Ricchezza giù per la prima volta dal 2008: “spariti” 22mila Uhnwi

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La caduta degli asset finanziari è pesata soprattutto in Europa, mentre l’immobiliare ha tenuto: si prevede un’inversione di questo trend nel 2023

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Complessivamente, la la ricchezza netta globale si è ridotta del 2,4% a 453.400 miliardi di dollari, ha messo in luce l’ultima edizione del Global Wealth Report realizzato da Ubs e Credit Suisse

Ad essere scesi sotto la soglia convenzionale della massima ricchezza, 50 milioni di dollari, sono stati 22.500 individui nel mondo

Per la prima volta dal 2008 la ricchezza netta globale ha subito una contrazione, complici l’inflazione e un dollaro particolarmente forte in rapporto alle altre valute (che penalizza la ricchezza denominata in altre monete, dato che la comparazione avviene sempre in dollari Usa). Così si è interrotta, nel 2022, la storica tendenza all’aumento progressivo della ricchezza, lo ha messo in luce l’ultima edizione del Global Wealth Report realizzato da Ubs e Credit Suisse

Al lordo dei tassi di cambio e dell’inflazione, la ricchezza netta globale si è ridotta del 2,4% a 453.400 miliardi di dollari. Se si considerano tassi di cambio costanti e si sottrae l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione, la ricchezza reale si sarebbe ridotta di un ancor più evidente 2,6%. 

 

“L’evoluzione della ricchezza si è dimostrata resiliente durante l’era Covid-19 e nel 2021 è cresciuta ad un ritmo record, ma l’inflazione, l’aumento dei tassi d’interesse e il deprezzamento della valuta hanno causato un’inversione di tendenza nel 2022”, ha dichiarato Nannette Hechler-Fayd’herbe, chief Investment officer della regione Emea e Global Head of Economics & Research, Credit Suisse

Nei prossimi cinque anni, prevediamo che la ricchezza globale aumenterà del 38%, raggiungendo i 629.000 miliardi di dollari entro il 2027, mentre la ricchezza per adulto è destinata ad aumentare del 30%”, ha aggiunto Hechler-Fayd’herbe, “prevediamo inoltre che il numero di milionari crescerà notevolmente nei prossimi cinque anni fino a raggiungere gli 86 milioni, mentre il numero di Uhnwi salirà a 372.000″.

Come cambia la geografia della ricchezza

Ad aver pesato sul rosso è stato soprattutto il calo della ricchezza finanziaria, componente che ha colpito gli europei più di tutti gli altri (-10,4%); al contrario, la ricchezza non finanziaria (immobiliare in primis) ha parzialmente controbilanciato le perdite nel 2022, anche se l’effetto negativo dei tassi d’interesse sui prezzi di case e uffici si è visto solo nell’ultima parte dello scorso anno. 

“La differenza fondamentale tra il 2022 e il 2008”, i due anni ‘neri’ per la ricchezza globale, è stata il diverso andamento delle attività non finanziarie, “che hanno rappresentato circa un quarto della perdita di ricchezza reale nel 2008, ma che hanno dato un contributo positivo nel 2022”, si legge nel rapporto. Si prevede che nel 2023 i ruoli si invertiranno, con la ricchezza finanziaria che crescerà di più rispetto a quella non finanziaria. 

Più in generale, i maggiori cali nella ricchezza netta si sono osservati in Nord America (-4,8%) e in Europa (-3,4%) che assieme hanno perso 10.900 miliardi di dollari, mentre in controtendenza si sono mosse America Latina (+18,6%) e India (+4,6%). Anche la Cina e l’area Asia-Pacifico sono nel gruppo a segno meno, con una perdita di 3.500 miliardi di dollari. 

Milionari e Uhnwi in calo

Data la contrazione generale della ricchezza, il contraccolpo si è visto anche anche sul numero dei milionari a livello globale: sono 3,5 milioni in meno rispetto al 2021 a 59,4 milioni. La maggioranza dei milionari sono “scomparsi” dal Nord America (-1,8 milioni), seguiti da Giappone e Regno Unito (-466mila e -439mila, rispettivamente). Ubs ha sottolineato come nella gran parte dei Paesi che hanno osservato una riduzione nei milionari nel 2022 il loro numero era aumentato l’anno precedente. Con due eccezioni notevoli: Germania e Italia, che hanno perso milionari sia nel ’21 sia nel ’22. I milionari sono aumentati, invece, in Norvegia, Brasile e Iran, con oltre 100mila unità in più per ciascun Paese. 

Nella fascia Uhnwi, gli ultra ricchi con una ricchezza netta superiore ai 50 milioni di dollari, il calo è stato altrettanto evidente: ad essere scesi sotto la soglia convenzionale della massima ricchezza sono stati 22.500 individui nel mondo (l’81% dei quali negli Usa), portando il totale degli Uhnwi a 243.060 unità. 

Gli ultra ricchi continuano ad essere basati soprattutto negli Stati Uniti (123.870) primi per distacco davanti a Cina continentale (32.910), India (5.480) e Canada (4.560). Nella graduatoria per numero di Uhnwi, l’Italia risulta undicesima, dietro all’Australia.

Come risultato della più elevata esposizione agli andamenti dei mercati finanziari da parte delle fasce più abbienti della popolazione, il 2022 è stato un anno nel quale le diseguaglianze fra ricchi e  poveri si sono ridotte – soprattutto per le cattive performance del portafoglio. In Italia, in particolare, l’1% più ricco deteneva a fine 2022 il 23,1% della ricchezza, due decimali in meno rispetto all’anno precedente. 

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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