Il vento dell’upgrade solleva, dopo il debito italiano, anche quello delle due maggiori banche tricolore: Fitch Ratings ha migliorato di due gradini il rating a lungo termine di Intesa Sanpaolo (IDR e senior preferred a A- da BBB) e di un gradino quello di UniCredit (da BBB+ a A-), con outlook stabile in entrambi i casi. La decisione segue l’upgrade del debito sovrano italiano annunciato il 19 settembre e porta ora i due principali istituti italiani una tacca sopra il rating del Paese.
Cosa cambia? Nell’immediato, per i mercati, non molto. Il provvedimento era nell’aria dopo la promozione incassata dal debito pubblico, ma per il sentiment del settore finanziario italiano – specialmente sulle prossime emissioni obbligazionarie – potrà contribuire a un finanziamento più abbordabile per gli istituti di credito. In chiave futura, Moody’s resta due gradini indietro nei suoi rating, ma con outlook positivo: un eventuale rialzo potrebbe dare ulteriore sostegno al comparto.
Per Fitch, il rafforzamento su Intesa e UniCredit riflette la solida diversificazione geografica e di business e la capacità di assorbire eventuali perdite anche in scenari macroeconomici avversi.
“L’upgrade – osserva Luigi Pedone, Research Specialist di Finint Private Bank – posiziona le due banche un gradino sopra il nuovo rating sovrano italiano, recentemente portato da Fitch da ‘BBB’ a ‘BBB+’, a testimonianza della riconosciuta solidità del settore bancario nazionale. Secondo Fitch, la promozione di Intesa è giustificata non solo dal migliorato contesto domestico, ma soprattutto dalla diversificazione del business, dalla posizione dominante nel mercato italiano e dalla capacità della banca di offrire grande resilienza anche in scenari di deterioramento del quadro macroeconomico”.
“Allo stesso modo – prosegue Pedone – l’upgrade di UniCredit riflette la diversificazione geografica in mercati chiave come Germania, Austria ed Europa Centro-Orientale, nonché la solida posizione e una profittabilità elevata”.
Per Federica De Giorgis, Financial Advisory Direzione Investimenti di Ersel Banca Privata, il rialzo ha effetti che vanno oltre l’immediato: “Conferma e certifica, rating alla mano, la solidità e il valore delle nostre due banche più rappresentative. Questo per il mercato finanziario è un fattore molto importante nel qualificare il settore e l’Italia tutta, che trova nel suo comparto finanziario un volano di crescita unico”, afferma a We Wealth De Giorgis. “Anche se la reazione immediata del mercato è stata trascurabile, un rating migliore implica minori costi di finanziamento e minore spread richiesto. Questi sono elementi fondamentali che a valle si possono riverberare anche sull’economia reale, grazie a maggiori risorse per finanziare la crescita”.
“Le implicazioni immediate sulle obbligazioni dei due emittenti sono abbastanza limitate”, ricorda però Pedone. “L’upgrade non innesta passaggi automatici tra indici, come nel caso di una promozione da High Yield a Investment Grade. Nonostante questo, la notizia si inserisce in una fase di mercato caratterizzata da rinnovata attenzione degli investitori per la carta bancaria, soprattutto subordinata, e potrà consolidare il sentiment positivo verso l’intero comparto finanziario domestico italiano”.
Dello stesso avviso anche Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, per quanto riguarda l’outlook sulle azioni: “Ci aspettiamo poco movimento”, ha dichiarato a We Wealth. “L’upgrade di Fitch era ampiamente scontato dopo il rialzo del giudizio sull’Italia, quindi la reazione dei titoli dovrebbe essere molto moderata: un po’ di sostegno al sentiment, ma niente che cambi davvero la storia d’investimento nel breve”.
Inoltre, ricorda De Giorgis, “sul fronte equity, le valutazioni non sono più così a sconto come in passato: serve maggiore selettività”, per quanto il comparto resti “supportato dalla diversificazione delle fonti di ricavi e dalle politiche di dividendo”.
“Per i bond, invece, si tratta di una notizia positiva: riduce il premio per il rischio, con rendimenti in discesa e prezzi in salita, aspetto che potrebbe attirare ulteriormente la domanda su emissioni senior e subordinate”, ha concluso Diodovich.

