Nel panorama delle criptovalute, le stablecoin rappresentano da tempo un pilastro di stabilità e liquidità. Con Tether (Usdt) e Usd Coin (Usdc) a dominare il mercato – rispettivamente con circa 155 miliardi e 61 miliardi di dollari di capitalizzazione – l’interesse degli attori istituzionali verso questo segmento è in forte crescita. L’ultima mossa in questa direzione arriva da Jp Morgan, che ha annunciato il lancio di Jpmd, un token digitale che potrebbe ridefinire il concetto stesso di stablecoin2.
Jpmd: il deposit token di Jp Morgan
Jp Morgan ha chiarito che Jpmd non è tecnicamente una stablecoin, ma un deposit token: un asset digitale che rappresenta denaro depositato presso una banca commerciale, trasferibile su blockchain. Lanciato sulla rete Base (layer-2 di Ethereum), Jpmd sarà inizialmente disponibile solo per clienti istituzionali selezionati, con l’obiettivo di offrire regolamenti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, interessi attivi e integrazione con il sistema bancario tradizionale.
Un contesto normativo favorevole: il Genius Act
Questa mossa arriva in un momento strategico: il Genius Act, una proposta di legge statunitense che mira a regolamentare le stablecoin, giunta ad approvazione. L’adozione di un quadro normativo chiaro potrebbe aprire le porte a una nuova ondata di stablecoin emesse da banche e istituzioni finanziarie.
Circle debutta in Borsa e consolida la posizione di Usdc
Nel frattempo, Circle, l’emittente di Usdc, ha recentemente debuttato in Borsa con il ticker Crcl, registrando un’impennata del valore delle azioni da 31 a 165 dollari, con un guadagno di oltre il 400%. Questo successo ha rafforzato la posizione di Usdc come seconda stablecoin al mondo e ha attirato l’attenzione di altri attori tradizionali, pronti a entrare nel mercato.
La nuova fase: la guerra delle stablecoin
L’ingresso di Jp Morgan e la quotazione di Circle segnano l’inizio di una nuova fase: la “guerra delle stablecoin”. Con l’arrivo di prodotti regolamentati, supportati da istituzioni con decenni o addirittura secoli di esperienza, il mercato potrebbe assistere a un riequilibrio delle forze, in cui la fiducia, la trasparenza e l’integrazione con il sistema finanziario tradizionale diventeranno fattori chiave.
Se Usdt ha costruito il suo impero sulla velocità e l’adozione globale, e Usdc sulla compliance e la trasparenza, Jpmd potrebbe rappresentare il ponte definitivo tra finanza tradizionale e digitale.
I nuovi protagonisti: banche e big tech entrano in campo
Ma altri “pretendenti” nella creazione di stablecoin (il 95% sono ancorate al dollaro, sicché l’attuale amministrazione Usa vedrà senza dubbio con favore la questione anche rispetto a protagonisti provenienti da Oltreoceano, come già dimostrato con varie dichiarazioni) si stanno facendo avanti. Si tratta, in particolare, di Société Générale, che ha lanciato Usd CoinVertible (Usdcv), una stablecoin ancorata al dollaro e conforme alla normativa europea MiCa. È emessa tramite la controllata Sg Forge e gira su Ethereum e Solana.
Le riserve sono custodite da Bny Mellon, a garanzia della copertura 1:1. Deutsche Bank sta valutando l’emissione di una propria stablecoin o l’adesione a un consorzio industriale. L’obiettivo è integrare la tecnologia blockchain nei sistemi di pagamento e sviluppare depositi tokenizzati per aumentare l’efficienza.
Secondo alcune fonti, anche Amazon e Walmart stanno esplorando la possibilità di emettere stablecoin proprie, per facilitare i pagamenti nei loro ecosistemi digitali e fidelizzare i clienti. Un progetto emergente che ha attirato l’interesse istituzionale è Usdy di Ondo Finanza, una stablecoin garantita da titoli di Stato Usa e progettata per offrire rendimento on-chain. È pensata da parte della nota “Dex” per attrarre investitori istituzionali alla ricerca di strumenti regolamentati e redditizi.
Verso una nuova era delle stablecoin istituzionali
Questa nuova ondata di stablecoin istituzionali segna un cambio di paradigma: da strumenti nati in ambienti decentralizzati e spesso opachi, si passa a prodotti regolamentati, trasparenti e integrati con la finanza tradizionale.
