Fed, timone dritto verso il tapering a dicembre

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Le aspettative del Fomc sul rialzo dei tassi aumentano le chance di un rialzo già nel 2022

Il contesto macroeconomico americano sulla via del miglioramento ha incoraggiato la Fed a dare ulteriori segnali di una politica monetaria avviata verso moderato e progressivo restringimento. Il primo atto dovrebbe essere l’arrivo del tapering a partire da dicembre

Le proiezioni sui rialzi dei tassi attesi per i prossimi anni indicano un percorso meno accomodante, anche se il presidente Powell ha voluto sottolineare come nulla sia scolpito sulla pietra: “Nessuno sa dove si troverà l’economia tra un anno o più”

La Federal Reserve è andata avanti con moderazione sul percorso che, a partire da dicembre, dovrebbe condurre alla riduzione del ritmo di acquisti di titoli: il Fomc ha preso ancora tempo evitando di assumere una decisione sul tapering in quest’ultima riunione. Nel frattempo, sono aumentate leggermente le probabilità che un rialzo dei tassi possa materializzarsi già a partire dall’anno prossimo: il grafico dot plot sulle previsioni dei vari membri del Fomc indica che metà dei suoi componenti vede un primo rialzo nel 2022. La Fed funds rate projection è stata rivista al rialzo portandosi dallo 0,1% allo 0,3% per il prossimo anno, mentre per il 2023 il percorso previsto per i tassi è stato innalzato dallo 0,6% all’1%.

“Queste proiezioni non rappresentano una decisione o un piano della commissione e nessuno sa con certezza dove sarà l’economia tra un anno o più”, ha detto durante la conferenza stampa il presidente della Fed, Jerome Powell, cercando di rassicurare gli investitori sul fatto che le condizioni finanziarie non verranno ristrette prima del tempo. Per ora, tuttavia, il Fomc sembra proseguire sulla rotta prevista dagli analisti. Da qui a novembre i dati macroeconomici sull’inflazione e l’occupazione, assieme a quelli relativi ai contagi da Covid-19, potrebbero dare le conferme definitive che la Fed sta aspettando prima di dare il via al tapering nel modo più liscio. Il Federal open market committee, inoltre, si è espresso per una riduzione nel ritmo degli acquisti “graduale”, ha fatto sapere Powell, indicando che l’attuale andatura, di 120 miliardi di acquisti netti mensili, si potrebbe arrestare nella seconda meta del 2022.

Come da attese, la Fed ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione per l’anno in corso, dal 3,4 a 4,2%, ma rimane implicitamente convinta che si tratti di un incremento transitorio: infatti per il 2022 la revisione è stata minima, dal 2,1 a 2,2%. Per il 2023 la stima per inflazione Pce rimane al 2,2% mentre è stata diffusa una nuova previsione al 2,1% per il 2024. Invariata, infine, la stima di lungo periodo al 2%, che in qualche modo autorizza il Fomc ad aspettare ancora prima di operare i primi rialzi dei tassi.

Secondo gli analisti OCBC Treasury Research “gli sviluppi del Fomc sono come complessivamente hawkish: Powell ha dato al mercato abbastanza informazioni per avere una visione chiara dell’inizio e del ritmo del processo di tapering, facendo effettivamente un pre-annuncio”.

 

Per quanto riguarda il percorso dei tassi, le nuove indicazioni non hanno rivelato un grande spostamento fra le opinioni dei membri del Fomc: “in pratica solo uno ha cambiato la sua opinione”, ha commentato Richard Flax, cio di Moneyfarm, “possiamo tranquillamente dire che questi sono risultati compresi nelle aspettative pre-meeting degli analisti e un forse un po’ meno nelle aspettative degli osservatori favorevoli ad una politica monetaria più restrittiva”. Per le prossime settimane, ha aggiunto Flax, “il mercato potrebbe concentrarsi su quanto velocemente la Fed ridurrà i suoi acquisti di titoli e quanto tempo dopo inizierà ad aumentare i tassi”.

L’atteggiamento dimostrato dalla Federal Reserve ha convinto la Borsa americana, che ha chiuso la seduta del 22 settembre in rialzo aumentando i guadagni a ridosso della pubblicazione delle decisioni di politica monetaria.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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