Taglia Unica

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L’altro giorno sono andata in un negozio di abbigliamento. Avevo voglia di comprarmi qualcosa. Mi sono imbattuta nella famosa ‘taglia unica’. Gelo. Nonostante i capi siano stati carini, quando leggo quelle due parole mi passa la voglia. Per me significano maniche e pantaloni corti. E spesso cose che stringono o tirano da qualche parte. ‘così vanno bene un po’ a tutte‘ mi ha detto la commessa. Non credo. Se a me tirano e i pantaloni fanno subito acqua alta, immagino che ad una donna più bassa e minuta stiano abbondanti.

Quante volte ci imbattiamo in consulenze ‘taglia unica’? o, peggio, prodotti ‘taglia unica’? questo va bene per tutti! Questo tutti i clienti dovrebbero averlo in portafoglio! Io non ci credo.

La spersonalizzazione e l’omologazione, in finanza, come in molti ambiti, è sempre sbagliata. E’ vero che ci sono classi di prodotto migliori di altre, in linea generale. Dipende, però, sempre dalle esigenze che il cliente esprime. Un fondo pensione, in linea di massima, è un buon investimento. Potremmo elencarne i vantaggi, certo. Ma se il cliente fosse un facoltoso benestante a un anno dalla pensione glielo proporreste? Non credo. Per non parlare dei consulenti che inseriscono i propri clienti di 20 anni in linee totalmente obbligazionarie. Questo non è dare un buon servizio. Non esiste una consulenza adatta a chiunque. C’è invece la meraviglia della varietà. L’abilità del consulente finanziario sta proprio nella fase preliminare, quella in cui bisogna saper leggere i bisogni del cliente. E’ la più difficile per molti, visto che spesso ci troviamo più a nostro agio con numeri, rendimenti ed indici. 

Ieri ero al lago con la mia famiglia. una bellissima giornata ma tirava vento, c’era il sole ma non era particolarmente caldo. Tante persone passeggiavano vicino, ognuna coperta a proprio modo. C’era chi indossava solo un leggero maglioncino, come mio marito. Chi, invece, come me, aveva la pashmina e un giacchino. Ho notato anche qualcuno a manica corta che mangiava un gelato. Si, insomma, c’era un po’ di tutto. Così nella costruzione del portafoglio. Ognuno dovrebbe averne uno tarato su di sé: inutile imporre il piumino d’oca a chi ha caldo anche a dicembre. Prima o poi si stancherà, del suo portafoglio o del consulente che gliel’ha proposto. Ad un individuo non abituato a sopportare una certa quantità di rischio o, viceversa, ad uno che cerca rendimenti a prescindere e la sua soglia di sopportazione è alta non possiamo proporre la stessa costruzione. Credo sia dannoso anche per la nostra professionalità. La creazione ad hoc è più impegnativa, non c’è dubbio, ma i risultati a lungo termine premiano sempre. Perché, dopotutto, a noi interessa tenere i clienti più a lungo possibile.

Una donna con capelli castani ondulati, che indossa un blazer bianco e un top bianco, sorride fiduciosa alla telecamera su uno sfondo chiaro.

di Giulia Castellani

Ho iniziato giovanissima a lavorare in banca, partendo dalle mansioni piu semplici. Dopo poco tempo, però, sono stata affiancata a colleghi più esperti che mi hanno dato modo di imparare molto.

All’inizio il mio percorso professionale si è focalizzato nell’area crediti: seguivo le pratiche di affidamento, specializzandomi nel settore corporate. La mia curiosità e la voglia di imparare mi hanno portato poi a conoscere il mondo degli investimenti.

Da lì, forte anche del percorso accademico e delle numerose certificazioni ottenute, sono riuscita a spaziare molto dedicandomi sia a privati che ad imprenditori, fino ad arrivare alla consulenza aziendale.

Una formazione così completa mi ha permesso di continuare a migliorare, integrando le varie consocenze e competenze apprese, per arrivare al mio ruolo attuale di manager responsabile corporate per tutto il triveneto.

Qualcosa di più

Aiutare gli altri e trovare soluzioni personalizzate che possano soddisfare al meglio i miei clienti ha sempre fatto parte di me.

Oltre che da un punto di vista professionale questo approccio mi appartiene anche come persona: mi sono sempre impegnata nel sociale e nel volontariato, mettendo a fattor comune le mie capacità per poter essere d’aiuto ad altri.

Mi piace lavorare in team perché credo che ognuno possa sempre insegnarmi qualcosa, trovo molto stimolante confrontarmi con gli altri e credo sia il modo migliore per crescere tutti sia dal punto di vista umano che lavorativo.

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