Ratifica Mes: uno scudo che protegge anche i Btp

3 MIN

Il ministro dell’Economia Giorgetti ha dichiarato all’Eurogruppo che il parlamento italiano non è ancora pronto a ratificare la riforma del Mes, lo scudo anti-spread intergovernativo. Ma c’è la volontà politica di superare le opposizioni del passato

Indice

Difficilmente il Mes e la sua ratifica possono essere considerati contro gli interessi di chi possiede Btp

Infatti, lo scopo del Mes è intervenire per scongiurare o minimizzare l’impatto di una crisi di fiducia sul debito di un Paese membro, mettendolo nelle condizioni di poter rispettare (per quanto possibile) i suoi obblighi verso i creditori

Per ottenere l’ok del parlamento italiano alla riforma del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, i tempi non sono ancora maturi: è quanto avrebbe affermato, secondo diverse fonti stampa, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ai suoi omologhi riuniti all’Eurogruppo del 15 maggio. Tuttavia, c’è la promessa sul fatto che l’Italia sta cercando una soluzione per sbloccare questo impasse. A separare la politica europea dall’entrata in vigore della riforma del Mes, infatti, manca solo la ratifica italiana del trattato, a oltre due anni dall’accordo politico raggiunto durante il secondo governo Conte. Un accordo, allora, aspramente criticato da Giorgia Meloni, che l’aveva definito su Twitter un “alto tradimento” contro il quale Fratelli d’Italia avrebbe “fatto di tutto”.

Ora, il mancato via libera del nuovo parlamento italiano, saldamente guidato dal centrodestra, sta impedendo a livello internazionale la riforma del Mes, tenendo fede alla contrarietà che la leader di FdI aveva espresso in passato. Resta il fatto che, anche in assenza di riforma, il Fondo salva-Stati continuerebbe ad esistere nella sua forma attuale: la stessa che aveva attirato pesanti critiche per la gestione del salvataggio in Grecia.

Nonostante le opposizioni del passato, Giorgetti sembra aprire a un futuro accordo, mentre si cercherebbe di sfruttare la leva del Mes per ottenere concessioni sull’altra, ben più importante partita sulla riforma del Patto di stabilità. Del resto, le pressioni del capo dell’Eurogruppo, Pascal Donohoe, si sono intensificate ultimamente per convincere governo e parlamento. Il principale argomento su cui si fa leva, per ridurre le ultime resistenze italiane, consiste nel nuovo ruolo che Mes andrebbe a ricoprire nelle risoluzioni bancarie europee, rendendo più solido il fondo interbancario che interviene per far fronte alle crisi degli istituti. Di fatto, il Mes potrebbe raddoppiare la dotazione del Fondo unico di risoluzione potendo prestare a quest’ultimo un massimo di 68 miliardi di euro.

LE OPPORTUNITÀ PER TE.

I Btp sono a rischio a causa dell’elevato debito pubblico italiano?

Quanto dovrebbe pesare il rischio-Italia in portafoglio?

Gli esperti selezionati da We Wealth possono aiutarti a trovare le risposte che cerchi.

RICHIEDI LA TUA CONSULENZA GRATUITA

Mes, una protezione che conviene anche ai possessori di Btp

Facendo, però, un passo indietro: che cos’è il Mes? Il Meccanismo europeo di stabilità è un fondo intergovernativo, cui contribuiscono i vari Paesi sottoscrittori (tutti i membri dell’Eurozona), che interviene per offrire prestiti ai Paesi che, per errori politici o altre circostanze avverse, hanno perso la fiducia dei mercati e sarebbero costretti a finanziarsi a tassi d’interesse molto elevati. In queste situazioni, il Paese in difficoltà può chiedere un prestito al Mes a condizioni più vantaggiose, ossia a tassi d’interesse più bassi. Questo risparmio, però, si ottiene sotto alcune condizioni. L’aspetto controverso del Mes, infatti, consiste nel fatto che, in cambio del prestito, il Paese deve concordare con il Fondo salva-Stati un piano di interventi che permetta di ristabilire le sue finanze e recuperare la credibilità agli occhi degli investitori. Questo, normalmente, avviene attraverso misure impopolari come il taglio delle spese, l’aumento delle imposte e riforme che generalmente riducono la “generosità” dello Stato nei confronti dei cittadini.

Tralasciando il dibattito accademico sull’efficacia dell’austerità, per gli investitori in Btp e altri titoli di Stato dei Paesi più indebitati d’Europa l’esistenza del Mes difficilmente può essere considerata contro i loro interessi. I creditori dello Stato italiano, infatti, dovrebbero essere rassicurati dall’argine aggiuntivo che il Mes rappresenta di fronte al rischio di default. Infatti, il conflitto politico nasce proprio dal fatto che la tutela dei creditori (in questo caso, chi ha comprato Btp) viene considerata importante per il mantenimento della fiducia a lungo termine nel Paese, anche se nel breve termine rispettare gli obblighi di pagamento agli stessi creditori costa sacrifici – che di solito pesano sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione. 

Anche se è difficile quantificarne l’effetto, si può immaginare che in assenza del Mes i tassi d’interesse sul debito dei Paesi più vulnerabili come l’Italia o la Grecia sarebbero mediamente più elevati e potrebbero salire più facilmente in caso di crisi economica. Un aumento dei rendimenti sui titoli di nuova emissione, lo ricordiamo, riduce il valore di quelli già in circolazione, in mano agli investitori: in caso di vendita anticipata rispetto alla scadenza, pertanto, si corre un maggior rischio di perdita.

La presenza del Mes, tuttavia, non garantisce che i possessori di titoli di Stato emessi da Paesi finiti in crisi non possano essere coinvolti in una ristrutturazione e, dunque subire delle perdite. Allo stesso tempo, contrariamente a quanto fu detto durante il dibattito sulla riforma, l’intervento del Mes non implica alcuna ristrutturazione del debito in “automatico”. In altre parole, il prestito del Mes può prevedere la ristrutturazione del debito, ai fini di garantire la solvibilità del Paese solo in condizioni eccezionali, come ha chiarito anche la Banca d’Italia in un approfondimento sul tema.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth