Come la tecnologia sta cambiando il rapporto cliente-consulente

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Due uomini in giacca e cravatta, Luca Giacobbe e Tommaso Migliore, sono impegnati in una conversazione, discutendo delle ultime novità in fatto di tecnologia. Uno parla al microfono mentre l'altro ascolta attentamente. L'ambiente è formale, con uno sfondo scuro e un riflettore che mette in risalto gli oratori.

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il wealth management, permettendo una consulenza sempre più personalizzata e scalabile. Questo è ciò di cui hanno discusso Luca Giacobbe e Tommaso Migliore durante il recente Wealth Management Summit organizzato da We Wealth

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L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il settore del wealth management, offrendo strumenti innovativi che migliorino l’efficienza e la capacità di personalizzazione della consulenza finanziaria. Se da un lato questa tecnologia permette ai consulenti di ottimizzare la gestione dei portafogli, dall’altro pone anche nuove sfide, soprattutto per quanto riguarda il rapporto umano con i clienti. Durante il recente Wealth Management Summit organizzato da We Wealth, due esperti di spicco del settore, Luca Giacobbe, COO di Banca Investis, e Tommaso Migliore, CEO & Co-Founder di MDOTM Ltd, hanno esplorato le applicazioni concrete dell’AI nella consulenza finanziaria e il modo in cui questa può migliorare il servizio senza snaturare il ruolo centrale del consulente.

Gli esperti hanno discusso nel dettaglio come l’intelligenza artificiale possa supportare i consulenti nella costruzione di portafogli personalizzati, nell’interazione con i clienti e nella creazione di valore aggiunto. Un fatto però rimane cruciale, l’equilibrio tra tecnologia e fattore umano: l’AI in tal senso agisce come un “junior digital banker”, fornendo un’interfaccia intelligente per i clienti, mentre il consulente mantiene il controllo delle decisioni strategiche e la relazione umana. Questa combinazione permette di rispondere a una domanda crescente di consulenza tailor-made, garantendo al contempo efficienza e scalabilità.

L’AI nel wealth management: un supporto indispensabile

L’impatto della tecnologia nel settore della consulenza finanziaria è innegabile, e Giacobbe e Migliore hanno sottolineato come l’intelligenza artificiale possa incrementare la produttività e migliorare la qualità della consulenza, senza sostituire il valore del contatto umano. Insomma, la tecnologia rappresenta un vero e proprio strumento di supporto, integrando le capacità del consulente in modo efficace e potenziando l’interazione con il cliente.

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Ottimizzazione del portafoglio: oltre l’efficienza

L’AI permette di ottimizzare i portafogli in modo personalizzato e significativo. Il valore aggiunto, ha spiegato Migliore, non risiede solo nell’efficienza, ma nella capacità di proporre soluzioni specifiche e su misura per ogni cliente. Questa “industrializzazione della personalizzazione” consente di offrire una consulenza tailor-made su larga scala, giustificando la spesa per i servizi di consulenza grazie a un’ottimizzazione basata su insight unici e mirati.

Il digital banker: una nuova interfaccia per i clienti

Banca Investis, per rimanere al passo con i tempi e includere le potenzialità dell’intelligenza artificiale nella sua offerta, ha lanciato il progetto Niwa, un “next intelligent wealth advisor” che funge da assistente digitale per i clienti. Niwa è in grado di rispondere alle domande degli utenti e offrire contenuti personalizzati basati sul loro portafoglio e interessi. Insomma, grazie alla tecnologia e al servizio che questa offre ai clienti, i consulenti possono dedicarsi a compiti più complessi, mantenendo sempre il controllo sulle interazioni del cliente con l’applicazione. Questo approccio offre un’assistenza continua e accessibile, mantenendo al contempo la supervisione e il tocco umano del consulente.

Tecnologia e fattore umano: un equilibrio essenziale

Entrambi gli esperti hanno sottolineato l’importanza di bilanciare tecnologia e fattore umano. L’uomo e la macchina lavorano meglio insieme: con l’intelligenza artificiale a supporto dell’analisi e della personalizzazione e il consulente a integrare empatia e intuizione. In Banca Investis, questa sinergia consente ai clienti di beneficiare sia di un “junior digital banker” che di un consulente umano, mantenendo così un contatto personale e un’esperienza su misura.

Prospettive future per il wealth management

La discussione si è conclusa con una riflessione sul futuro del settore: la tecnologia non è destinata a sostituire i consulenti, ma a potenziarne le capacità, consentendo loro di offrire consulenza su misura in un contesto sempre più complesso.
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono destinate a espandersi ulteriormente, contribuendo a creare soluzioni innovative per i clienti e a migliorare il modello di servizio. Il ruolo del consulente umano rimarrà però centrale, arricchito da strumenti tecnologici avanzati che rendono possibile una consulenza più tempestiva e precisa.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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