Milano ha accolto la seconda edizione del Wealth Management Summit di We Wealth, che ha riunito al Circolo Filologico la comunità italiana del wealth management in una giornata di confronto, idee e visioni sul futuro della gestione patrimoniale.
Tra banchieri, gestori, consulenti, accademici, esponenti del mondo legal & fiscal, il Summit ha offerto un racconto corale su come la ricchezza stia cambiando forma, tempo e linguaggio difronte a più di 400 tra top banker e top wealth advisor.
L’apertura è stata affidata a Davide Serra, founder e CEO di Algebris Investments, che ha richiamato l’attenzione su un punto cruciale: la necessità di distinguere tra valore reale e valore percepito in un mondo dove il debito globale cresce più della ricchezza stessa.
Serra ha invitato a “ritornare ai fondamentali”, puntando su asset di qualità, diversificazione e una lettura più consapevole delle dinamiche monetarie e delle politiche delle banche centrali.
Proprio la dimensione macroeconomica e strutturale è stata al centro anche dell’intervento di McKinsey & Company, knowledge partner del Summit.
Sul palco si sono alternati Jonathan Godsall, Senior Partner, Co-Leader Global Wealth & Asset Management practice di McKinsey & Company e John Euart, Partner Wealth & Asset Management and Private Equity Practices, seguiti poi dagli interventi di Stefano Cantù e Cristina Catania, rispettivamente partner e senior partner di McKinsey & Company, che hanno delineato quattro prospettive complementari: l’evoluzione dei modelli di business del wealth management, la trasformazione tecnologica delle reti di consulenza, l’impatto della longevità sulle strategie di pianificazione e il nuovo ruolo dei segmenti femminili nella gestione della ricchezza.
Ne emerge un messaggio chiaro: il wealth management non può più limitarsi a gestire portafogli, ma deve accompagnare vite sempre più lunghe, complesse e interconnesse, con strumenti flessibili e un linguaggio nuovo.
A seguire, il MIT AgeLab di Boston – rappresentato dal suo direttore Joseph Coughlin – ha portato la prospettiva internazionale della longevity economy. Vivere più a lungo, ha ricordato, non significa solo avere più anni di investimento, ma ridefinire intere fasi della vita economica, educativa e familiare.
Un tema che si intreccia con la consulenza patrimoniale, chiamata oggi a rispondere a esigenze che superano la logica del rendimento per abbracciare quella della protezione, della cura e della continuità.
L’orizzonte regolamentare e strategico è stato invece approfondito da Andrea Ragaini, presidente di AIPB, Associazione Italiana Private Banking, che ha evidenziato il ruolo sempre più centrale del private banking nel collegare risparmio e impresa, finanza e sviluppo. In un Paese di imprenditori, ha ricordato Ragaini, il private banking può diventare un ponte tra capitale produttivo e capitale finanziario, sostenendo l’economia reale e la transizione generazionale.
Il Summit ha poi attraversato le principali aree tematiche che oggi ridisegnano l’industria: i private markets come leva per attrarre capitali pazienti e generare crescita sostenibile; il real estate e le infrastrutture come pilastri di rendimento stabile; la consulenza ibrida che combina piattaforme digitali e valore umano; e l’evoluzione dell’offerta assicurativa, dove le polizze vita tornano a essere strumenti centrali di pianificazione intergenerazionale e di protezione per famiglie globali.
Il fil rouge della giornata è stato uno solo: la necessità di integrare tecnologia, empatia e visione di lungo periodo.
Come emerso anche nel doppio dialogo dedicato all’intelligenza artificiale, l’AI non sostituisce la consulenza ma la amplifica, restituendo tempo e qualità alla relazione con il cliente.
A chiudere la giornata, le parole della CEO di We Wealth, Fabienne Mailfait, che ha ringraziato partner e ospiti per aver contribuito a costruire una nuova piattaforma di dialogo tra capitale, persone e innovazione:
“Dietro ogni numero e ogni trasformazione – ha ricordato – ci sono le persone che ogni giorno costruiscono fiducia nel tempo.”
L’appuntamento è già fissato per il Wealth Management Summit 2026, con un obiettivo dichiarato: continuare a raccontare l’evoluzione del valore, dentro e oltre la ricchezza.
Nei prossimi giorni, su we-wealth.com e sui canali social, saranno pubblicate le clip video delle tavole rotonde e delle interviste one-to-one del Summit, segui ogni aggiornamento a questo link: https://landing.we-wealth.com/wealth-management-summit-2025
