- Il Bitcoin sfiora un nuovo massimo storico dopo che Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che incarica la Securities and exchange commission di rivedere l’attuale normativa relativa ai piani pensionistici
- In cima alla classifica si colloca Satoshi Nakamoto, il creatore del Bitcoin, con un patrimonio superiore ai 126 miliardi di dollari. Seguono Changpeng Zhao, co-fondatore di Binance, e Jed McCaleb, cofondatore di Ripple
Il Bitcoin sfiora un nuovo record: nella mattinata di lunedì ha superato i 122mila dollari, avvicinandosi al massimo storico di 123.089 dollari di metà luglio. Il tutto dopo che Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che incarica la Securities and exchange commission di rivedere l’attuale normativa per consentire ai piani pensionistici di detenere criptovalute, private equity, immobili e altri asset alternativi. Il rally coincide tra l’altro con un periodo che, tradizionalmente, è considerato meno favorevole a un rialzo. Ma chi ne sta beneficiando?
Le più grandi fortune accumulate con le cripto
Visual Capitalist, analizzando i dati di Made Visual Daily al 6 agosto 2025, ha elaborato una classifica delle più grandi fortune mai accumulate con il Bitcoin e le altre criptovalute. Una fotografia che – attingendo a dati on-chain, informazioni normative e stime diffuse dai media – cattura quanto in realtà i guadagni siano concentrati. Come evidenziato nella tabella sottostante, oltre la metà del valore totale può essere attribuito infatti a sole tre persone:
- Satoshi Nakamoto, il creatore di Bitcoin;
- Changpeng Zhao, co-fondatore di Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo;
- Jed McCaleb, cofondatore e cto di Stellar, protocollo open source per lo scambio di valute fondato all’inizio del 2014, e cofondatore della piattaforma Ripple.
La maggior parte della ricchezza deriva dal semplice possesso di monete. Nakamoto detiene circa il 5% della disponibilità totale di Bitcoin, per un valore superiore ai 126 miliardi di dollari, una quota rimasta pressocché invariata dal 2010. Allo stesso modo, i 94 milioni di token di Bnb di Zhao sono stati coniati prima che Binance diventasse un leader mondiale di exchange in criptovalute; secondo gli esperti di Visual Capitalist, questo implicherebbe “un costo di base trascurabile e un potenziale di rialzo astronomico”. Il “tesoretto” di Xrp di McCaleb deriva invece da un accordo stretto nel 2014 con la società da lui cofondata, che gli ha rilasciato miliardi di token.
Dallo scambio di azioni ai token nativi
Un altro caso è quello di coloro che hanno accumulato le loro ricchezze tramite lo scambio di azioni o i token nativi. A titolo esemplificativo, la quota di Brian Armstrong in Coinbase (società di scambio di beni digitali con sede a San Francisco) ha sfondato il tetto dei 15 miliardi di dollari durante l’Ipo del 2021, mentre Ross Ulbricht e James Zhong hanno fatto il loro ingresso nella lista dei più ricchi da cripto al mondo solo dopo che le loro riserve di Bitcoin sono state sequestrate dalle autorità statunitensi. Da sottolineare come il collasso di Ftx abbia fatto svanire il patrimonio netto del suo fondatore e ceo Sam Bankman-Fried, pari a circa 26 miliardi di dollari, in meno di una settimana: si tratta del calo più rapido mai incassato da un miliardario.
È tutto Bitcoin quello che luccica?
L’analisi mostra tra l’altro come le più grandi fortune in Bitcoin e altre cripto abbiano raggiunto il picco ben prima che il settore venisse regolamentato. Quasi tutti i soggetti in cima alla classifica hanno accumulato le loro fortune prima del 2022, dimostrando come siano stati favoriti non soltanto da un ingresso “precoce” ma anche da una mancanza di supervisione sull’accumulo estremo di asset. Inoltre, oltre 50 miliardi di dollari della ricchezza dei primi 16 miliardari da cripto deriva da token nativi degli exchange o da partecipazioni in stablecoin, non da Bitcoin o Ethereum. Nessuna donna compare infine nella top 16, evidenziando come la prima ondata di ultra-ricchezza da criptovalute sia stata prevalentemente maschile.

