Da Walmart ad Amazon, da Nike a Nestlè, passando anche per Apple, Micorsoft, Alibaba e LVMH. Cos’hanno in comune tutte queste aziende? Sono multinazionali di successo, conosciute a livello globale e che nonostante i sali e scendi del mercato, continuano a mantenere la loro posizione di prestigio.
In un momento profondamente incerto dal punto di vista economico e geopolitico, aggiungere al proprio portafoglio alcuni di questi grandi nomi, potrebbe essere una soluzione efficace contro le perturbazioni. Jody Jonsson, Equity portfolio manager di Capital Group, ha selezionato i quattro motivi per cui rimanere ottimisti guardando al futuro.
1. Il potere di adattarsi e crescere
Le tensioni continueranno a definire il mercato ancora per molti anni. Anche se si decide di non guardare verso le guerre, le dispute tra Stati Uniti e Cina sulla proprietà intellettuale potrebbero durare ancora decide di anni, se non peggiorare ulteriormente. Le multinazionali quindi devono adattarsi e abituarsi a convivere anche con situazioni incerte e, spesso, tese, senza perdere il loro successo.
I grandi campioni globali sono in grado di superare momenti difficili e hanno l’elasticità di riposizionarsi per avere successo anche con grandi cambi di mercato. Pensiamo al settore dei semiconduttori, sono due i giganti che definiscono il mercato: Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TMSC) e l’olandese ASML. Entrambe, nonostante il rumore di fondo, stanno puntando all’espansione, costruendo nuovi impianti di produzione in Arizona, Giappone, Germania e California.
2. Affidarsi a esperti per gestire al meglio le sfide
“C’è un motivo se le multinazionali sono arrivate a dominare l’economia globale e i mercati finanziari – spiega Jonsson – per la maggior parte, sono gestite da manager intelligenti, tenaci ed esperti”. Le aziende collaudate, che hanno alle spalle grandi esperti, riescono a guadagnarsi una posizione favorevole non solo per sopravvivere nelle incertezze, ma anche per prosperare nei panorami più ostili.
Solo per prendere un esempio, si può parlare del gigante farmaceutico Novo Nordisk. La casa farmaceutica ha risposto al bisogno dai malati di diabete e delle persone che soffrono di obesità, un numero sempre in aumento, ottimizzando poi al massimo la catena di approvvigionamento per soddisfare la domanda crescente di nuove dosi. Investire con costanza e lungimiranza nelle proprie attività è un fattore necessario per le aziende che ambiscono a salire nell’olimpo delle multinazionali. Proprio in quest’ottica, Novo Nordisk ha semplificato il dispositivo di somministrazione del farmaco, passando da una confezione di quattro autoiniettori a una singola penna al mese, snellendo la produzione e migliorando la gestione delle scorte. Una riorganizzazione di questo tipo ha permesso all’azienda di espandersi, investendo 9,5miliardi di dollari per la costruzione di nuovi siti produttivi in Danimarca, Francia, Italia e Indiana.
Insomma, la capacità di un buon team di gestione di agire rapidamente, identificare i problemi e gestire efficacemente le risorse è un’abilità necessaria per affrontare tutte le sfide, che questi arrivino da conflitti geopolitici o da un nuovo protezionismo commerciale. Le aziende leader affrontano ostacoli diversi su base giornaliera e molti di questi, proprio grazie ad una forte struttura interna, diventano quasi irrilevanti.
3. Nuove catene di approvvigionamento viste come opportunità
Dal Covid alle guerre, gli ultimi anni hanno messo a dura prova le catene di approvvigionamento globali. Se a soffrirne sono stati alcuni giganti come la Cina, sono invece molti i Paesi che hanno preso al volo l’opportunità di scendere in campo. Ad oggi, sembra che affidabilità e solidità siano diventate più importanti dell’efficienza e anche del costo. In tal senso, sono molti i Paesi, tra cui chiaramente gli Stati uniti, che hanno deciso di riportare in patria alcune produzioni e di spostarne altre in Paesi ‘amici’, come India, Messico e Vietnam.
Una multinazionale che è stata in grado di vedere lontano e prendere questo nuovo trend come un trampolino di lancio è stata Caterpillar. Questa azienda, comunemente conosciuta come il più grande produttore mondiale di macchine per l’edilizia, ha imposto la sua presenza nel settore delle infrastrutture. Alla richiesta di espandere e cambiare le catene di approvvigionamento, ammodernare la rete di comunicazione e migliorare le soluzioni di accumulo di batterie per le fonti rinnovabili, l’azienda ha risposto, offrendo soluzioni semplici e dirette.
4. Muoversi dal generale al particolare
Il rischio più grande per le multinazionali non è quello di essere affossate dall’incertezza geopolitica o essere scavalcate da altre aziende di simile portata, ma che i consumatori preferiscano aziende piccole, con un contatto diretto con i mercati locali. Ad esempio, negli ultimi anni in America Latina, Mercado Libre è cresciuto a tal punto, da diventare un diretto competitor di Amazon. I suoi punti forti? Un uso quasi aggressivo di venditori terzi, molti dei quali hanno sede proprio in America Latina, così da poter offrire prodotti già conosciuti dal pubblico. I consumatori dei mercati emergenti, infatti, cercano marchi di cui fidarsi e che riconoscono.
Secondo l’esperto, l’unico modo che le multinazionali hanno per continuare a vincere, è la capacità di scomporsi, pensare localmente, agendo agilmente e offrendo ai consumatori una rapidità e innovazione tale, per cui le piccole aziende locali non sono in grado di tenere il passo.

