La raccolta di nuovi premi nel comparto Vita ha chiuso il 2025 in crescita, consolidando la rimonta dopo il minimo toccato nel biennio precedente. Secondo i dati ANIA, la nuova produzione delle imprese italiane ed extra-UE ha raggiunto 100,5 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto al 2024 e di oltre il 35% rispetto al 2023. Considerando anche le imprese UE operanti in Italia, i nuovi affari vita complessivi hanno superato 112 miliardi, segnalando che la fase più critica della raccolta è alle spalle.
Dietro il recupero dei volumi, però, emerge un cambiamento netto nella composizione della domanda, soprattutto sul fronte delle polizze multiramo. Nel 2025 la quota dei nuovi premi multiramo (al netto di previdenza e PIR) è scesa dal 42% al 33% della nuova produzione vita complessiva. Un’inversione significativa, se si considera che a gennaio 2024 la quota era crollata al 25%, per poi risalire nei mesi successivi grazie al ruolo di prodotto-ponte nella fase di rientro della liquidità. Il 2025 segna dunque la fine di questa funzione tattica: le multiramo restano su livelli superiori ai minimi post-crisi, ma perdono centralità a favore di scelte più dirette tra protezione e investimento.
Ramo III e previdenza guidano la crescita
La scomposizione per ramo conferma che il recupero della Vita non è stato uniforme. Il ramo I resta prevalente in termini di volumi, ma mostra una dinamica di stabilizzazione: nel 2025 la raccolta si è attestata a 62,9 miliardi, in crescita di appena 2%, dopo il rimbalzo a doppia cifra dell’anno precedente. Una parte rilevante dei flussi continua inoltre a transitare attraverso la componente di ramo I delle polizze multiramo.
A trainare la crescita è stato invece il ramo III, che si conferma il vero motore della nuova produzione. Le polizze unit-linked hanno rappresentato oltre il 32% del new business annuo, con una raccolta pari a 31 miliardi di euro, in aumento del 23% rispetto al 2024. Un’accelerazione più contenuta rispetto all’anno precedente, ma più matura, che riflette una maggiore propensione a scelte di investimento diretto.
In evidenza anche il ramo VI previdenziale: pur su volumi ancora limitati, i nuovi contributi ai fondi pensione aperti sono cresciuti del 21,3%, raggiungendo 183 milioni di euro e segnalando un rinnovato interesse per strumenti di accumulo di lungo periodo.
Consulenti finanziari: meno multiramo, più investimento e protezione
Sul fronte distributivo, il canale dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede si è confermato nel 2025 come il secondo più dinamico dopo gli sportelli bancari, con una crescita annua dell’8,4% e 16,2 miliardi di euro di nuovi premi. Al netto della flessione registrata a dicembre, il dato di fine anno indica un rafforzamento strutturale del canale nella nuova produzione vita.
La composizione della raccolta evidenzia una specializzazione sempre più marcata. Il ramo III rappresenta ormai quasi il 60% del new business dei consulenti, con 9,4 miliardi di nuovi premi e una crescita del 13,7%, mentre il ramo I resta sostanzialmente stabile a 6,7 miliardi (+1,6%). In calo, invece, i prodotti multiramo, che scendono al 20% del new business del canale (-8,4%).
Accanto all’investimento, emerge infine un segnale rilevante — pur su numeri ancora contenuti — sul fronte della protezione pura: nel 2025 i nuovi premi di ramo IV malattia intermediati dai consulenti sono cresciuti di oltre 60%, indicando che nella pratica consulenziale iniziano a trovare spazio anche coperture assicurative non legate all’investimento.

