A volte i tesori si svelano solo agli occhi di chi li riconoscerebbe persino nella penombra di un magazzino. È stato così per due dipinti old master facenti sì parte di una collezione d’arte importante, ma ritenuti fino a quel momento di vaga attribuzione, confusi probabilmente nel caos di una successione ereditaria. Poi, la memoria fotografica di una storica dell’arte e il loro ricordo nella vetrina di un antiquario romano, molti anni prima, hanno restituito alle due opere la corretta paternità, confermata dalla letteratura: Pompeo Batoni, tra gli artisti più importanti del Settecento e ritrattista amato dai viaggiatori in Grand Tour. La storica dell’arte era Ludovica Trezzani, Capo Dipartimento Dipinti Antichi di Pandolfini Casa d’Aste, che sorride nel raccontare come il suo lavoro, a volte, “assomigli a quello di un investigatore, sempre attento ai dettagli e spesso impegnato per ore e ore a sfogliare vecchie pubblicazioni, note di pagamento e documenti autografi degli artisti”. L’obiettivo? Restituire alle opere la loro legittima storia.
Quanto sono importanti queste informazioni per i futuri acquirenti di un’opera?
“Si tratta di informazioni preziosissime, che non mancano mai nelle pagine dei cataloghi delle nostre aste, raccolte con rigore scientifico per ripercorrere la provenienza, la storia espositiva e le citazioni in letteratura di tutti i lotti offerti all’incanto”.

Quali sono gli altri fattori che incidono sulla qualità di un’opera old master?
“Sicuramente in primis possiamo citare le condizioni fisiche dei dipinti, che vengono analizzate accuratamente dal nostro team e registrate nei condition report, sposando una filosofia di trasparenza a vantaggio di acquirenti sempre più attenti allo stato di conservazione delle opere. Importante infine è la presenza del ‘corredo burocratico’ degli oggetti d’arte, ovvero quei documenti riguardanti la circolazione e l’eventuale dichiarazione di interesse da parte dello Stato”.

Il vincolo spaventa sempre proprietari e compratori?
“Non necessariamente. Spesso la temuta notifica, pur influenzando a volte l’appetibilità del lotto sul mercato, può risvegliare l’interesse di istituzioni (bancarie ma anche museali) radicate nel territorio, oggi alla ricerca di opere tipiche della produzione dell’area geografica di pertinenza per arricchire la propria collezione. Questo vincolo non è da noi considerato uno svantaggio, bensì una conferma ulteriore del valore delle opere, che diviene protagonista delle aste dedicate alle ‘Opere di eccezionale interesse storico-artistico’, in cui figurano esclusivamente oggetti d’arte notificati. Un format speciale capace di attrarre compratori alla ricerca di opere di estrema qualità, che rimane il vero mantra per i collezionisti attenti a selezionare oggetti d’eccellenza e rari per tipo di soggetto, autore, periodo di produzione, capaci di resistere alle mode passeggere e ai mutamenti di gusto del pubblico”.

L’esperta
Ludovica Trezzani, Capo Dipartimento Dipinti Antichi
Dopo una formazione accademica orientata alla connoisseurship, Ludovica Trezzani ha affiancato alla ricerca storico-artistica il lavoro in casa d’aste. Capo del Dipartimento Old Master dal 2016, seleziona opere di importante provenienza e indiscussa qualità.
Mail: [email protected]

Articolo tratto dal numero di ottobre 2024 del magazine We Wealth. Abbonati qui.

