Regime impatriati 2.0: ecco le novità

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La Legge di bilancio 2021 ha introdotto delle novità per quanto riguarda il regime dei lavoratori altamente qualificati che decidono di trasferirsi in Italia

Indice

La percentuale di tassazione del reddito prodotto in Italia passa dal 50 al 30%. È al 10% se si decide di trasferirsi al centro sud

Il vantaggio fiscale per gli impatriati è di 5 anni. Se ne aggiungono altri 5 in presenza di alcune ipotesi precise

Benefici fiscali ampliati per i lavoratori altamente qualificati che hanno spostato la loro residenza fiscale in Italia. L’emendamento approvato in Legge di bilancio 2021 prevede dunque un allungamento temporale del regime fiscale agevolato per gli impatriati che hanno trasferito la propria residenza in Italia prima del 2020.
La modifica è stata fatta dato che nel decreto Crescita la decorrenza dell’agevolazione per i lavoratori altamente qualificati arrivati nel Bel paese era prevista a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto. E dunque si andava ad applicare a chi si era trasferito nel nostro Paese dopo il 2 luglio 2019. Con il collegato si è poi modificata la data facendola passare al 30 aprile 2019.

L’Agenzia delle entrate è dunque stata chiamata a fare da collante, dandone una sua interpretazione. E  con la circolare 33/E viene precisato come il regime fiscale di favore si applica anche ai lavoratori che si sono trasferiti in Italia dal 30 aprile al 2 luglio 2019, ma nella minore misura del 50%, in attesa che venga emanato il decreto del Mef con cui vengano stabiliti i criteri per accedere al beneficio fiscale.

Chi può ottenere l’agevolazione

Possono richiedere e ottenere il beneficio fiscale:
1) i lavoratori che non sono stati residenti in Italia nei due periodi di imposta precedenti il trasferimento e si impegnano a stare in Italia per almeno due anni
2) svolge l‘attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.
3) siano in possesso di un titolo di laurea e abbiano svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più
4) abbiano svolto continuativamente un’attività di studio fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi o più, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post lauream

Le condizioni appena indicate sono tra loro alternative, pertanto, la sussistenza, per la maggior parte del periodo d’imposta, anche di una sola di esse è sufficiente a far ritenere che un soggetto sia qualificato, ai fini fiscali, residente in Italia.

Tassazione

I redditi da lavoro dipendente, assimilati e autonomi concorrono alla formazione del reddito complessivo per il 30%. La percentuale passa al 10% se ci si trasferisce in una regione del centro sud del Paese.

Quanto dura l’agevolazione

Il vantaggio fiscale per questi lavoratori è di 5 anni. Se ne aggiungono altri 5 se il soggetto in questione:
1) Ha un figlio minorenne o a carico
2) Acquista un’immobile residenziale dopo essersi trasferito in Italia o nei 12 mesi precedenti
3) Ha almeno 3 figli minori o a carico. In questa specifica ipotesi la percentuale di tassazione si riduce al 10% per i 5 anni aggiuntivi

Come ottenere gli ulteriori 5 anni di agevolazione

Come scritto sopra per ottenere altri 5 anni di agevolazione fiscale una delle condizioni è avere dei figli a carico. La circolare dell’Agenzia delle entrate specifica che i figli minorenni o a carico (si intendono anche i bambini adottati) devono essere nati entro i primi cinque anni dell’agevolazione. Se poi si hanno già dei bambini che quando ci si trasferisce in Italia diventano maggiorenni e dunque non più fiscalmente a carino, non si perde l’ulteriore agevolazione. Da sottolineare che anche i figli minorenni o a carico devono trasferire la residenza nel nostro Paese.
Altra ipotesi per ottenere gli ulteriori 5 anni è l’acquisto di una casa. L’Agenzia precisa che questa deve essere acquista entro il primo quinquennio.

Redditi di impresa

Il reddito di impresa sottoponibile al regime agevolato è solo quello dell’imprenditore. Sono dunque esclusi quelli prodotti dalle società di persone assegnati ai soci. Così come anche il reddito di impresa prodotto dalle società a responsabilità limitata i cui sono solo persone fisiche.

Iscrizione all’Aire

Nel caso in cui non si risulti essere iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire) si può accedere lo stesso al beneficio fiscale per gli impatriati se si è in grado di dimostrare che si è stati fiscalmente residenti all’estero per almeno due anni.

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