Sei italiani su dieci non condividerebbero i dati con le banche

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Solo il 38% degli italiani si fida di banche e fornitori di servizi finanziari tanto da voler condividere i propri dati sensibili. Solo i francesi sono i più scettici a quota 37%. Ecco i risultati di un’analisi di MoneyTransfers.com

Indice

La Polonia si colloca al primo posto con l’85% dei cittadini disposti a condividere i propri dati con banche e istituti di credito

Indonesia (70%), Germania (68%) e India (68%) sono tra gli altri paesi in cui oltre il 65% dei cittadini ha fiducia nel fatto che le società finanziarie siano in grado di gestire diligentemente i propri dati personali

Solo il 38% degli italiani si fida di condividere i propri dati personali a banche e fornitori di servizi finanziari. Lo rileva un’analisi di MoneyTransfers.com sui numeri di YouGov, redatta per stabilire quali paesi al mondo hanno il più elevato grado di fiducia nei confronti della finanza tradizionale.
La Polonia si colloca al primo posto con una quota dell’85% di cittadini disponibili a fornire i dati personali a banche altri istituti finanziari. Indonesia (70%), Germania (68%) e India (68%) sono tra gli altri paesi nella parte alta della classifica, con una quota di fiducia superiore al 65%. I cittadini francesi sono i più scettici, poiché solo il 37% ha fiducia nella capacità delle banche e dei fornitori di servizi finanziari di gestire i propri dati personali in modo competente ed etico.

Psd2, abbiamo un problema

A settembre 2019 è entrata in vigore nell’ordinamento italiano la Psd2, la direttiva europea in tema di open banking, la cui più grande novità è consistita proprio nell’obbligo per le banche di condividere i dati dei propri clienti, su richiesta di questi ultimi, con terze parti – altre banche, big tech o fintech. Un’apertura finalizzata a rendere i servizi bancari più friendly e consentire in generale una migliore esperienza d’uso per i consumatori finali, persone o imprese. Nella pratica però a due anni di distanza poco o nulla è stato realizzato: a parte l’aggregazione dei conti, ma è veramente poco rispetto al potenziale offerto dalla normativa. Attraverso l’analisi dei dati dei clienti è possibile tagliare su misura un’offerta per ciascuno, inventando nuovi prodotti e servizi ad hoc. Ma la difficoltà a condividere i dati con le stesse banche è probabilmente una delle ragioni per cui il meccanismo si è inceppato.

Il campione analizzato

MoneyTransfer.com ha analizzato dati forniti da YouGov. Si tratta di una serie di interviste a 2.251 individui in 17 paesi: Regno Unito, Stati Uniti, Cina, Germania, Francia, Italia, Danimarca, Svezia, Spagna, Polonia, Messico, Emirati Arabi Uniti, India, Australia, Indonesia, Hong Kong e Singapore. In ciascuno dei rispettivi paesi, agli intervistati è stato semplicemente chiesto: “Ti fidi del modo in cui le banche e i fornitori di servizi finanziari gestiscono i tuoi dati personali?”. Il risultato in percentuale è la quota di persone che hanno risposto di sì.

La classifica della fiducia nelle banche

La Polonia è dunque al primo posto con 8,5 cittadini ogni dieci che si fidano delle banche nella gestione dei propri dati personali. al secondo posto, l’Indonesia: il 70% degli indonesiani è sicuro che banche e fornitori di servizi finanziari gestisca diligentemente i loro dati personali. al terzo posto due Stati agli antipodi: la Germania e l’India, in entrambi il 68% dei cittadini paese ritiene che le banche e i fornitori di servizi finanziari siano competenti ed etici nella gestione dei dati personali. Se il dato tedesco non stupisce, quello indiano si spiega con il grande sforzo compiuto dagli ultimi governi di Modi che hanno potenziato la tecnologia e messo in piedi il sistema di identificazione digitale Aadhaar che consente un accesso più facile e ampio ai servizi pubblici, reso possibile proprio dalla condivisione dei dati personali. Il cui potere le fasce più svantaggiate della popolazione stanno sperimentando sulla propria pelle. La Svezia (61%) e il Regno Unito (59%) occupano rispettivamente il quarto e quinto posto. La Cina occupa l’ottava posizione, con il 53% di cittadini fiduciosi, nonostante il Paese sia in assoluto quello che fa un uso più massiccio di servizi digitali, anche di pagamento, e sia probabilmente quello in cui i cittadini siano meno liberi di decidere in merito alla condivisione dei proprio dati personali. Infine, gli Usa si collocano al 12esimo posto con una quota di fiducia del 45%, seguiti dalla Spagna (43%) e da Italia e Francia, che sono le ultime della classe.

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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