Donne a caccia di capitali: così si scavalcano i bias degli investitori

3 MIN
Donne imprenditrici

Per le donne ottenere risorse per avviare un business e farlo crescere resta una corsa a ostacoli. Che si manifesta non solo nell’accesso al credito bancario, ma anche nel venture capital, dove c’è chi tende a finanziare chi rispecchia il proprio background. I consulenti, in questo contesto, possono giocare un ruolo cruciale

Indice

  • Secondo un’analisi del World economic forum, solamente il 2% degli investimenti di venture capital nel 2022 sono andati a imprese fondate da donne
  • Tosi: “È necessario creare incubatori e acceleratori pensati appositamente per le donne e, soprattutto, favorire l’accesso a finanziamenti dedicati”

Immaginate di essere alla ricerca di risorse per il vostro business e di confrontarvi con un panel di investitori di soli uomini. L’effetto che si viene a creare è noto come “mirror-tocracy”: come uno specchio, i finanziatori tendono a sostenere fondatori che rispecchiano il loro background e la loro esperienza. Il risultato? La caccia ai capitali – per le donne – diventa una corsa a ostacoli.

“Primi fra tutti ci sono sicuramente i pregiudizi legati agli stereotipi di genere, che portano a considerare le donne come meno capaci o propense a fare impresa o gestire delle attività rispetto agli uomini, influenzando negativamente la possibilità di accedere a finanziamenti”, osserva Stefano Azzalin, ceo di dpixel, venture business dell’ecosistema Fabrick del Gruppo Sella. A questi si aggiungono la mancanza di garanzie o una minore disponibilità di risorse finanziarie, ma anche impegni e responsabilità familiari che spesso vengono delegati alle donne e che ad occhi esterni risultano incompatibili con l’attività imprenditoriale. “Una sfida significativa che richiede interventi mirati”, esorta Azzalin.

Donne a caccia di capitali: il ruolo dei banker

I consulenti finanziari, in questo scenario, possono giocare un ruolo cruciale. “Possono affiancarle in diverse fasi, come l’elaborazione di un piano finanziario, la gestione del rischio e la ricerca di finanziamenti”, afferma l’amministratore delegato. Finanziamenti anche alternativi al credito bancario. “Per esempio – dice Azzalin – esistono sovvenzioni governative, spesso senza obbligo di rimborso, o programmi dedicati in maniera specifica alle donne supportati da organizzazioni governative o non profit”. Oltre alle piattaforme di crowdfunding e piattaforme di prestiti peer-to-peer.

A questi canali si aggiungono incubatori (che offrono supporto, spazi di lavoro e accesso a reti di investitori per startup nella loro fase iniziale) e acceleratori (che forniscono finanziamenti, consulenze e risorse in cambio di una partecipazione azionaria o altre forme di collaborazione). Il programma DonNa, sviluppato da dpixel, si inserisce proprio in questo contesto, mirando a coinvolgere, ispirare, formare e supportare aspiranti imprenditrici a creare la propria impresa innovativa attraverso un percorso che include formazione, incubazione e accelerazione di progetti. “I consulenti finanziari, così come i partner del programma DonNA, possono essere fondamentali nel guidare le imprenditrici attraverso il processo”.

Solo il 2% degli investimenti alle imprenditrici

Tornando al venture capital, in un recente documento del World economic forum si evidenzia come solo il 2% degli investimenti nel 2022 siano andati a imprese fondate da donne. “Tra le cause principali vi sono i bias di genere e la scarsa presenza di investitrici donne”, interviene Clelia Tosi, head of Fintech District, la community dell’ecosistema fintech e techfin nata in seno al Gruppo Sella, come dpixel. Le donne sono sotto-rappresentate tra i partner e i decision-maker nei fondi, “un elemento che può contribuire a perpetuare il bias di genere nei finanziamenti”, dice Tosi. Un tema da affrontare perché la risoluzione del gender gap non è solamente una questione di equità, ma è anche un’opportunità a livello economico.

“Sempre il Wef stima che il Pil globale potrebbe aumentare a 5mila miliardi di dollari se le imprenditrici ricevessero gli stessi investimenti dei loro colleghi maschi”, afferma Tosi. “Attraverso DonNA vogliamo promuovere e dare visibilità ai successi femminili in ambito imprenditoriale. Occorre diffondere sempre più le storie di donne leader nell’ambito tecnologico e finanziario affinché diventino modelli di riferimento e siano di ispirazione per le ragazze”, suggerisce l’esperta. Secondo Tosi, in definitiva, bisogna implementare varie strategie e iniziative per garantire alle donne un maggior accesso alle risorse: servono programmi di formazione e sviluppo delle competenze, programmi di mentorship e networking. “Allo stesso tempo, è necessario creare incubatori e acceleratori pensati appositamente per le donne”, conclude Tosi.

Articolo tratto dal n° di settembre di We Wealth.
Abbonati subito qui per leggere ogni mese il tuo Magazine in formato cartaceo o digitale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Vuoi sapere come ottenere le risorse necessarie ad avviare il tuo business investendo?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Uomo con occhiali, copertina rivista "WE WEALTH", titolo "Il WEALTH è un gioco di squadra".
Magazine N°92 – luglio/agosto 2026
Uomo in giacca e cravatta sorride, copertina rivista "WE Wealth" con titolo "Perché i mercati non hanno paura".
Magazine N°91 – giugno 2026
Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier giugno 2026
Dossier aprile 2026