Oro: domanda ‘fisica’ ai massimi dal 2013, Etf record dal 2020

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Primo piano di una barra d'oro lucida incisa con la scritta "FINE GOLD" circondata da numerose monete d'oro. La barra e le monete sono impilate, riflettendo la luce per evidenziare la loro superficie metallica.

Per il World Gold Council la domanda di oro sarà sostenuta nei prossimi mesi dalla compressione dei rendimenti e dai tagli della Fed

Indice

Nel secondo trimestre, mentre l’oro consolidava la sua crescita con un ulteriore +3,7% sul prezzo di mercato, la domanda globale per il bene rifugio per eccellenza ha raggiunto un nuovo record, sospinta dalle nuove incertezze innescate a inizio aprile dalla politica commerciale americana. In termini di valore, il World Gold Council ha stimato acquisti per 132 miliardi di dollari in oro tra inizio aprile e fine giugno, pari a 1.249 tonnellate e a un incremento del 3% su base annua.

La domanda di lingotti da parte delle banche centrali è rimasta robusta, pari a 166 tonnellate, anche se in rallentamento. Il vero traino per l’oro è stata però la domanda degli investitori in ETF, che “hanno giocato un ruolo fondamentale per il secondo trimestre consecutivo”.

Il bilancio netto del periodo aprile-giugno è un incremento di 170 tonnellate nelle consistenze globali degli ETF. Sommato alle 227 tonnellate del primo trimestre, dà luogo a un “primo semestre eccezionale per gli ETF, con una crescita totale di 397 tonnellate, la migliore performance semestrale dai 734t del primo semestre 2020”. La domanda di oro da parte degli investitori, osservabile sul mercato degli ETF, mostra afflussi che – secondo il rapporto – hanno ancora margine per crescere rispetto ai livelli storici, “anche se forse a un ritmo inferiore rispetto al primo trimestre”.

Oltre agli ETF, hanno contribuito alla domanda anche gli investitori in oro fisico, come lingotti e monete, “attratti dal rialzo dei prezzi e dal ruolo dell’oro come bene rifugio”. La crescita di questo canale è stata dell’11% su base annua, per un totale di 307 tonnellate acquistate. Nonostante un calo del 6% rispetto al trimestre precedente, il dato resta superiore alla media quinquennale di 290 tonnellate. Complessivamente, si tratta della più alta domanda di oro fisico mai registrata in un primo semestre dal 2013.

E le banche centrali? “Potrebbero aver raggiunto i loro target di allocazione, ma ciò non vale per tutte, specialmente dove l’oro è gestito separatamente dalle altre riserve”, osserva il WGC. Inoltre, il forte rialzo dei prezzi dell’oro ha scoraggiato ulteriori acquisti: “dunque, il rallentamento della domanda da parte delle banche centrali nel secondo trimestre non è una sorpresa”.

L’oro può continuare a correre?

Al 31 luglio, l’oro ha registrato una performance del +25,8% da inizio anno, anche se questa variazione non tiene conto del cambio tra dollaro – la valuta in cui è quotato – ed euro. Un effetto che ha penalizzato i detentori europei nel 2025, anno segnato dalla forte debolezza del biglietto verde. Convertita in euro, la performance dell’oro nel 2025 scende al +15,26%, comunque superiore a quella delle azioni europee (Euronext 500), che hanno registrato un incremento del +7,3% da gennaio.

Il dollaro USA sarà probabilmente un fattore chiave per gli investitori istituzionali nella seconda metà dell’anno”, affermano gli analisti del WGC. “Esiste un ampio consenso e una logica solida per una debolezza strutturale del dollaro nel medio periodo. Tuttavia, un forte calo nel primo semestre – causato da dazi, timori fiscali e coperture valutarie – ha portato il dollaro ben al di sotto del suo fair value rispetto all’euro, secondo il differenziale dei rendimenti. Questo apre al rischio di uno short squeeze, che potrebbe frenare temporaneamente gli investimenti in oro”.

Secondo il WGC, il calo dei rendimenti obbligazionari atteso nella seconda metà dell’anno, grazie ai probabili tagli della Federal Reserve, “potrebbe rilanciare l’interesse per l’oro dal punto di vista del costo-opportunità”, dal momento che l’oro non paga cedole e risulta più conveniente quando i rendimenti obbligazionari si riducono.

Secondo la stessa logica, nei mesi scorsi l’aumento dei rendimenti dei Treasury avrebbe dovuto contenere la domanda di oro, anche se, nella realtà, ciò non è accaduto. Una delle spiegazioni, si legge nel rapporto, è che la correlazione tra azioni e obbligazioni – ormai elevata – penalizza la diversificazione, poiché entrambi i mercati tendono a salire o scendere contemporaneamente. In tal modo, anche i bond non offrono più la stessa protezione quando l’azionario va male.

Domande frequenti su Oro: domanda ‘fisica’ ai massimi dal 2013, Etf record dal 2020

Qual è stato l'andamento della domanda globale di oro nel secondo trimestre?

Nel secondo trimestre, la domanda globale di oro ha raggiunto un nuovo record, registrando un incremento del 3% su base annua. In termini di valore, gli acquisti sono stati stimati per 132 miliardi di dollari tra inizio aprile e fine giugno.

Quali fattori hanno contribuito all'aumento della domanda di oro?

L'aumento della domanda di oro è stato sospinto dalle nuove incertezze innescate a inizio aprile dalla politica commerciale americana. Questo ha rafforzato il ruolo dell'oro come bene rifugio per eccellenza.

Qual è stato l'incremento del prezzo di mercato dell'oro nel secondo trimestre?

Nel secondo trimestre, il prezzo di mercato dell'oro ha consolidato la sua crescita con un ulteriore aumento del 3,7%. Questo dato si riferisce al periodo tra aprile e giugno.

Qual è la quantità di oro acquistata a livello globale nel secondo trimestre?

Nel secondo trimestre, sono state acquistate 1.249 tonnellate di oro a livello globale. Questo volume corrisponde a un incremento del 3% rispetto all'anno precedente.

Quando è stata registrata la domanda 'fisica' di oro ai massimi dal 2013?

La domanda 'fisica' di oro ha raggiunto i massimi dal 2013 nel secondo trimestre dell'anno in corso. Questo periodo ha visto anche un record per gli ETF legati all'oro dal 2020.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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