Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi

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Wall Street attende le trimestrali delle Big Tech: focus su AI, cloud e debutto dell’iPhone 17. Il settore tecnologico guida utili e margini nell’S&P 500

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Le trimestrali americane entrano nella loro tornata più seguita: nel giro di un paio di giorni riporteranno i risultati del terzo trimestre cinque delle Magnifiche sette aziende tecnologiche che concentrano una gran parte della capitalizzazione di Wall Street. Si parte mercoledì 29 ottobre con Microsoft, Alphabet e Meta, mentre giovedì seguiranno Apple e Amazon. L’attesa è ingigantita dalla corsa di Wall Street, che ha aggiornato i record e alimentato preoccupazioni crescenti sul boom dell’AI in termini di reali ritorni sui massicci investimenti riportati negli ultimi anni.

In quale stato di forma si è presentato finora l’indice?

In generale i risultati riportati dalle aziende dell’S&P 500 ha mostrato nuovi segnali di forza. Il margine di profitto netto nel terzo trimestre finora risulta al 12,8% – in linea con quello precedente nonostante i timori di mercato legati a dazi e aumento dei costi, ha sottolineato John Butters, analista di FactSet. Si tratta del sesto trimestre consecutivo in cui lo S&P 500 registra un margine di profitto netto superiore alla propria media a 5 anni (12,1%).
I risultati finanziari riportati dal settore tecnologico finora sono stati particolarmente positivi. Dalla lettura della dashboard compilata da LSEG emerge con chiarezza che il settore tecnologico, sulla base di 18 trimestrali già pubblicate al 28 agosto, è il principale motore di crescita dell’S&P 500 nel terzo trimestre 2025, sia in termini di utili (+23,5%) sia di ricavi (+15,2%), con performance quasi doppie rispetto alla media dell’indice. Non solo: la tecnologia è anche tra i settori con le maggiori sorprese positive sugli utili (circa +9% rispetto alle attese), segno che sta battendo le previsioni degli analisti (anche se le maggiori sorprese positive sono arrivati da materiali e utility).

Nel dettaglio delle Big Tech, i cui conti saranno divulgati in questi giorni, saranno gli investimenti in AI a concentrare l’attenzione. Gli analisti cercheranno i primi segni di ritorni sugli investimenti, e saranno particolarmente ricettive nel giudicare eventuali amenti della spesa in conto capitale su nuovi data center. Caso a sé, invece, quello di Apple, che a inizio stagione ha presentato il suo nuovo iPhone 17 e si inizierà a valutare la sua performance di vendita.

Da Microsoft ad Amazon: fra AI, Cloud e iPhone 17

Tra le Big Tech in arrivo, sarà innanzitutto l’impatto dell’AI sulla spesa cloud a guidare la narrativa delle trimestrali di Microsoft, Google e Amazon, con il mercato a caccia di conferme che la domanda per AI-as-a-service sia ormai industriale e non più sperimentale. Come osserva Karl Keirstead di UBS, il sentiment dei clienti enterprise delle tre piattaforme è oggi più positivo rispetto ai trimestri precedenti. Microsoft appare in vantaggio, esplicitamente trainata dall’esplosione computazionale di OpenAI: UBS stima +39% per Azure, contro +32% per Google Cloud e +17% per AWS, molto più lontano dai ritmi pre-2023.

Per Amazon, che oggi a Wall Street sale dell’1%, la notizia del giorno è più industriale che finanziaria: il gruppo sarebbe pronto a tagliare fino a 30.000 posti, pari al 10% dello staff corporate, in quella che Cnbce definisce “la più grande ondata di licenziamenti nella storia dell’azienda”. Un’azione che mira a chiudere il ciclo di espansione eccessiva degli anni post-pandemia.

Google arriva alla trimestrale con forte slancio sia sul cloud che sulla pubblicità. Sundar Pichai ha parlato di un run rate annuo da 50 miliardi per Google Cloud e di una “domanda significativa” per i servizi AI. Bank of America rileva inoltre che lo shift verso risultati generativi nella ricerca sta già favorendo Google sul lato advertising, con maggior spesa a pagamento a compensazione del calo dell’organico. Prima vera ombra competitiva: il nuovo browser AI di OpenAI, ChatGPT Atlas, che potrebbe erodere marginalmente la quota di Chrome nei prossimi trimestri.

Microsoft si gioca la conferma della leadership tecnologica. Il mercato vuole verificare che la crescita di Azure non sia interamente dipendente da OpenAI, e che il cloud tradizionale stia accelerando. Il nuovo accordo con OpenAI — che ha rinegoziato gli equilibri del rapporto eliminando l’esclusiva — prevede comunque che la società di Sam Altman spenda 250 miliardi di dollari su Azure, garantendo una pipeline colossale nei prossimi trimestri. Focus primario: margini e sostenibilità del ritmo di investimento.

Meta, che pubblicherà i conti nello stesso giorno di Google, catalizzerà l’attenzione sulla guidance dei capex 2026. Storicamente è nel Q3 che annuncia il piano di spesa per l’anno successivo. Le attese sono estreme: il consenso vede 96,9 miliardi di dollari di investimenti nel 2026, +41% rispetto alle stime 2025. Secondo Jefferies, i capex già quest’anno potrebbero chiudere a 72 miliardi (+94% YoY). Zuckerberg ha ripetutamente dichiarato di voler investire centinaia di miliardi nell’AI, in data center e infrastrutture. Il mercato, per ora, non sembra spaventato: considera l’elevato capex un passaggio obbligato, e non un rischio immediato.

Apple, infine, rappresenta l’eccezione. L’AI non sarà al centro, bensì il debutto commerciale dell’iPhone 17, che — secondo Counterpoint Research — ha venduto il 14% in più della serie 16 nei primi 10 giorni tra Stati Uniti e Cina. Ma Jefferies segnala primi accorciamenti nei tempi di consegna, possibile sintomo di una fase iniziale di raffreddamento. Attenzione massima sul nuovo iPhone Air, successore del Plus: il mercato vorrà capire se sta espandendo il mix o cannibalizzandolo.

Domande frequenti su Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi?

Quando si investe in Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi?

I rischi associati a Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi?

Le prospettive future per Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi?

La valutazione della performance degli investimenti in Big Tech: le trimestrali nel vivo, cosa aspettarsi richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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