Il decreto legislativo, in vigore dal 1° gennaio 2025, introduce una profonda revisione della disciplina dell’imposta sulle successioni e donazioni, in attuazione dei principi direttivi della riforma fiscale in materia di imposte indirette diverse dall’Iva. In particolare, viene implementato un sistema di autoliquidazione dell’imposta, in linea con quanto previsto dalla legge delega, che attribuiva al Governo il compito di introdurre un nuovo modello di determinazione del tributo, basato su una maggiore responsabilizzazione del contribuente.
Le nuove disposizioni si applicheranno alle successioni aperte e alle donazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2025.
Restano invece disciplinate dalla normativa previgente le dichiarazioni relative a successioni aperte anteriormente a tale data, anche se presentate successivamente.
Dichiarazione di successione online: come e quando presentarla
Il primo adempimento previsto resta la presentazione della dichiarazione di successione, da effettuarsi entro 12 mesi dall’apertura della successione.
Con la riforma, viene però introdotto l’obbligo, a pena di nullità, di utilizzare esclusivamente il modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, da trasmettere unicamente per via telematica, allineando così la norma alle prassi amministrative ormai consolidate. Contestualmente, è stata prevista anche una riduzione della documentazione da allegare alla dichiarazione.
Autoliquidazione imposta di successione: calcolo e versamento
Con la modifica dell’art. 27 del D. Lgs. 346/1990, il contribuente non è più tenuto ad attendere la liquidazione dell’imposta da parte dell’Amministrazione finanziaria, bensì è chiamato a procedere autonomamente al calcolo e al versamento del tributo, sulla base della dichiarazione di successione presentata. Rimane invariato l’obbligo di autoliquidazione delle imposte ipotecaria e catastale relative agli immobili ricompresi nell’attivo ereditario, già previsto dalla normativa previgente.
Il versamento dell’imposta dovrà avvenire entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione di successione, sia essa originaria o modificativa.
In base a quanto previsto dall’articolo 27, comma 2, i soggetti obbligati sono inoltre tenuti a procedere a una nuova autoliquidazione del tributo anche nel caso di presentazione di dichiarazione di successione sostitutiva o integrativa, ai sensi dell’articolo 28, comma 6. Tale obbligo si configura, rispettivamente, nei casi in cui la dichiarazione sia volta a denunciare eventi sopravvenuti che incidono sulla devoluzione dell’eredità o del legato (dichiarazione sostitutiva), ovvero comportino l’applicazione dell’imposta in misura superiore (dichiarazione integrativa). In ogni caso, resta fermo il termine di 12 mesi per la presentazione della dichiarazione sostitutiva o integrativa, decorrente dal momento in cui il contribuente dimostri di essere venuto a conoscenza dell’evento sopraggiunto.
Allo stesso modo, l’art. 33, comma 1 del D. Lgs. 346/90 stabilisce che il contribuente deve procedere all’autoliquidazione dell’imposta anche qualora la dichiarazione di successione venga presentata oltre i termini di legge, purché ciò avvenga prima della notifica dell’accertamento d’ufficio per omissione.
Versamento rateale imposta e soglia di esenzione: cosa sapere
Oltre al pagamento in un’unica soluzione, qualora l’imposta ammonti ad importi uguali o superiori a 1.000 euro, il contribuente può optare anche per il versamento rateale, previa apposita comunicazione da rendere in sede di dichiarazione di successione.
L’opzione per la dilazione prevede un versamento iniziale non inferiore al 20% dell’importo complessivo, da effettuarsi entro i 90 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione. Il restante importo può essere suddiviso in massimo 8 rate trimestrali, con scadenza nell’ultimo giorno di ciascun trimestre, o per importi superiori a 20.000 euro, in massimo 12 rate trimestrali.
È inoltre prevista una soglia di esenzione: gli importi inferiori a 10 euro, comprensivi di interessi e sanzioni, non devono essere versati, sia se autoliquidati che se liquidati d’ufficio.
Controlli dell’Agenzia delle Entrate sull’autoliquidazione: tempi e procedure
Ai sensi del rinnovato art. 27 comma 2-bis dell’articolo 346/90, è affidato all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate il compito di effettuare ex post, entro 2 anni dalla presentazione della dichiarazione di successione, i controlli di regolarità sull’autoliquidazione.
L’attività ispettiva, realizzata anche attraverso procedure automatizzate, è finalizzata alla verifica della correttezza della quantificazione della base imponibile da parte dei contribuenti, dell’esattezza dei versamenti e della congruenza tra dati esposti in dichiarazione e gli stessi importi autoliquidati.
In caso di esito negativo, qualora emerga una maggiore imposta dovuta, l’Amministrazione provvede a notificare l’avviso di liquidazione o, in alternativa, il rimborso spettante, ove applicabile.
L’avviso, da notificarsi tempestivamente ai soggetti obbligati, conterrà l’invito a effettuare il pagamento degli importi mancanti, comprensivi di interessi e sanzioni, secondo quanto previsto dall’art. 13 del D. Lgs. 471/97. Il termine per il versamento è di 60 giorni dalla data di notifica.
Resta inoltre fermo il potere dell’Amministrazione di procedere alla liquidazione dell’imposta in caso di omissione della dichiarazione, con possibilità di notifica dell’avviso di accertamento entro 5 anni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione. In caso di dichiarazione incompleta o infedele, la notifica dell’avviso può avvenire entro 2 anni dal versamento dell’imposta principale.
Riforma successioni e donazioni: cosa cambia in sintesi
La riforma introdotta dal D. Lgs. 139/2024 segna una svolta significativa nella disciplina dell’imposta sulle successioni e donazioni, tracciando un modello basato su maggiore trasparenza, efficienza e autonomia per i contribuenti. Il nuovo sistema, fondato su fiducia preventiva e controlli successivi, punta a bilanciare responsabilità individuale e tutela dell’interesse pubblico, offrendo al contempo strumenti correttivi in caso di errori o omissioni.
In tale contesto, l’inserimento delle nuove disposizioni all’interno del Testo Unico di cui al D. Lgs. 123/2025 consente di collocare la riforma in un quadro normativo più ampio e sistematico, unificando la disciplina sull’imposta di successione alle disposizioni in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti.
(Articolo scritto in collaborazione con la dott.ssa Asia Zaltron, collaboratrice di Studio Righini)

