utile risulta positivo per 10 milioni di euro a fronte di una perdita riportata nell’ultimo trimestre del 2021 di -79 milioni. Il risultato operativo lordo presenta la stessa dinamica. Quanto all’utile operativo lordo, abbiamo registrato una crescita del +23% trimestre su trimestre, anche grazie alla plusvalenza della vendita dei titoli. Siamo riusciti a mantenere sotto controllo l’aumento dei costi, impattati da alcuni adeguamenti rispetto allo scorso anno. E abbiamo riportato anche un miglioramento dello spread anno su anno, grazie alla riduzione del tasso di raccolta che ci ha permesso di controbilanciare la riduzione dei tassi d’interesse sui prestiti”.

Come precisato in una nota diffusa dall’istituto senese, il Gruppo ha registrato ricavi complessivi per 783 milioni di euro nel trimestre, in calo del 4,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una dinamica che trova ragione specialmente nella contrazione degli altri ricavi della gestione finanziaria, spiega Mps, che nel primo trimestre 2021 “avevano beneficiato di maggiori utili derivanti dalla cessione dei titoli”. Il margine d’interesse risulta positivo per 323 milioni di euro, registrando un incremento del 15,6% anno su anno. Le commissioni nette pari a 369 milioni di euro incassano un lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,8%) sia a causa dei minori proventi sulla gestione del risparmio (-3,5%) sia per le minori commissioni sul collocamento dei prodotti e per i minori proventi sulla protezione e il servizio titoli.

Gli oneri operativi hanno raggiunto nel periodo i 535 milioni di euro, registrando una contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-0,2%) e una crescita rispetto al periodo ottobre-dicembre (+4,3%). In calo dell’1,2% rispetto a gennaio-marzo 2021 anche le spese per il personale, che raggiungono i 356 milioni di euro. Le altre spese amministrative, invece, risultano in aumento sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+2,3%) sia rispetto al trimestre precedente (+13%) portandosi sui 136 milioni di euro. Conseguentemente, il risultato operativo lordo si attesta sui 248 milioni di euro, in calo rispetto ai 280 milioni al 31 marzo 2021 e in crescita rispetto ai 201 milioni dell’ultimo trimestre. Il risultato operativo netto risulta invece positivo per circa 136 milioni di euro a fronte dei 203 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e della flessione di -19 milioni del trimestre precedente. Passando alla raccolta, si parla di 184,3 miliardi di masse. La raccolta diretta si è portata sugli 84,4 miliardi di euro e quella indiretta sui 99,8 miliardi per via sia della contrazione del risparmio gestito (-2,5 miliardi di euro) sia di quello amministrato (-2,1 miliardi).

“Dobbiamo concentrarci su quelle aree che ci possano garantire un uso del capitale più efficiente e che facciano sì che la banca possa tornare a crescere in termini di ricavi”, continua Lovaglio. “Ma ritengo che dobbiamo agire soprattutto sull’efficienza perché siamo ovviamente al corrente del fatto che la struttura dei costi della banca richieda alcuni adeguamenti in base anche alla capacità che abbiamo di generare ricavi. E in ultimo, ma non meno importante, riteniamo che sia necessario andare a rivedere alcuni aspetti dell’organizzazione. Anche per snellire e semplificare la struttura organizzativa del gruppo”. Quanto infine al piano industriale, che come anticipato in apertura sarà presentato a giugno, l’aspirazione di Monte dei Paschi è che venga percepito correttamente dalla Bce. “Al momento ovviamente non posso dire che sarà sicuramente tutto messo a punto nel momento in cui lo presenteremo, ma ci aspettiamo che rifletta le indicazioni della banca centrale”, conclude Lovaglio. 

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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