L’effetto-rimbalzo seguito alla risoluzione dello shutdown sembra aver perso slancio: al recupero è seguita, giovedì, una nuova ondata di vendite. La più colpita è ancora la tecnologia: il Nasdaq Composite ha ceduto l’1,8%, mentre l’S&P 500 è sceso dell’1,1% nelle prime ore di contrattazioni. Nel frattempo è l’indice più industriale, il Dow Jones, ad aver corso di più nell’ultimo mese — arrivando mercoledì a un nuovo massimo storico. Il Dow ha guadagnato il 3,74% nell’ultimo mese al 13 novembre, contro l’1,65% dell’S&P 500 e l’1,36% del Nasdaq 100.
Il ribilanciamento tra i settori potrebbe essere semplicemente il riflesso della lunga sovraperformance della tecnologia. “Sono scettico che ci sarà una grande rotazione dai titoli tech in grado di sostenere il mercato rialzista”, ha detto Justin Bergner, gestore di portafoglio presso Gabelli Funds, citato dal Wall Street Journal. “Tuttavia, nelle giornate in cui i titoli tecnologici appaiono un po’ contrastati, il mercato rialzista troverà sostegno in altri settori”.
La bolla AI è davvero iniziata? I segnali dal mercato e dagli short-seller
L’effetto delle supervalutazioni delle Big Tech resta al centro delle analisi, con alcuni nomi eccellenti che hanno reagito negativamente anche a trimestrali superiori alle attese — come Palantir.
A cedere più terreno nell’ultima seduta sono alcuni titoli dai multipli più elevati: Tesla (-4,5%), Palantir (-4%) e Nvidia (-2,3%). Proprio il colosso dei chip svelerà settimana prossima la trimestrale, che in passato ha mosso l’intero comparto grazie all’euforia sull’intelligenza artificiale.
“Fa parte del processo di digestione che il mercato sta attraversando… in cui i leader di quest’anno stanno facendo un passo indietro mentre il resto del mercato recupera terreno”, ha affermato al Financial Times Kevin Gordon, responsabile ricerca macro di Charles Schwab. “I segmenti più riccamente valutati tendono a essere colpiti più duramente quando riaffiora la paura di multipli troppo tirati”.
L’ipotesi che stia iniziando lo scoppio di una bolla è ormai un tema ricorrente. Il celebre short-seller Michael Burry oggi scommette al ribasso proprio su Nvidia e Palantir.
“Un elemento che il mercato digerisce sempre meno è l’aumento del debito corporate per finanziare la corsa all’AI. Il caso Oracle è spesso citato: leva in aumento per garantirsi potenza di calcolo nei data center”, spiega Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia. “E se OpenAI non monetizzasse gli investimenti enormi? Avremmo un potenziale effetto domino capace di travolgere altre aziende”.
Dati macro in attesa e il test cruciale del 19 novembre: Nvidia decide il trend
Una parte delle turbolenze recenti potrebbe essere fisiologica: gli investitori attendono la pubblicazione dei dati macro rimasti sospesi durante lo shutdown. “Gli ingranaggi del governo dovrebbero tornare a funzionare presto e, sebbene ciò rappresenti un sollievo per i mercati, resta molta incertezza sui dati mancati — inflazione e occupazione — e su come siano evoluti”, ha detto a CNBC Carol Schleif, chief market strategist di BMO Private Wealth. “È probabile vedere volatilità nelle prossime settimane”.
Il vero punto di svolta arriva ora: la trimestrale di Nvidia del 19 novembre.
“Se la catena del valore (chip → cloud → applicazioni) regge nei numeri e nella guidance, il trend può ripartire verso nuovi massimi”, osserva Diodovich. “In caso contrario, è plausibile un repricing degli eccessi di spesa”.

