Unicredit-Cordusio, Vecchi: “Rafforzata la divisione wm e pb”

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Pubblicati i documenti relativi al progetto di fusione per incorporazione di Cordusio Sim in Unicredit, approvato lo scorso 14 dicembre

Il Consiglio di amministrazione di Unicredit aveva approvato il progetto di fusione per incorporazione di Cordusio Sim lo scorso 14 dicembre

Vecchi: “Questa operazione è funzionale al nostro posizionamento come punto di riferimento sul mercato italiano per tutti i clienti wealth management e private banking”

Un’operazione “funzionale” al posizionamento dell’istituto come “punto di riferimento” nel risparmio gestito. Ma anche volta a rafforzare “ulteriormente” la divisione wealth management e private banking. Con queste parole Stefano Vecchi accoglie la pubblicazione dei documenti relativi al progetto di fusione per incorporazione di Cordusio Sim in Unicredit. Ricordando come l’operazione rappresenti un ulteriore tassello del piano di crescita della banca oltre che una conferma dell’attenzione rivolta alla clientela.
L’iniziativa aveva ottenuto la green light del Consiglio di amministrazione di Unicredit alla fine dello scorso anno. Ma, a partire dal 25 marzo 2022, sono stati resi disponibili al pubblico sia i documenti relativi al progetto di fusione approvato dai board di Unicredit e Cordusio Sim rispettivamente nella giornata del 14 e del 15 dicembre sia quelli relativi ai bilanci degli ultimi tre anni delle società in questione. In questo modo, clienti, prodotti e servizi della società di intermediazione mobiliare confluiranno nel segmento wealth management della divisione wealth management e private banking di Unicredit. Quanto invece al team, alle attività e ai processi, saranno a loro volta internalizzati o implementati nelle rispettive funzioni dell’istituto milanese.
“La realizzazione di questa operazione è funzionale al nostro posizionamento come punto di riferimento sul mercato italiano per tutti i clienti wealth management e private banking”, osserva Stefano Vecchi, responsabile wealth management & private banking Italia di Unicredit. “Aggiungiamo un ulteriore tassello al nostro piano di crescita, caratterizzato da un approccio che punta ad aumentare la focalizzazione sulla nostra offerta di eccellenza e sui servizi di consulenza, attraverso una piattaforma integrata erogata dai nostri banker”. La divisione così rafforzata, aggiunge, sarà “in grado di unire i punti di forza di entrambi i segmenti”. Un’ulteriore conferma, conclude, dell’attenzione del gruppo “nei confronti dei clienti che richiedono servizi altamente personalizzati incorporati nell’offerta unica di una banca commerciale paneuropea”.

Stando a quanto dichiarato dall’istituto in una nota ufficiale, inoltre, la fusione consentirà di completare la concentrazione in Unicredit delle attività precedentemente in capo a Cordusio Sim. Il tutto volto alla razionalizzazione e ottimizzazione dei livelli decisionali, della gestione delle risorse e dei costi. Tra l’altro, l’operazione punterà alla creazione di un processo di gestione del business in un’unica società e all’utilizzo di un’unica piattaforma digitale. In questo modo, spiega la banca, si scongiurerà la duplicazione di progetti su aggiornamenti normativi e sviluppo del business e si abbatteranno i rischi operativi. In definitiva, la divisione wealth management e private banking vanta oggi oltre 100 miliardi di euro di masse per 140mila clienti. E può contare su quasi 1.400 banker in 132 città italiane.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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