Si scrive “Kaleon”, si legge “Borromeo”
Già nel nome, il suo fine: ‘Kaleon’, dal greco καλεόν, ‘bello’, ‘bellezza. È la missione di Kaleon Srl (già SAG Srl) società della famiglia Borromeo specializzata nelle attività digestione e valorizzazione di importanti patrimoni artistico-naturali, senza comprometterli. “Il cambiamento di nome sottolinea la nostra attenzione per il bello e il rispetto di una determinata serie di parametri culturali che sono sicuramente importanti. Per 40 anni la SAG si è occupata della gestione del patrimonio storico-culturale della famiglia Borromeo. Adesso la mia intenzione è quella di allargare la portata della nostra attività ad altri giardini, ville, musei, castelli”. Così il principe Vitaliano Borromeo, quando gli domandiamo il perché del cambio di denominazione sociale in “Kaleon”.

Il principe Vitaliano Borromeo
Si tratta sempre asset culturali che rientrano nel novero delle proprietà Borromeo?
Sì. Ma la mia intenzione è quella di gestire anche altri asset, di altre famiglie, affittandoli, gestendoli e dando ai proprietari una possibilità di mantenere i loro beni, di vederli prosperare nel tempo, rendendoli economicamente sostenibili. Kaleon mira a promuovere un turismo qualificato.
Anche con la creazione di hotel?
L’hospitality non è al centro dei miei interessi. Ciò che mi interessa di più è poter gestire il pubblico che viene a visitare le bellezze di questo Paese. Come ho già detto tante volte, la nostra grande possibilità è quella di portare lavoro e benessere in tutto il territorio nazionale.

Isola Madre
Dr. Borromeo, che cosa ci sarà di diverso in Kaleon rispetto ad altre realtà di questo tipo?
A mia conoscenza non ci sono altre società, perlomeno in Italia, che si occupano in maniera professionale della gestione di questa tipologia di asset, se non il FAI, che però ha delle permesse totalmente diverse. La nostra idea di base è quella di aprire al pubblico queste dimore o giardini, di renderli fruibili ai visitatori: abbiamo 40 anni di esperienza e know-how in materia. Nel 2023 Terre Borromeo ha toccato il numero record di un milione di visitatori.

Terre Borromee - Isola Bella
Quindi per fare un esempio, al di là dei vari eventi, per contribuire alla sostenibilità di certi parchi basta banalmente il pagamento di un biglietto per la visita?
Sì, assolutamente. Oggi la gente si muove per vivere un’esperienza piacevole. È essenziale avere un piano di comunicazione mirato sui social network, conoscere le metriche digitali. Il 70% dei nostri ricavi proviene dalla vendita dei biglietti. Il restante 30% è dato dalle attività collaterali quali bookshop, caffetterie, eventi, visite guidate, visite riservate. La nostra ricetta è piuttosto semplice e può valere per tutti. Poi certo deve essere declinata sui luoghi, alla disponibilità di locali e del padrone di casa.

Terre Borromeo
In che misura l’eredità storico-culturale di cui è portatrice la famiglia Borromeo influisce sul successo gestionale prima di Sag e ora di Kaleon? L’heritage è solo un propulsore o anche una zavorra nel percorso di gestione di questi asset?
È un propulsore, decisamente. È una garanzia per la modalità di gestione di certi asset. Sono beni estremamente fragili, che richiedono una manutenzione, un’attenzione, una cultura non indifferente. Faccio un esempio sciocco. Se su degli immobili del XVII-XVIII secolo si usa il cemento, si commette un grave errore. Il cemento è corrosivo. Va invece usata la calce come la si usava una volta. Senza considerare che si tratta di beni vincolati: vanno convinti della bontà degli interventi di manutenzione una molteplicità di attori, fra cui la Soprintendenza.

Castelli di Cannero
Qual è il problema che più frequentemente vi si è presentato nel corso degli anni?
La problematica più frequente – come spesso accade nelle aziende – è legata alla gestione del personale, esacerbata dal fatto che sei a contatto col pubblico, e quindi sottoposto al giudizio. Il personale va educato in modo tale che sia professionale, educato, ma fermo. Nelle isole Borromee facciamo un milione di visitatori. Bisogna essere in grado di gestire, indirizzare, comprendere e in un certo senso ogni tanto anche limitare il pubblico. Può capitare che, acquistando il biglietto, qualcuno si ritenga in qualche modo ‘padrone di casa’. Senza dimenticare le questioni più prosaiche, come l’adeguata disponibilità di servizi in luoghi frequentati dal pubblico.

Isola Bella
Con riferimento al fenomeno dell’overtourism, lei in controtendenza lamenta una sorta di ‘undertourism’ per alcune zone.
Certo. È un punto su cui stiamo investendo in maniera robusta. Quest’anno stiamo aggiornando il nostro sistema di bigliettazione in modo tale da avere, come nei migliori musei al mondo, degli slot orari, in modo da massimizzare in maniera razionale la presenza del pubblico, distribuendolo uniformemente in tutte le fasce orarie e non solo in apertura, come tende ad accadere. Miriamo a far visitare non solo l’Isola Bella, che da sola fa quasi mezzo milione di turisti, ma anche gioielli come la Rocca di Angera ne fa 60 mila.

Rocca di Angera
Al di là della bigliettazione, le isole o parti di esse vengono fittate per i matrimoni?
Angera è “specializzata” in eventi, che siano matrimoni o eventi privati. L’Isola Bella no, perché la tengo un po’ come casa, vivendoci. L’Isola Madre è disponibile se capitano eventi particolarmente interessanti. Sull’Isola Bella, all’isola Madre e sul Mottarone ci sono dei ristoranti; per il resto, ci si può organizzare tramite catering.

Mottarone
Quali sono i suoi progetti, e soprattutto il suo sogno, per il futuro di Kaleon e del portafoglio artistico-culturale Borromeo?
Oltre a quello di trovare nel breve periodo altre 4 o 5 località da gestire, il mio desiderio sarebbe la quotazione in Borsa di tutta la struttura per finanziare anche un’espansione all’estero.
Un’espansione da foraggiare anche acquisendo altre proprietà?
No, l’idea sarebbe quella di una società asset light. Poi, se deve capitare, che capiti. Per dire, non era nei progetti che acquistassimo Villa Pallavicino. Ma poi…

Parco Pallavicino
Dall’acquisto da parte di Kaleon della famiglia Borromeo Parco Pallavicino ha registrato una crescita dei ricavi, passando da 846 mila euro a 1,7 milioni dal 2018 al 2024 (cagr + 11,9%). Il numero totale dei visitatori è altresì cresciuto da 88 mila a 110 mila nel 2024 (cagr +3,8%). Kaleon vanta un fatturato pre-closing pari a 21,6 milioni di euro, con un cagr del 11% (2013-2024) e una marginalità operativa di oltre il 25%. A fine 2023 impiegava 225 dipendenti. Della nuova società fa parte Terre Borromeo, il marchio che identifica i siti culturali e naturali sul Lago Maggiore, storicamente legati alla famiglia. Ne fanno parte, oltre all’Isola Bella, l’Isola Madre nel Golfo Borromeo; Parco Pallavicino a Stresa; il Parco del Mottarone (500 ettari di area boschiva). E poi la citata Rocca di Angera in provincia di Varese, i Castelli di Cannero nell’alto Verbano.
*Articolo apparso senza firma per diritto di scelta della giornalista sul numero 83 di We Wealth Magazine

