Tassazione degli immobili ereditati: confronto tra Italia ed Europa

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Come varia la tassazione sugli immobili ereditati in Italia rispetto al resto d’Europa? Focus su aliquote, franchigie e agevolazioni fiscali

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La successione ereditaria rappresenta un passaggio cruciale per la trasmissione del patrimonio da una generazione all’altra. In tale contesto, la tassazione degli immobili ereditati riveste un ruolo fondamentale, poiché può incidere notevolmente sul valore effettivo dei beni trasferiti. Analizziamo il regime fiscale successorio italiano e lo confrontiamo con quello dei principali Paesi europei.

Il regime successorio in Italia

In Italia, la tassazione degli immobili in fase successoria è regolata dall’imposta di successione, che varia in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede, oltre che al valore dell’immobile. Le aliquote sono relativamente contenute rispetto ad altri Paesi europei e variano tra il 4 e l’8%.

Le aliquote principali sono le seguenti:

  • 4% per il coniuge e i parenti in linea retta (figli, genitori), con una franchigia di 1 milione di euro per ciascun erede.
  • 6% per i fratelli e le sorelle, con una franchigia di 100.000 euro per erede.
  • 6% per altri parenti fino al quarto grado e affini fino al terzo grado, ma senza franchigia.
  • 8% per tutti gli altri soggetti, sempre senza franchigia.

Gli immobili ereditati sono valutati in base al valore catastale, che tende a essere inferiore rispetto al valore di mercato. Questo riduce l’impatto dell’imposta, soprattutto per chi eredita una prima casa, per la quale sono previste ulteriori agevolazioni. Infatti, se l’immobile ereditato è adibito a prima casa, l’imposta di successione è ridotta.

La tassazione successoria in Francia: un sistema progressivo

In Francia, la tassazione successoria è più gravosa rispetto all’Italia, soprattutto per i patrimoni elevati. Le aliquote sono progressive e dipendono anch’esse dal grado di parentela.

Per il coniuge e i figli, le aliquote vanno dal 5 al 45%, con una franchigia di circa 100.000 euro per ciascun figlio. Il valore degli immobili è valutato al prezzo di mercato, rendendo il regime fiscale francese particolarmente oneroso per i grandi patrimoni immobiliari.

Gli eredi possono beneficiare di alcune esenzioni o agevolazioni, come nel caso di immobili che costituiscono la residenza principale, ma queste non sono così favorevoli come in Italia.

La successione in Germania: aliquote contenute, ma con franchigie ridotte

Il regime successorio tedesco si distingue per aliquote relativamente contenute, che vanno dal 7 al 30%, a seconda del grado di parentela e del valore ereditato.

Per il coniuge e i figli, la franchigia è di 500.000 euro per il primo e di 400.000 euro per i secondi. Tuttavia, il valore degli immobili viene calcolato in base al valore di mercato, che può aumentare significativamente l’importo dell’imposta da pagare.

Un aspetto importante del regime tedesco è che, oltre alle franchigie, sono previste alcune esenzioni, ad esempio per gli immobili che vengono utilizzati come abitazione principale da parte del coniuge superstite. In questo caso, l’esenzione si applica solo se l’immobile rimane residenza principale per almeno 10 anni.

Il sistema di tassazione successoria in Spagna: forti differenze tra regioni

In Spagna, il sistema di tassazione successoria è complesso, poiché la competenza in materia è delegata alle comunità autonome. Questo significa che le aliquote e le franchigie variano significativamente da una regione all’altra. In generale, le aliquote per il coniuge e i figli variano dal 7,65 al 34%, ma alcune regioni, come Madrid, offrono esenzioni quasi totali per i trasferimenti tra parenti stretti.

Tuttavia, in regioni con un’imposizione più severa, come l’Andalusia, la tassazione può diventare molto onerosa, soprattutto se il valore dell’immobile è elevato e non sono disponibili agevolazioni significative.

La tassazione ereditaria nel Regno Unito: una “Inheritance Tax” (Iht) uniforme

Nel Regno Unito, l’Inheritance Tax (Iht) si applica con un’aliquota fissa del 40% per patrimoni superiori a 325.000 sterline, franchigia che può aumentare fino a 500.000 sterline se l’immobile ereditato è una residenza principale e viene lasciato ai figli o ai nipoti. Al di sotto di questa soglia, l’imposta non è dovuta.

Una caratteristica distintiva del sistema britannico è la possibilità di ridurre l’aliquota al 36% se almeno il 10% del patrimonio viene donato in beneficenza. Anche nel Regno Unito, il valore degli immobili viene calcolato in base al prezzo di mercato, il che può far crescere rapidamente l’imposta dovuta su proprietà di alto valore.

Italia vs altri Paesi: confronto finale

Rispetto ai principali Paesi europei, l’Italia si distingue per aliquote generalmente più basse e un sistema di franchigie favorevoli, soprattutto per il coniuge e i figli. Inoltre, la possibilità di calcolare il valore degli immobili in base al valore catastale piuttosto che al valore di mercato riduce ulteriormente l’onere fiscale.

Tuttavia, rispetto a Paesi come la Spagna (in alcune regioni) o il Regno Unito, dove sono previste esenzioni o franchigie più elevate per la residenza principale, il sistema italiano può risultare meno vantaggioso per grandi patrimoni immobiliari.

In sintesi, la tassazione degli immobili in fase successoria varia notevolmente tra i Paesi europei, con l’Italia che si colloca in una posizione intermedia, favorendo eredi diretti ma imponendo aliquote moderate anche per altri parenti.

di Edoardo Tamagnone

Fondatore dello studio legale Tamagnone Di Marco e di Wealth Trust srl, società di consulenza dedicata alla
pianificazione patrimoniale per famiglie e imprese. Specializzato in ambito internazionale, ha conseguito il
master in Diritto tributario, in wealth management e in diritto dei trust. Si occupa di gestione di patrimoni,
anche detenuti all’estero, trust, successioni internazionali, passaggio generazionale e corporate
governance.

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